Da: CEA Litorale romano [mailto:ceali...@gmail.com]
Inviato: lunedì 5 dicembre 2016 11:09
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Oggetto: Sabato 10: Abbazia delle Tre Fontane, Domenica 11: Museo Alto Medio Evo e Vasche di Maccarese
Cari amici,
il prossimo fine settimana vi proponiamo tre visite guidate all'insegna della storia e della natura:
Sabato 10, con appuntamento alle ore 15.30 all'uscita della Metro B Laurentina, il Dott. Fabrizio Madonna vi guiderà in un suggestivo itinerario per conoscere l'Abbazia delle Tre Fontane, splendido sito dove storia, arte e leggenda si intrecciano. Contributo richiesto a copertura delle spese: euro 7 (€ 5 per la visita guidata + € 2 per auricolare), gli under 18 pagano euro 2 per auricolare (obbligatorio).
Domenica 11 la Dott.ssa Loretta Buonamico vi illustrerà gli splendidi reperti del Museo dell'Alto Medio Evo, tra cui gli eccezionali corredi delle necropoli longobarde e la stupefacente ricostruzione dell'opus sectile da Ostia Antica.
L'appuntamento per questa visita è alle ore 11.00 all'ingresso del Museo in viale Lincoln 3 (vicino Museo Pigorini, obelisco dell'Eur)
Contributo richiesto a copertura delle spese: euro 5 per la visita guidata + euro 4 biglietto d'ingresso al Museo (gratuito under 18 e ridotto a 2 per giovani tra i 18 ed i 25 anni). La visita guidata è gratuita per gli under 18.
Domenica 11 è anche prevista l'apertura alle ore 10.30 dell'Oasi WWF delle Vasche di Maccarese, dove è presente una ricchissima ed inaspettata avifauna acquatica. L'appuntamento è a via di Campo Salino (a 600 mt. dall'asilo "L'Isola che non c'è").
Contributo richiesto: euro 10 per l’ingresso all’Oasi e per la visita guidata, ridotto a euro 8 per gli over 65 e per i ragazzi tra i 6 ed i 14 anni; i bambini sotto i sei anni pagano solo euro 4. I residenti nel Comune di Fiumicino e i soci WWF pagano solo euro 4 per la visita guidata.
Vi ricordiamo che la prenotazione per tutte le visite è obbligatoria al n. 06 50917817 (lun.-merc.- ven. e sabato ore 9.30-12.30) oppure ai cellulari: 347 8238652 o 327 4564966.
Si può anche prenotare via mail sostituendo all'oggetto la parola "PRENOTAZIONE" ed indicando nome, cognome, un recapito telefonico e la visita prescelta. La prenotazione sarà valida al ricevimento della nostra conferma.
La chiesa sorge sul luogo, anticamente chiamato ad aquas salvias, dove, secondo la tradizione, san Paolo subi’ il martirio con la decapitazione: la leggenda racconta che la sua testa, una volta tagliata, abbia rimbalzato tre volte sul terreno, facendo scaturire ad ogni balzo una sorgente d’acqua, una calda, una tiepida ed una fredda; da qui il nome del toponimo delle tre fontane.In seguito si aggiunse la tradizione secondo la quale la decapitazione di san Paolo fosse avvenuta lungo la via Ostiense, nel luogo dove fu poi sepolto e fu costruita in epoca costantiniana la basilica di San Paolo fuori le mura.Ad aquas salvias sorsero comunque, in tempi antichi, tre edicole sopra le tre sorgenti d’acqua. L’Armellini riporta la testimonianza del Baccio, che, nel suo trattato De Thermis terminato nel 1563, ricorda che quelle tre acque erano “crassae, fumosae et cum aliquali tepore”. All’edicola si sostitui’ nel VI secolo una prima chiesa, costruita per volere del generale bizantino Narsete, che dipendeva direttamente dai monaci dalla basilica sulla via Ostiense.Questa prima chiesa fu completamente rifatta nel XVI secolo ad opera di Giacomo della Porta, tra il 1599 ed il 1601, per volere del cardinale Pietro Aldobrandini. Sull’architrave della facciata della chiesa, sopra il portale d’ingresso, e’ posta una targa marmorea che recita: S. Pauli apostoli martyrii locus ubi tres fontes mirabiliter eruperunt (“luogo del martirio di san Paolo Apostolo dove tre fonti sgorgarono miracolosamente”). Sopra il timpano della facciata sono collocate due statue dedicate ai santi Pietro e Paolo, e lo stemma degli Aldobrandini. Si accede all’interno dopo un piccolo vestibolo, ove è conservato un mosaico cosmatesco dell’alto medioevo, appartenuto alla chiesa precedente, e ritrovato durante i restauri ottocenteschi. L’interno presenta una pianta molto semplice ad unica navata trasversale, con due cappelle laterali, lungo la quale tre nicchie ospitano le tre fontane (da cui pero’ l’acqua non scorre piu’ dal 1950): queste tre fontane sono poste su tre livelli diversi a testimonianza dell’antica pendenza del luogo. Queste cosiddette fontane sono fatte a forma di nicchia, con colonne di porfido nero, e sono sormontate da un catino a forma di conchiglia sopra il quale presente una testa marmorea del santo apostolo. Vicino alla prima fontana e’ collocata la colonna dove, secondo la tradizione, Paolo venne tenuto legato per la decapitazione.La chiesa fu restaurata sotto Pio IX nel 1867. In questa occasione un ampio mosaico policromo del II secolo con le immagini delle Quattro stagioni, proveniente dal mitreo imperiale di Ostia, fu installato nella navata centrale. Sull’altare della cappella di sinistra era installata la Crocifissione di Guido Reni, trasferita a Parigi dai francesi nel 1797. Quando fu recuperata, venne allocata alla Pinacoteca Vaticana: la pala attualmente in loco e’ una copia. Sull’altare della cappella di destra e’ collocata una decollazione di san Paolo di Bartolomeo Passerotti.
