Le piantagioni erano un aspetto importante della storia economica e sociale degli Stati Uniti meridionali, in particolare nel periodo prebellico della guerra civile americana. Il clima subtropicale, le molte piogge ed il suolo fertile degli Stati Uniti meridionali, infatti, avevano favorito il fiorire di vaste piantagioni con un gran numero di lavoratori, spesso schiavi africani importati per il lavoro forzato.
Un individuo che era proprietario di una piantagione era noto col nome inglese di planter. Gli storici prima della guerra civile definiscono planter la persona che proprietaria di una propriet di almeno 20 schiavi o pi.[1] I planters pi ricchi come l'lite della Virginia con piantagioni presso il James River, avevano pi terra e schiavi di altri coltivatori. Il tabacco era il principale bene coltivato nell'Alto Sud (nelle originali colonie della baia di Chesapeake della Virginia e del Maryland, ed in parte de Le Caroline).
Il successivo sviluppo della coltivazione del cotone e dello zucchero nel Profondo Sud all'inizio del XVIII secolo portarono alla creazione di altre grandi piantagioni in quelle aree con centinaia di schiavi. La gran parte dei coltivatori del sud aveva all'epoca pochi schiavi o non ne aveva affatto. Gli schiavi costavano pi della terra.
Nella "Black Belt" e nelle contee di Alabama e Mississippi, i termini di planter e farmer erano spesso sinonimi;[2] un planter era solitamente un agricoltore che possedeva molti schiavi. A sud, dove come si detto gli schiavi erano pochi o non vi erano affatto, abbondavano invece appunto i farmers cio i coltivatori diretti. Parlando di planters spesso si pu parlare di "lite dei planters" o "aristocrazia dei planters" nel periodo antebellico americano.
Gli storici Robert Fogel e Stanley Engerman definiscono come grandi planters coloro che detenevano pi di 50 schiavi e medi planters quando ne avevano tra i 16 ed i 50.[3] Lo storico David Williams, nella sua opera A People's History of the Civil War: Struggles for the Meaning of Freedom, suggerisce che il minimo richiesto ad un planter per poter essere definito tale fosse di 20 schiavi.[4] Nel suo studio sull'area della Black Belt nelle contee dell'Alabama, Jonathan Weiner ha definito i planters come proprietari terrieri, piuttosto che di schiavi. Un planter, per Weiner, era colui che aveva un ricavo annuo di almeno 10.000 dollari dalla sua piantagione nel 1850 ed almeno 32.000 nel 1860, costituendo pertanto l'8% dei proprietari terrieri.[5] Nel suo studio sulla Georgia meridionale, Lee Formwalt definisce i planters in termini di grandezza della terra piuttosto che in numero di schiavi posseduti. Per Formwalt essi costituivano il 4,5% dei proprietari terrieri, ovvero coloro che traevano 6000 dollari annui dalle loro coltivazioni nel 1850 e 24.000 dollari o pi nel 1860 e pi di 110.000 dollari annui nel 1870.[6] Nel suo studio sulla contea di Harrison, nel Texas, Randolph B. Campbell classifica i grandi planters come proprietari di almeno 20 schiavi, mentre i piccoli planters sono coloro che hanno da 10 a 19 schiavi.[7] Nelle contee di Chicot e Phillips, in Arkansas, Carl H. Moneyhon ha definito grandi planters i proprietari di 20 schiavi e pi e con il possesso di 4000 metri quadrati di terreno.[8]
Molte furono le opere di memoria, spesso nostalgiche, del periodo dei planters nel sud.[9] Ad esempio, James Battle Avirett, che crebbe nella Avirett-Stephens Plantation nella contea di Onslow, Carolina del Nord e divenne poi cappellano episcopale per l'esercito confederato nel corso della guerra civile americana, scrisse e pubblic l'opera The Old Plantation: How We Lived in Great House and Cabin before the War nel 1901.[9] Tali memorie spesso includevano ricordi delle esperienze vissute in chiave anti-moderna nella "grande casa" con una famiglia allargata.[10]
Nelle piantagioni pi grandi vi era un supervisore che rappresentava il proprietario terriero nella gestione quotidiana del possedimento. Solitamente ritratto come un personaggio rozzo, maleducato e di infimo ordine, era sostanzialmente un borghese che portava avanti il compito non sempre facile di far fruttare la produzione agricola e nel contempo controllare il lavoro degli schiavi.[11]
Le colture coltivate nel periodo antebellico negli Stati Uniti comprendevano cotone, tabacco, zucchero, indaco, riso e, seppur in minor quantit, ocra, yam, patate dolci, arachidi e cocomeri. Dalla fine del XVIII secolo, la maggior parte dei planters dell'Alto Sud si dedicarono quasi esclusivamente al tabacco o alle colture miste.
Nella parte meridionale della Carolina del Sud, gi prima della Rivoluzione americana, i planters avevano centinaia di schiavi (nelle citt e nei villaggi, le famiglie avevano anche schiavi come propri servitori). Lo sviluppo del XIX secolo nel Profondo Sud delle coltivazioni di cotone dipendettero essenzialmente dal modello dell'area di Chesapeake Bay con dozzine se non centinaia di schiavi impiegati.
