Da: CEA Litorale romano [mailto:ceali...@gmail.com]
Inviato: lunedì 8 maggio 2017 11:51
A: undisclosed-recipients:
Oggetto: Venerdì 12 maggio: Roseto Comunale; Sabato 13: le "Fontane Minori" di Roma; Domenica 14:Dune di Castel Porziano
Cari amici,
nel prossimo fine settimana vi proponiamo ben tre visite, tra cui due sono novità.
Venerdì 12 maggio con appuntamento alle ore 17.00, la Dott.ssa Patrizia Battistini vi illustrerà quello che sicuramente uno dei luoghi più splendidi per colori e profumi di Roma: il Roseto Comunale.
Nato in un luogo ricco di storia e di memorie, questo giardino apre le porte ai visitatori in primavera,con la variopinta ricchezza di ben 1.100 specie di rose.
Il luogo dell'incontro è all'ingresso del giardino, in Via di Valle Murcia 6, nei pressi del Circo Massimo (lato Aventino). Contributo richiesto a copertura delle spese: euro 5 gratuita under 18 (se il numero dovesse superare le 20 unità si aggiunge il prezzo dell'auricolare euro 2).
Sabato 13 maggio, il Dott. Fabrizio Madonna vi propone una visita particolare alle " Fontane Minori " di Roma, per scoprire angoli nascosti, ma non per questo meno affascinanti della nostra città.
L'appuntamento per questa visita è alle ore 17.00 a Ponte Sisto, angolo Lungotevere dei Tebaldi. Contributo a coperture delle spese: euro 5 + euro 2 per auricolare. Gli under 18 pagano solo euro 2 per auricolare.
Domenica 14 maggio, con appuntamento alle ore 17.00 al III Cancello della Via Litoranea , la Dott.ssa Patrizia Battistini vi illustrerà lo splendore delle Dune di Castel Porziano e Capocotta nel momento della fioritura, per scoprire uno dei luoghi più belli della nostra Riserva.
Contributo richiesto a copertura delle spese: euro 5, gratuita under 18.
La prenotazione è obbligatoria al n. 06 50917817 (lun.-merc.- ven. e sabato ore 9.30-12.30) oppure ai cellulari: 347 8238652 o 327 4564966.
Si può anche prenotare via mail sostituendo all'oggetto la parola "PRENOTAZIONE" ed indicando nome, cognome, un recapito telefonico e la visita prescelta. La prenotazione sarà valida al ricevimento della nostra conferma.
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Il Roseto comunale di Roma si sviluppa sulle pendici dell'Aventino, di fronte ai resti del Palatino, appena sopra il Circo Massimo.
Sembra che fin dal III sec. a.c. il luogo in cui sorge il roseto fosse dedicato ai fiori. Tacito, negli Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti, "floralia", si svolgevano in primavera nel Circo Massimo. Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI sec., divenne, nel 1645, l'Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità. Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l'area, destinata dal piano regolatore generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo roseto comunale. L'antico, che si trovava sul colle Oppio, era andato distrutto nella seconda guerra mondiale. Come ringraziamento alla comunità ebraica, che aveva permesso di ricreare il roseto in un luogo sacro, venne posta all'ingresso del giardino una stele in ricordo della precedente destinazione, e i vialetti che dividono le aiuole nell'area collezione, assunsero la forma della menorah, il candelabro a sette bracci, simbolo dell'Ebraismo.
L'idea di un roseto a Roma si deve all'interessamento della Contessa Mary Gailey Senni, al suo amore per la natura e a una notevole conoscenza botanica. Americana di nascita, si sposò con un conte italiano e rimase a vivere in Italia. Donna dal carattere deciso e caparbio dovette lottare non poco per vedere realizzato il suo progetto. Nel 1932 fu aperto il roseto sul colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio del Governatorato. La contessa partecipò a tutte le fasi di realizzazione del roseto, e fu anche l'artefice della sua promozione all'estero. L'anno seguente l'apertura, fu istituito il "Premio Roma", (secondo al mondo per costituzione, preceduto solo da quello di Bagatelle, vicino Parigi) di cui fu la curatrice ed al quale partecipò per molti anni come componente della giuria.
Oggi il Roseto ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, persino dalla Cina e dalla Mongolia. Fra le più curiose, la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde, la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni e la Rosa Foetida, una rosa maleodorante.
Nell'area più vasta si trova la collezione di rose botaniche, antiche e moderne.
Roma è una città davvero ricca di acqua, che nel corso dei secoli ha alimentato un numero davvero impressionante di fontane. Probabilmente non c'è piazza, cortile o chiostro dove non risuoni il rumore di uno zampillo.
Alla monumentalità delle grandi mostre d’acqua e degli scenografici ninfei fa da contrappunto la timida presenza dei cosiddetti ’beverini’, quelle fontanelle pubbliche che da secoli si prestano ad una funzione pratica e allo stesso tempo ad esaltare in maniera singolare l’arredo urbano. Finora scarsa attenzione è stata rivolta a queste testimonianze di ’arte minore’ della città, eppure anche esse documentano, in modo discreto, le vicende urbanistiche e l’evoluzione del gusto lungo un arco di tempo lunghissimo. Queste piccole strutture architettoniche, spesso appoggiate ai palazzi patrizi, fanno grande uso di reperti antichi,
soprattutto sarcofagi e mascheroni, ma non di rado sono caratterizzate da sculture e motivi decorativi originali.
Le dune sono rilievi sabbiosi accumulati dal vento che si sviluppano parallelamente alla linea di costa e vengono stabilizzate dalla vegetazione. I sedimenti che le costituiscono sono stati portati in mare dal fiume Tevere e distribuiti dalle correnti marine in forma di cordoni litoranei, dapprima sommersi, poi emersi. Quando la duna costiera viene stabilizzata dalla vegetazione, costituisce una formidabile difesa contro l’erosione del litorale. La vegetazione della duna è disposta in cinture parallele alla linea di costa. Sulla battigia troviamo il Cachileto, formato da specie annuali che germinano solo quando nel suolo è presente sostanza organica in decomposizione. Più al’interno abbiamo l’Agropireto e quindi l’Ammofileto, caratterizzato da piante perenni dal fitto ed esteso apparato radicale grazie al quale la sabbia viene trattenuta creando i cordoni. Segue poi una fascia umida retrodunale e poi la duna fissa con arbusti sempre verdi della macchia mediterranea. Oggi gran parte delle dune è stata spianata per far posto a stabilimenti, strade, case che spesso si trovano di conseguenza minacciati dall’erosione. E’ necessario salvaguardare l’inestimabile patrimonio ambientale presente a Castelporziano e Capocotta. Per Capocotta nel piano digestione della Riserva sono previste delle particolari norme di tutela per questo delicato ed importantissimo ecosistema.
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Maria Gabriella Villani
CEA Riserva Litorale Romano
Via Martin Pescatore, 66
00124 Castel Fusano, Roma
tel. 06 50917817 (lun., merc., ven., sab.: ore 9.30-12.30)
cell. 347 8238652 (Maria Gabriella Villani)
cell. 327 4564966 (Loretta Buonamico)
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