I Guerrieri Dell'anno 2072 Download Di Film Interi In Hd

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Phillipp Schneeberger

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Jul 12, 2024, 12:26:15 AM7/12/24
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Il cinema italiano di fantascienza , con alcune eccezioni, un filone cinematografico di intrattenimento popolare, caratterizzato da pellicole nate sulla scia di film statunitensi di successo ma con un budget notevolmente ridotto. Alcuni di questi film realizzati in Italia, pur essendo considerati dei film di serie B, sono stati apprezzati anche all'estero, grazie all'inventiva e all'ingegnosit di registi ed esperti di effetti speciali come Antonio Margheriti (Anthony M. Dawson) e Mario Bava, che si distinsero rispettivamente nei filoni dell'avventura spaziale e del fanta-horror.

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La prima pellicola drammatica italiana di genere fantascientifico del 1958, tuttavia si pu fare risalire il filone gi agli anni venti-trenta del Novecento con commedie fantastico-fantascientifiche.[1] La cinematografia fantastica/fantascientifica italiana infatti caratterizzata dalla frequente commistione tra generi diversi, in particolare con l'horror.

Oltre ai registi, vi sono stati alcuni cineasti italiani che, fuori dei confini nazionali, hanno contribuito a realizzare numerose pellicole di genere fantascientifico di livello internazionale: tra questi il creatore di effetti speciali Carlo Rambaldi (premiato per tre volte con l'Oscar) e il produttore cinematografico Dino De Laurentiis[3] (due Oscar).

Dovendo stabilire una data precisa per la nascita della fantascienza italiana al cinema, molti indicano il 1958, anno in cui esce La morte viene dallo spazio, un film girato da Paolo Heusch che racconta la minaccia al pianeta Terra costituita da una pioggia di asteroidi, anticipando il filone dei film catastrofici.[4] Si tratta della prima pellicola italiana drammatica, non farsesca, ascrivibile al genere; in essa per la prima volta la trama fantascientifica viene portata in primo piano anzich fare da sfondo.[5]La seconda met degli anni cinquanta un periodo aureo per la science fiction cinematografica d'oltreoceano e Heusch si inserisce in un filone di chiara origine statunitense; fotografia ed effetti speciali sono di Mario Bava (il pi creativo ideatore italiano di effetti assieme a Carlo Rambaldi).[6] Coproduzione italo-tedesca, La morte viene dallo spazio contiene gi una chiara critica alla proliferazione delle armi nucleari da parte delle superpotenze. Grazie al successo ottenuto, il film viene distribuito anche negli Stati Uniti.[5] La pellicola secondo la critica "pur rimanendo confinata (...) nel catastrofismo prima maniera", si colloca "ben al di sopra della media nel confronto con analoghe produzioni contemporanee - anche americane - per la cura e la validit con cui sono realizzate ambientazioni, scenografie ed effetti."[7]

Non va tuttavia dimenticata l'esistenza di alcuni film fantastico-fantascientifici anche molto precedenti al 1958, non ascrivibili al genere drammatico ma pi che altro alla commedia. Considerando anche le pellicole brillanti, l'esordio della cinematografia italiana nella fantascienza dunque retrodatabile fino al 1910,[8] con il cortometraggio Un matrimonio interplanetario di Enrico Novelli (Yambo), una commedia che narra la storia di un amore tra un terrestre e una bella marziana, innescato da un'osservazione al telescopio e nutrito da segnali radiotelegrafici.[9]

Tra le prime espressioni della fantascienza cinematografica - non solo italiana ma europea - viene talvolta citato[10] anche Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola del 1913, un film comico fantastico girato a Torino, interpretato e diretto da Marcel Fabre e tratto dal romanzo di Albert Robida, un'avventura sul modello dei "viaggi straordinari" di Verne ma senza alcuna pretesa scientifica. Anche un film perduto del 1920, Il mostro di Frankenstein per la regia di Eugenio Testa, primo film dell'orrore italiano,[11] si pu considerare a sua volta una delle primissime pellicole di fantascienza in Italia,[12] dato che nella trama, secondo Mereghetti,[13] "uno scienziato riesce a fabbricare un uomo con una formula chimica di sua invenzione, ma la creatura si ribella al suo creatore e commette ogni sorta di disastri fino a quando sar ridotto all'impotenza" (dunque il meccanismo narrativo innescato da un elemento scientifico e/o tecnologico).[12]

Ancora in piena era del cinema muto, nel 1921 Andr Deed (noto in italiano per il suo personaggio comico Cretinetti) scrisse, diresse e interpret L'uomo meccanico, tra i primissimi film della storia del cinema incentrati su un robot (in questo caso telecomandato) e il primo a mettere in scena uno scontro tra un robot buono e uno cattivo.[14]Sul tema dell'automa inoltre La bambola vivente del 1924 di Luigi Maggi.[15]

Il primo film d'animazione forse Un viaggio nella Luna del 1921 di Gino Zaccaria, "dove, in un gruppo di pupazzi, ne troviamo uno che con i suoi sogni arriva a viaggiare nello spazio e a giungere sulla Luna".[16]

Nel 1939 il primo film sonoro di genere, Mille chilometri al minuto! - una farsesca escursione nel fantastico di Mario Mattoli - mette in scena uno dei primi voli verso il pianeta Marte, che per s'interrompe quasi sul nascere: invece di raggiungere il Pianeta rosso, a causa di un errore nel calcolo nella traiettoria del missile che li trasporta, la coppia di innamorati protagonisti precipita sulla Terra pochi giorni dopo il lancio.