L' antebellum architecture (architettura precedente al periodo della guerra civile americana) ha portato numerosi esempi nelle "plantation houses", le grandi residenze padronali dove i planters vivevano con le loro famiglie, all'interno delle piantagioni stesse. Col tempo infatti anche le piantagioni iniziarono ad ispirarsi nei loro elementi architettonici a quanto visto nelle aree colonizzate delle citt. Gran parte degli edifici venivano per costruiti per mitigare il clima caldo subtropicale e fornire frescura naturale oltre che un luogo riparato dove risiedere e sostare o conservare i prodotti.
Tra i primi edifici abbinati a piantagioni si trovano quelli della Louisiana meridionale ad opera dei francesi. Utilizzando stili e concetti di costruzione appresi nei Caraibi, i francesi crearono molte grandi case di piantagione a New Orleans. L'architettura creola-francese inizi a svilupparsi attorno al 1699 e perdur sino a tutto l'Ottocento. Nel Lowcountry della Carolina del Sud e della Georgia, lo stile dogtrot inizi a prendere piede per mitigare appunto il clima di quelle regioni. I planters pi ricchi della Virginia coloniale costruirono le loro case sul modello dello stile georgiano, come nell'esempio della casa padronale della Shirley Plantation. Nel XIX secolo, lo stile neogreco divenne altrettanto popolare nel Profondo Sud.
Piante comuni e alberi facevano parte del panorama delle piantagioni, in particolare la quercia e la magnolia. Entrambe queste piante erano native degli Stati Uniti meridionali e sono divenuti col tempo dei simboli stessi del vecchio sud. Alla maniera spagnola, venivano realizzati dei sentieri alberati che portavano alle piantagioni, dando un'idea maestosa al complesso. Le piantagioni avevano anche dei propri giardini e/o orti che venivano curati direttamente dai planters con l'assistenza dei loro schiavi e lavoratori.
Provate a pensare al via vai di battelli a vapore che attraversavano il vecchio fiume da nord a sud, al traffico di merci, ai pontili in legno degli imbarcadero che conducevano direttamente alle bellissime ville coloniali.
Molte delle piantagioni sopravvissute alla Guerra Civile, alle piene del fiume ed al passare del tempo sono oggi visitabili (esistono diverse tipologie di tour) ed in alcune di esse possibile pernottare in B&B.
Prima di andare via non dimenticate di assaggiare la bevanda tipica della zona, il Mint Julep, una mistura dissetante a base Bourbon, sciroppo di menta e cubetti di ghiaccio che pare sia stata creata (esistono in realt diverse versioni) durante il periodo della Guerra Civile quando il Bourbon scarseggiava e lo sciroppo di menta costituiva una valida e rinfrescante alternativa alla massiccia dose di liquore prevista nella ricetta originale.
A differenza degli americani, i proprietari terrieri creoli lavoravano duramente nelle piantagioni (anche loro con un massiccio e terribile impiego di schiavi) per poi godersi la vita ed il tempo libero nelle loro bellissime dimore nel French Quarter a New Orleans.
Laura Plantation (il nome si riferisce ad una delle sue pi illustri proprietarie) racconta uno spaccato di vita decisamente differente, un universo parallelo che spiega facilmente il motivo per cui le due culture, la creola e quella dei ricchi americani, proseguirono e prosperarono fino alla Guerra Civile senza incrociarsi praticamente mai.
Se siete appassionati del genere ed avete tempo e voglia di approfondire ulteriormente la scoperta della River Road e delle sue bellissime piantagioni vi segnalo altre due interessanti dimore davvero poco conosciute che si trovano tra Nottoway Mansion e New Orleans.
La coloratissima San Francisco Plantation, immensa piantagione creola circondata da querce secolari, e la pi antica in assoluto della zona, risalente al 1787, la Destrehan Plantation in stile coloniale francese.
Due piantagioni di marijuana scoperte dalla Guardia di finanza a Mondragone grazie ad un monitoraggio aereo. L'operazione scattata a seguito di un'attivit di osservazione eseguita dagli elicotteri i quali, oltre ad individuare i terreni demaniali adibiti alla coltivazione illecita, hanno sorpreso 3 soggetti e sequestrato le piantagioni.
Sul posto i carabinieri che hanno bloccato i tre uomini nonostante avessero tentato la fuga nei campi. Il sequestro ha riguardato circa 2500 chili di sostanza stupefacente di cui circa 1100 chili gi essiccata e pronta per il confezionamento, due serre e l'attrezzatura utilizzata per la produzione. Il prodotto sul mercato avrebbe potuto fruttare fino a 10 milioni di euro.
Su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha coordinato l'operazione, lo stupefacente stato distrutto sul posto mentre i 3 arrestati dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione e traffico di stupefacenti.
c80f0f1006