I: riflessioni di una maestra

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leonardo

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Apr 4, 2018, 5:40:18 AM4/4/18
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-------- Messaggio originale --------
Da: silvia dainelli <silviad...@hotmail.it>
Data: 04/04/18 10:44 (GMT+01:00)
A: leonardo <leon...@autotrasportidainelli.com>
Oggetto:

Sono una classe meravigliosa, ma l'uguaglianza è un'utopia.
Ci sono bambini nuovi quest'anno, un po' timidi, un po' impauriti, con un passato diverso, con una storia diversa che li rende però già grandi per essere arrivati dove sono adesso. Stanno sempre in fondo ma lottano con i denti fino all'ultimo per restare in questa classe e passare l'anno. Si vede che ci tengono.
Si impegnano, studiano, e affrontano il momento della verifica come fosse il momento della verità senza scoraggiarsi troppo.
Non sono stupidi, sanno che ci sono bambini più facoltosi, con più possibilità di loro, anche soltanto per le famiglie di cui fanno parte e portano il nome. Magari hanno chi parla inglese in casa, hanno un genio di matematica in famiglia, hanno il babbo dottore o la mamma senatrice. Loro questo non ce l'hanno.
Per questo non pensano neanche lontanamente di mettersi in competizione con chi è più scaltro, più veloce, più sicuro, più secchione. Con questi non c'è storia. Riescono sempre a prendere voti più alti.
Ma la competizione sana fa bene. Ci deve essere per portare ognuno di questi bambini a migliorarsi, a spronarsi, a raggiungere i propri limiti spinti più dall'orgoglio che dalle proprie capacità. E allora la gara a chi fa meglio non è contro i più bravi della classe, perché si sa già che loro sono bravi. La gara è tra di loro, tra quelli in fondo, che sono alla pari, che sono simili, che hanno le stesse capacità e possibilità.
Poi ci sono i normali. Terzultima fila di banchi. Sono quelli che fanno un po' di casino, che vanno ripresi più spesso, che per capacità potrebbero stare in prima fila, ma non sempre ci riescono per vari motivi: familiari, di gestione, di studio, di impegno, di voglia. All'inizio dell'anno magari pensano che sia l'anno giusto per venire davanti, che sia arrivato il loro momento, che sia l'anno della loro ribalta. Ma poi alle prime difficoltà crollano un po', ritornano nel loro status quo mentale e ci rimangono fino a giugno. Sono bravi, sono intelligenti, hanno voti più alti di quelli in fondo ma più bassi di quelli davanti. Sono come un limbo, e in questo limbo ogni tanto qualcuno spicca che sia in negativo, e quindi rischia di andare in fondo, o in positivo e non vede l'ora di andare davanti a discapito di qualcuno che quindi scende. Sono difficili però, perché non si sa mai cosa ci si può aspettare da quelli della terzafila.
Poi ci sono gli altri. Chiamati così dal resto della classe come fossero un gruppo a parte. Sono quelli della seconda e della prima fila. Sono davvero bravi. La loro capacità è una costante, è una sicurezza. Sbagliano raramente, e se dovesse succedere, io maestra attribuisco il fatto a un momento di debolezza, a un momento no, a uno sbaglio che può succedere. È la vita e loro sono solo bambini. Non sono robot, non sono extraterrestri. È già stupefacente il fatto che per tutti questi anni di elementari siano rimasti qui davanti a me. Non hanno ceduto, non hanno cambiato, non hanno fatto passi indietro.
Sono migliorati di anno in anno, alzando sempre di più il livello della classe.
Fra di loro c'è una competizione così alta e così forte che a volte l'aria è tanto tesa da poter essere tagliata. Si scrutano, si studiano, si conosco così bene da sapere già in partenza come fare per prendere il voto più alto.
Sono i migliori, non c'è niente da fare. Per questo ogni anno, scelgo 3 alunni della prima fila e li faccio partecipare alla gara scolastica. Ogni classe fa lo stesso, almeno vediamo il livello di ciascuna e l'andamento generale della scuola.
Anche quest'anno ho scelto i miei tre. Non è la prima volta che scelgo loro, mi è ricapitato in questi anni di fare il loro nome, quindi non sono sorpresa. Sono davvero bravi, intelligenti, studiosi, vispi. Forse quest'anno ce la posso fare, anche perché c'è lei. Ormai è una costante. Lei c'è sempre. È una bambina veramente speciale, educata, che studia costantemente e che brilla qualsiasi cosa le faccia fare. È stata dura il secondo anno quando rubava le caramelle a tutti e l'ho messa tutto l'anno in ultima fila per punizione, qualsiasi cosa facesse. Mi ha delusa e doveva pagare per i suoi sbagli. 
Alla fine però credo le abbia fatto bene. Sicuramente si ricorda quella sensazione e sicuramente non vorrà più provarla. È anche questo che l'ha portata a ripartire da zero e a dare poi il meglio di sé adesso.
Purtroppo però a livello scolastico non è così brava.
I tre alunni che scelgo partono insieme, più o meno dallo stesso livello, ma nel corso delle verifiche ne perdo sempre due, che sia il giorno della verifica di scienze sui vegetali, o sia la verifica sulle tabelline.
Alla fine rimane sempre e solo lei, Gianna. Ed è lì che mi rendo conto che purtroppo è sola un'orba in un mare di ciechi.
I bambini della sezione D sono veramente i più bravi. O se non è l'anno della sezione D è l'anno della sezione B. Insomma...noi che siamo la A, purtroppo non vinciamo.
A Gianna però non posso chiedere di meglio.
È arrivata seconda molte volte e le ho sempre detto che sono orgogliosa di lei, che è un esempio per la sua classe e che grazie a lei tutti nella sezione A vengono spronati a fare meglio anche solo per uguagliarla o avere la soddisfazione di batterla. Il fulcro di tutto rimane sempre lei.
Molte volte ci piange, perché viene presa in giro dai suoi compagni della prima fila che invece di tifare per lei o spalleggiarla, le puntano il dito contro e le danno della stupida o dell'incapace perché non ha vinto il trofeo della scuola. Facendo ciò però non si rendendo conto che in realtà offendono solo loro stessi dato che non sono loro quelli che hanno fatto meglio di Gianna. Per umiliarla ancora di più sminuiscono il fatto che sia la migliore della classe da anni, sminuendo in realtà solo il loro percorso. Come se essere la migliore non le costasse fatica, lavoro, studio, passione e costanza. Costanza. La più difficile da mantenere per riaffermarsi. Come se per lei fosse tutto facile ed automatico.
Io che ascolto tutto questo da un angolo durante la ricreazione, capisco che non posso fare niente. Gianna non è la migliore della scuola, non ha vinto il trofeo, non ha alzato e portato in classe questa coppa, non è la migliore dei migliori. Ma è comunque sempre tra i migliori, con una costanza e una grinta che prima o poi verrà ripagata.
Chi può dire lo stesso?

#finoallafineforzaGIANNA




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