Degli elementi fantascientifici sono presenti in una pellicola del 1943 (ridistribuita nelle sale nel 1945): La casa senza tempo diretta da Andrea Forzano (con lo pseudonimo di Andrea Della Sabbia) che ne cur anche soggetto e sceneggiatura, che stata definita "uno stravagante esempio di fantaspionaggio "giallo-rosa" all'italiana realizzato in pieno conflitto mondiale".[17] Con protagonisti Rossano Brazzi e Vivi Gioi assieme a molti altri popolari attori del "cinema dei telefoni bianchi", nacque inizialmente come film di propaganda del regime: una storia di spionaggio di un gruppo di fascisti che cerca di scoprire dei progetti militari per la costruzione di un nuovo aereo da guerra da parte delle forze angloamericane che innesca una serie di misteriose sparizioni e omicidi, anche se alla fine i protagonisti riusciranno a trionfare sui nemici (in seguito, con la fine della guerra e il crollo del regime fascista, il film venne ridoppiato e riadattato e cos il gruppo di fascisti divenne un gruppo di partigiani e le forze nemiche da angloamericane divennero naziste). Un altro film di fantaspionaggio era stato diretto nel 1938 da Domenico Gambino: Lotte nell'ombra, con Antonio Centa e Paola Barbara.

comunque negli anni cinquanta che la fantascienza inizia ad avere successo in Italia: la fantascienza letteraria italiana vede il suo riconoscimento come genere nel 1952, con la pubblicazione delle prime riviste specializzate, Scienza fantastica e Urania; sempre nello stesso anno nasce il termine italiano "fantascienza".[18]

Un altro dei primi film italiani definiti "di fantascienza" Baracca e burattini del 1954 per la regia di Sergio Corbucci, ispirato all'omonima rivista di Maccari e Amendola. Narra di un abitante della Luna che, precipitato sulla Terra a causa di un esperimento atomico, d vita ad un burattino pregandolo di introdurlo nel mondo degli uomini.[19][20]

Tot nella luna un film comico diretto da Steno nel 1958 con Tot e Ugo Tognazzi. Molto esile e ingenuo nella trama, una parodia[21] dei film di fantascienza sulla conquista dello spazio popolari all'epoca, tra i quali Uomini sulla Luna del 1950; essendo uscito nello stesso anno de La morte viene dallo spazio, stato visto come la "risposta in chiave comica" a questo film.[22]

Negli anni sessanta il cinema italiano vive un vero e proprio boom, con la produzione di numerosissimi film di genere - tra cui poliziottesco, commedia sexy, peplum e spaghetti western - ma il genere fantascientifico riguarda relativamente pochi titoli e non grandi produzioni. Gli effetti speciali rimangono assai poveri rispetto alle produzioni hollywoodiane, anche se talvolta ingegnosi, e i cast sono caratterizzati da attori sconosciuti o semi sconosciuti, alcuni dei quali troveranno la fama negli anni successivi in altri generi (tra questi Franco Nero, Ombretta Colli, Renzo Palmer).[4] Le sceneggiature sono spesso ingenue e traballanti, rinunciando a ogni tentativo di interpretazione del genere e limitandosi a ricalcare pedissequamente schemi e modelli d'importazione.[5] Il mercato dominato dai film statunitensi e anche le produzioni italiane devono spacciarsi per film d'importazione: ecco dunque registi e attori comparire nei titoli con pseudonimi anglosassoni. Il filone pi diffuso nella prima met del decennio rimane l'avventura spaziale (con un chiaro richiamo alla space opera statunitense), di cui Antonio Margheriti stato il maestro in Italia,[4] assieme al fanta-horror.

Space Men del 1960, primo film di Margheriti (qui con lo pseudonimo di Anthony Daisies),[25] incentrato sulla minaccia dallo spazio costituita da un'astronave fuori controllo che punta verso la Terra. Frutto anche della collaborazione di Ennio De Concini, uno degli sceneggiatori pi esperti del panorama di quegli anni,[5] Space Men ebbe una produzione dal budget assai risicato (50 milioni di lire) e che dovette essere realizzata in soli venti giorni, compresi gli effetti speciali.[25] Ad ogni modo il buon successo commerciale del film, lanciato in grande stile anche nel mercato statunitense, diede la possibilit a Margheriti di girare altre pellicole dello stesso filone. Gi da questa prima opera si nota la tendenza alla contaminazione tra pi generi che sar tipica del regista.[25]

Il mulino delle donne di pietra (1960) di Giorgio Ferroni invece considerato uno dei migliori fanta-horror;[26][27] si basa sull'archetipo dello scienziato pazzo che compie folli esperimenti pur di salvare l'amata, utilizzato anche in altri film del periodo[27] come Occhi senza volto, una coproduzione franco-italiana del 1959 di Georges Franju, e Seddok, l'erede di Satana (1960) di Anton Giulio Majano interpretato da Alberto Lupo.

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