Ciao Paolo e a chi ci legge.
Devo ammettere che il mio approccio ciclico è in difficoltà.
Il mio punto fermo è il minimo del 31/12/18 dove si è chiuso un ciclo iniziato a fine giugno 2016 , quindi con una durata di 30 mesi.
All'interno di quel ciclo non si distingue una chiusura intermedia attorno al 15mo mese come vorrebbe la tesi classica del mio maestro Graziano (chissà se ci legge ancora!). Piuttosto è possibile collocare una chiusura a giugno 17 ed una a giugno 18, ma sono entrambe delle forzature, la prima per la scarsa portata del ribasso, la seconda per l'ancor più scarso rialzo che l'ha seguita.
Oggi siamo ormai ad un anno del nuovo ciclo nel quale si distinguono meglio dei sottocicli a febbraio, maggio, agosto, ottobre e l'ultima chiusura di inizio dicembre che potrebbe non essere ancora definitiva.
L'approccio tradizionale vorrebbe una chiusura annuale, ma non c'é il tempo per realizzarla, inoltre il ciclo precedente durato 30 mesi non mi autorizza a credere ad un ritorno alla durata classica di un anno. D'altra parte, se si ripetesse un ciclo a 30 mesi, anche questo potrebbe assomigliare al precedente con una chiusura ad un anno già avvenuta o ancora in corso, un ribasso a fine 2020 ed uno ancora più netto a metà 2021.
Nell'immediato però non ho elementi per sbilanciarmi sulla chiusura dell'annuale. Nella mia ultima analisi mi aspettavo un primo minimo a metà novembre (e l'abbiamo visto per il 21, ma c'è stato anche il massimo annuale il giorno 11 e questo proprio non lo immaginavo), ma il successivo ribasso fino al 3/12 è troppo ravvicinato e troppo profondo rispetto alle mie previsioni. Ora ho due dubbi: il 3/12 è stato un minimo definitivo? se si dovremmo ripartire immediatamente al rialzo ben oltre i massimi, se no si aprono due scenari differenti: ulteriore ribasso profondo e immediato oppure piccoli rimbalzi senza fare nuovi massimi e chiusura profonda a febbraio marzo)
A presto
Silvio