SAMAHIN-HALLOWEEN: ecco il CAPODANNO CELTICO!

0 views
Skip to first unread message

chrysigon

unread,
Oct 25, 2010, 9:01:13 PM10/25/10
to REALTA' ALTERNATIVE E PROGRESSO DELLA CONOSCENZA
Ed eccoci nuovamente qui, alle soglie di un nuovo momento "magico" di
quella porzione di tempo che gli uomini chiamano "anno" e che
scandisce il rinnovarsi di stagioni ed energie sul nostro pianeta.
Eccoci ad una nuova Samhain, la notte tra il 31 ottobre ed il primo
novembre, coincidente con il capodanno di antiche popolazioni celtiche
le quali, a loro volta, avevano ereditato questa consapevolezza da
civiltà perdute nella notte dell' ignoranza ortodossa.
Oggi, la moda anglosassone stile "Famiglia Addams" la chiama
Halloween, ma in realtà si tratta di una ricorrenza molto importante,
il cui valore non sfugge a tutti coloro che sono dotati di intuito
trascendente e percezione sottile.
Il linguaggio che ci provviene da quella notte è un linguaggio fatto
di vibrazioni, di fremiti. Freme la Terra, attraversata da un' onda
che la fa vibrare fino quasi a toccare le dimensioni invisibili;
fremono i regni invisibili e le loro creature, nell' avvicinamento a
questo nostro piano esistenziale così infido e pericoloso a causa del
bipede umano fattosi tanto orgoglioso ed ottuso.
Da questo fremito, però, ci viene offerta un' emozione profonda e
preziosa, che possiamo ancora sfruttare per equilibrare il nostro
essere e metterlo in sintonia con i cicli sacri del pianeta che ci
ospita, scanditi dalle stagioni.

Le antiche civiltà, la cui economia e sussistenza erano soprattutto
agricole, chiudevano il loro anno pastorale proprio il 31 ottobre, nel
periodo in cui la terra tornava nel buio inverno e gli ultimi frutti
cadevano dagli alberi. Poche le mele ancora rimaste attaccate ai rami
e altrettanto poche le ore di luce nell' arco della giornata. Tutto
invita al letargo, un operoso sonno fatto nel grembo stesso della
terra, in attesa del magico e stupendo rinnovamento primaverile, ricco
di linfa vitale e di energia.
Al tempo dei Celti, i più tradizionali custodi di certi segreti,
questo periodo era chiamato anche Trinoux Samonia, cioé "Tre Notti di
Fine Estate" e, praticamente, designava il loro capodanno.
In un simile contesto vibrazionale, riteniamo che sia quantomeno
irresistibile la tentazione di "onorare" in qualche modo il delicato
momento di passaggio, in un atavico senso di compartecipazione che
unisce l'uomo alla Terra; una festa al di là delle consuete barriere
fra i mondi. Anche per questo, Samahin era associata anche al culto
dei defunti: la parola stessa significa "tutti i morti" o "tutte le
anime", e la Chiesa Cattolica ha pensato bene di "appropriarsi" di
questa antica designazione facendone le feste dei Santi e dei Defunti,
con le loro rituali commemorazioni.
Agli amici che seguono questo gruppo di incontro e discussione, voglio
augurare di vivere questo capodanno celtico nel modo più introspettivo
possibile, come se, immergendosi in sè stessi, entrassero proprio nel
seno della Madre Terra, ove c'è sempre qualche prezioso frutto da
scoprire. Possa cogliervi il senso del magico, nella "notte di
Halloween", possa aprirsi di più la vostra vista profonda,
immateriale, al di là del tempo e dello spazio. Possiate riscoprire
l'armonia delle stagioni e se vi capiterà di sognare una danza di
spiriti, unitevi ad essi poichè nessun pericolo correrete ma
scoprirete unicamente un senso di infinita compartecipazione col
nostro pianeta che, in realtà, non ci ha mai abbandonato.

Per finire, vi propongo una lettura interessante tratta dal sito
"Figklia della Luna".
Buon Samahin!

Antonio/Chrysigon

LA TRADIZIONE CELTICA E I DRUIDI:

La notte tra il 31 ottobre e il 1° Novembre era il momento più solenne
di tutto l'anno druidico e rappresentava per i Celti la più importante
celebrazione del loro calendario ed era chiamata la notte "notte di
Samhain".
Samhain era il primo giorno dell'inverno e la fine di un anno
pastorale.
Era il tempo in cui la notte era più lunga del giorno, le ultime mele
erano raccolte, e l'anno iniziava di nuovo con la sua fredda metà
oscura. Era chiamato anche Samhiunn, Hallowe'en o Trinoux Samonia,
cioé "Tre Notti di Fine Estate".
"Samhain" significava "tutti i morti" o "tutte le anime" e
rappresentava la fine dell'estate e l'inizio del periodo invernale.

La "Notte di Samhain" era, in pratica, il Capodanno dei Celti.

Tutte le leggende più importanti in cui si narrano cicli epici,
antiche saghe, grandi battaglie e si racconta di re e eroi, si
svolgevano nella notte di "Samhain". Molte di queste leggende
riguardavano la fertilità della Terra e il superamento cosmico, il
terrore e il panico e l'inizio del regno semestrale del Dio delle
Tenebre: "Samhain" (Samain, Samhuin).
In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per
poter affermare esattamente se "Samhain" indicasse solamente un
periodo dell'anno o fosse una divinità.

