Soltantonell'ultima strofa del brano il protagonista confessa di amare in realt la sua interlocutrice, e quando vede una lacrima sul suo volto ("na lacrima lucente v' caduta") le dice che proprio lei la donna che ama ("levammece sta maschera, dicimme 'a verit", togliamoci questa maschera, diciamo la verit).
Nel corso degli anni il brano stato oggetto d'innumerevoli versioni e reinterpretazioni. La prima incisione su 78 giri risale al 1930, ed la versione di Vittorio Parisi[1] e nel 1931 fu la volta di Gennaro Pasquariello[2]. La canzone entr anche nel repertorio di Anna German, Mario Abbate e di Roberto Murolo, che la registr anche in duetto con Amlia Rodrigues.
Negli anni settanta il brano ebbe una nuova ondata di popolarit in Italia, grazie ad una cover registrata da Alan Sorrenti nel 1974, che la reinterpret in chiave moderna ed in falsetto, in occasione dell'uscita del suo terzo album. Fra gli altri interpreti ad aver registrato una versione del brano si ricordano Alex Baroni, Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana[3], Rita Forte[4], Ivana Spagna[5], Ricchi e Poveri, Sal da Vinci, Ivan Graziani (in una versione strumentale nell'album Tato Tomaso's Guitars), Mario Trevi (in versione classica, negli anni '60, ed in versione Turbo folk nel 2011), Claudio Villa, Franco Califano, Mariella Nava, Alessandro Safina, Marco Zibardi e Gigi Finizio.
Da non dimenticare le interpretazioni dei cantanti lirici come Rosa Ponselle, Giuseppe Di Stefano, Mario Del Monaco, Jos Carreras, Luciano Pavarotti, Plcido Domingo, Francesco Anile, Mario Lanza. In Russia (dove la canzone classica napoletana apprezzata e studiata nei conservatori sin dai primi del 1900) un cavallo di battaglia di tenori come Muslim Magomaev, Dmitri Hvorostovsky e Zaur Tutov.
Gianna Nannini in Fotoromanza - uno dei suoi primi e pi noti successi - cita (traducendolo in italiano) uno dei versi pi caratteristici di Dicitencello vuje ("ho perduto il sonno e la fantasia").[7]
"Just Say I Love Her" ("Just Say I Love Him" when recorded by a female singer) is a popular song, adapted from the Neapolitan song "Dicitencello vuje".[1][circular reference] The original music was written by Neapolitan composer Rodolfo Falvo in 1930;[2] and was arranged in the United States by Jack Val and Jimmy Dale; the original Neapolitan lyrics by Enzo Fusco, and English lyrics by Martin Kalmanoff and Sam Ward.[3]
A recording by Johnny Desmond was made on January 20, 1950, and released by MGM (catalog number 10758). It reached No. 24 on the Billboard chart.Vic Damone's 1950 recording of the song reached No. 13 on the Billboard chart.[4]
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