Vi porteremo alla scoperta di un piccolo e interessantissimo Museo, poco conosciuto al grande pubblico e estraneo ai flussi turistici, ma non per questo meno ricco di interessanti reperti.
Situato nel Palazzo delle Scienze all'EUR, è stato inaugurato nel 1967 per dotare Roma di un museo archeologico dell'età post-classica e, soprattutto, per promuovere la ricerca di un periodo molto importante nella storia della città, spesso scarsamente documentato.
Attualmente è aggregato alla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia. Visiteremo le otto sale del Museo, dove sono esposti reperti che vanno dal IV al IX secolo d.C., provenienti soprattutto da necropoli della zona di Roma e dell'Italia centrale, soffermandoci sulla ricchezza dei materiali, testimonianza delle civiltà longobarda e carolingia . Nell'ottava sala potremo ammirare una sorprendente collezione di tessuti antichi, provenienti dall'Egitto, dall'età tardo- romana fino all'avvento dell'Islamismo. Concluderemo la nostra visita con la sala in cui è esposta la ricostruzione dell' Aula in Opus Sectile, ritrovata in un'importante domus del IV sec. d.c. ad Ostia antica, nei pressi di Porta Marina, davvero eccezionale dal punto di vista storico ed artistico. Si trattava di una grande aula con un'esedra quadrangolare sulla parete di fondo, completamente rivestita di marmi policromi con specchiature geometriche, fregi floreali, gruppi di animali in lotta. Anche il pavimento in opus sectile di marmi preziosi (giallo antico, serpentino, porfido rosso e pavonazzetto) era decorato con motivi a stelle, ottagoni e cerchi, combinati con grande eleganza. . Il soffitto, recuperato invece solo in piccola parte a causa del crollo dell'edificio, era in mosaico a tessere di pasta vitrea ed è esposto accanto all'aula. Vari pannelli ci racconteranno la storia della scoperta e dei restauri antichi e recenti, il programma decorativo dell'aula e i suoi collegamenti con analoghe decorazioni di età tardoantica.
Una campionatura di marmi con la mappa delle cave di provenienza, che illustra i materiali costitutivi dell'opus sectile , ci consentirà infine, di fare interessanti considerazioni sulla rotte commerciali del mondo antico .
Le Vasche furono realizzate per fini venatori nel 1970 e sono un esempio di come una zona umida seppure artificiale, possa divenire un importante sito di svernamento e di nidificazione per gli uccelli. Oggi sono gestite dal WWF Italia.
La vasca più grande, colonizzata da un canneto molto fitto ha un habitat diversificato che rende possibile la nidificazione di molte specie di uccelli tra queste il tarabusino, il tuffetto ed il raro cavaliere d'Italia. Le vasche che ricoprono un'area di circa 33 ettari, di proprietà della Maccarese S.p.A., le 5 vasche sono state interdette all'attività venatoria dal 1979, da allora sono frequentate da moltissimi uccelli acquatici. Le vasche, alimentate con un sistema di pozzi e condutture per permettere il ricambio e il mantenimento del livello d'acqua, hanno una profondità variabile da 1,5 a 2,5 metri e sono tuttora molto ricche di pesce.
L'avifauna è estremamente abbondante, quantomeno dal punto di vista qualitativo, specialmente nel periodo invernale e migratorio, non mancano comunque interessanti presenze di mammiferi, rettili e anfibi. Dall'autunno le anatre fanno la loro comparsa con il fischione che fa sicuramente la parte del leone con l'alzavola e il germano reale ma sono spesso presenti anche il mestolone, il codone e il raro fistione turco.
Un cenno a parte, perchè svernanti ogni anno, meritano il moriglione, la canapiglia e la rarissima moretta tabaccata. Solo primaverile è¨ la comparsa della marzaiola, mentre rara è¨ quella della moretta, della volpoca e occasionale quella di esemplari di oche. Molto comuni sono gli aironi cenerini e la garzetta, a volte presenti con alcuni esemplari anche nel periodo estivo, mentre solo in inverno è presente l'airone bianco maggiore. Durante i passi appaiono anche la sgarza ciuffetto, la nitticora, l'airone rosso e occasionalmente il tarabuso. Il tarabusino arriva invece in primavera per mettere su famiglia nel folto del canneto, da dove ripartirà alla volta dell'Africa in autunno.
Nidificanti e stanziali, anche se con rinforzi durante il periodo invernale sono i rallidi, nello specifico la folaga, la gallinella d'acqua e il porciglione Costante anche la presenza del tuffetto, invernale quella di svasso maggiore e svasso piccolo.
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Maria Gabriella Villani
CEA Riserva Litorale Romano
Via Martin Pescatore, 66
00124 Castel Fusano, Roma
tel. 06 50917817 (lun., merc., ven., sab.: ore 9.30-12.30)
cell. 347 8238652 (Maria Gabriella Villani)
cell. 327 4564966 (Loretta Buonamico)
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Maria Gabriella Villani
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Via Martin Pescatore, 66
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