Per i Celti, che erano un popolo dedito all'agricoltura e alla
pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l'inizio
dell'inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita
cambiava radicalmente: i greggi venivano riportati giù dai verdi
pascoli estivi, e le persone si chiudevano nelle loro case per
trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali passando il
tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato, riparandosi
dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare
storie e leggende.
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre)
"Samhain", Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a sé
tutti gli spiriti dei morti e temevano che in tale giorno tutte le
leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo agli
spiriti dei morti e anche ai mortali di passare liberamente da un
mondo all'altro (Altromondo o Sìdh). Nel giorno di Samhain il velo fra
il mondo dei viventi e l'aldilà si faceva più sottile, permettendo
alle anime di mostrarsi o di comunicare con i viventi.
Credevano, infatti, che i morti risiedessero in una landa di eterna
giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge e ritenevano che a volte i
morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle
collinette di cui il territorio scozzese ed irlandese è contornato.

In alcune regioni, in particolare nelle Highlands scozzesi, i giovani
uomini percorrevano i confini delle fattorie, dopo il tramonto,
tenendo in mano delle torce fiammeggianti per proteggere le famiglie
dalle Fate e dalle forze malevole che erano libere di camminare sulla
terra quella notte. Samhain era visto come un momento il cui si poteva
facilmente prevedere il futuro e i Druidi lo consideravano uno dei
momenti migliori per predire la fortuna.


Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l'anno precedente
tornassero sulla terra la notte del 31 ottobre, in cerca di nuovi
corpi da possedere per l'anno avvenire, così nei villaggi veniva
spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a
soggiornarvi.

La sacra relazione della vita con la morte era consacrata nella
vigilia di "Samhain". Questo rito consisteva nello spegnere il Fuoco
Sacro sull'altare e riaccendere il Nuovo Fuoco (che simboleggiava
l'arrivo del Nuovo Anno) il mattino seguente al quale si attingeva per
assicurarne di nuovo la presenza e il calore in tutte le case. I
Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un'oscura foresta
di querce (albero considerato sacro) per accendere il Nuovo Fuoco e
offrire sacrifici di sementi e animali. Danzando e cantando intorno al
focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione
solare e la stagione delle tenebre. Quando il mattino giungeva, i
Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che
provvedeva a riaccendere il focolare domestico, che veniva poi tenuto
sempre acceso per il resto dell'anno. Un'altra ipotesi è che fossero i
membri di ciascuna famiglia ad accendere le torce da riportare
indietro per alimentare il focolare domestico. Spegnere il fuoco
simboleggiava che la metà oscura dell'anno (quindi la morte) stava
sopraggiungendo mentre l'atto di riaccenderlo era simbolo di speranza
e di ritorno alla vita, dando così a questo rifiuto la
rappresentazione ciclica del tempo.
Coincidendo con il momento in cui il bestiame doveva essere messo
nelle stalle a trascorrere la stagione fredda, la celebrazione di
Samhain coincideva con la sua selezione e con una "macellazione
generale" (aspetto della morte), occasione di un solenne banchetto
(aspetto della vita).
Le riunioni delle cinque province irlandesi a Tara Hill, la dimora del
re irlandese, avevano luogo a Samhain. Durante questi raduni si
tenevano corse di cavalli, fiere, mercati, assemblee e discussioni
politiche, gare di poesia e tutti i rituali per la fine dell'estate.
In molte culture pastorali, l'inverno era considerato con una miscela
di anticipazione e timore. Samhain era l'ultimo anelito dell'estate,
un tempo di banchetti disinibiti, balli e festeggiamenti. Era un tempo
di abbandono; il momento di abbandonare ogni bagaglio non desiderato,
paure ed attitudini, proprio come gli alberi lasciano cadere le loro
foglie. Così le vite degli uomini venivano allineate ai cicli sacri
della natura.

Alcune leggende narrano di come i Celti bruciassero coloro che
ritenessero "posseduti" come avvertimento per gli Spiriti. Gli spiriti
maligni potevano infatti prendere forme differenti, anche di animali,
la più malvagia era quella di gatto. Quindi al crepuscolo veniva
riacceso il fuoco con il quale si bruciavano offerte, si facevano
scongiuri e si lanciavano incantesimi per allontanare dal villaggio le
anime dei morti, e guidarle nelle Terra dei Morti. Infatti gli antichi
Celti temevano specialmente il momento del crepuscolo poiché credevano
che gli spiriti potessero vagare sulla Terra.
Con il loro aiuto "Samhain" (la terribile divinità della notte)
avrebbe potuto imprigionare e uccidere il Sole, senza il quale tutto
sarebbe tutta la vita sarebbe terminata. Era quindi necessario offrire
dei sacrifici per placare gli spiriti erranti e per ossequiare la
divinità. Un'antica leggenda medievale riporta che in Irlanda al tempo
di San Patrizio in un luogo denominato Mag Sleht ogni primogenito
fosse sacrificato nella notte di "Samhain" in onore di Cromm Cruac che
era una divinità maligna.

Ai giorni nostri questa festa si è poi trasformata nel mondo
anglosassone in quella di Halloween, mentre il Cristianesimo vi ha
sovrapposto le contigue ricorrenze del "Giorno dei Santi" e del
"Giorno dei Morti"


Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages