Raccolgo
qui di seguito alcune riflessioni sulla sessualità gay, sono cose
generalissime ma credo possano aiutare ad inquadrarne concretamente gli
elementi fondamentali.
La
parola “omosessualità” pone l’accento sulla dimensione sessuale e, in
questo modo, allontana da una visione realistica della omosessualità
stessa che non è un comportamento sessuale ma una forma d’amore.
L’omosessualità
consiste nella tendenza ad innamorarsi e a creare relazioni affettive e
sessuali con persone dello stesso sesso, è una variante naturale della
sessualità umana che riguarda circa l’8% della popolazione, sia maschile
che femminile, più o meno nelle stesse proporzioni.
L’omosessualità
è vissuta con disagio, cioè non è vissuta nella pienezza del suo valore
umano, quando uno dei due elementi costitutivi, affettività e
sessualità, viene eliminato o sottovalutato.
Il
rifiuto dell’affettività gay porta a vivere l’omosessualità in
dimensione esclusivamente sessuale, evitando qualsiasi coinvolgimento
affettivo. In questo modo la sessualità tende a compensare l’affettività
assente espandendosi e diventando un valore pervasivo. La
partecipazione affettiva, che è la base della soddisfazione in un
rapporto interpersonale e anche in un rapporto che coinvolge la
sessualità, venendo meno, toglie alla sessualità il suo valore più alto e
quindi la capacità di essere profondamente gratificante.
La
sublimazione della sessualità, legata spesso a forme di educazione
repressive della fisicità del bambino e dell’adolescente, trasmesse
attraverso comportamenti mai espansivi degli adulti, toglie alla
omosessualità, in modo più o meno marcato, la spinta della pulsione
fisica o induce a vivere quella pulsione fisica con sensi di colpa, come
se la fisicità potesse degradare l’amore.
Per
vivere bene la propria sessualità e quindi anche la propria
omosessualità occorrono entrambe le componenti, cioè sia l’affettività
che la sessualità.
Affettività
e sessualità omosessuale sono profondamente influenzate
dall’educazione. Nei paesi del Nord Europa, in cui l’omosessualità è
considerata una cosa normale, i problemi di non accettazione sono
praticamente inesistenti, nei paesi dell’Europa del Sud e in molti altri
paesi, dove pure non esiste nessuna criminalizzazione della
omosessualità ma permane tuttavia una mentalità diffusamente omofoba
fomentata dalle religioni e da certi gruppi politici, i problemi di non
accettazione della omosessualità sono diffusi e i gay vivono in
situazioni di disagio. Esistono purtroppo ancora oggi paesi in cui
l’omosessualità è criminalizzata e porta all’impiccagione in piazza
addirittura di ragazzi sedicenni. In questi paesi si mette in atto una
vera e propria azione di sterminio in aperta violazione dei più
elementari diritti umani.
L’educazione
sessuale degli adolescenti e in particolare degli adolescenti gay,
inesistente, in Italia, a livello istituzionale o implicitamente
delegata alla chiesa, diviene di fatto appannaggio della pornografia,
che ha alla base interessi economici colossali che nulla hanno a che
vedere con l’educazione sessuale e con il benessere sessuale dei ragazzi
e degli adulti. La pornografia finisce per creare moduli di
comportamento sessuale che si radicano profondamente nella mente degli
adolescenti. La pornografia enfatizza solo la componente sessuale e
tende a deprimere e a svalutare la componente affettiva. Un ragazzo gay
mi diceva: “Preferisco mille volte un film a tema gay, magari con un
minimo di sesso, rispetto ad un porno. In un film mi ci rivedo, c’è una
storia, ci sono sentimenti che sento anche miei, in un porno c’è solo
sesso cinematografico che ha ben poco a che vedere con la realtà.” Un
altro ragazzo mi diceva: “Vedo in genere la prima parte dei porno, dove
c’è qualcosa che ha un minimo di senso affettivo, poi, quando cominciano
a fare sesso a tutta forza, cambio, tanto è sempre la stessa cosa.”
Un
rapporto serio tra due ragazzi, sia a livello affettivo che a livello
sessuale, presuppone, come condizioni minime, il rispetto e la stima
personale basata su una conoscenza reciproca non superficiale. Senza
questi presupposti non si costruiscono rapporti umani seri di nessun
tipo.
Nell’uso
della sessualità, oggi, data la consapevolezza dei rischi connessi alle
malattie sessualmente trasmissibili, e in primo luogo dell’aids, il
rispetto delle regole di prevenzione rappresenta una priorità assoluta e
inderogabile, sia per il rispetto di sé che per il rispetto dell’altro.
Nella
sessualità gay non esistono obblighi o regole di nessun genere, non
esistono modelli di comportamento, non esistono pratiche sessuali
indispensabili né copioni o rituali obbligatori. Non bisogna farsi
condizionare in nessun modo da modelli di comportamento prefabbricati,
meno che mai da quelli derivati dalla pornografia.
La
sessualità ha tanto più valore quanto più è spontanea. La sessualità di
coppia si costruisce in due, confrontandosi alla pari. Le forzature
sono sempre segno di scarso rispetto o di immaturità.
Non
è raro che i ragazzi gay si sentano a disagio perché avvertono che il
loro desiderio sessuale non corrisponde ai modelli veicolati dalla
pornografia o alle richieste del partner, questo disagio si basa
sull’errato presupposto che la sessualità gay debba seguire un copione
in cui i comportamenti sono predefiniti. In realtà, la soluzione dei
problemi di armonia sessuale è il tipico banco di prova della capacità
di resistenza di una coppia. Una coppia solida trova “la sua” strada
verso “la sua” sessualità guardando solo alle persone e mettendo da
parte qualunque schema prefissato di comportamento.
La
sessualità gay non è un surrogato, una brutta copia, un analogo della
sessualità etero. Un ragazzo gay non cerca nel suo ragazzo il surrogato o
il sostituto di una ragazza, ma è innamorato del suo compagno proprio
perché è un ragazzo e l’affettività che lo porta verso quel ragazzo
presuppone che siano appunto due ragazzi e che si muovano su piano di
assoluta parità.
In
un rapporto d’amore, e quindi anche in un rapporto omosessuale, si
richiede la massima onestà reciproca, cioè il dire sempre all’altro ciò
che si prova e ciò che si pensa con totale lealtà. Nascondere i propri
pensieri al proprio compagno per paura della sua reazione significa
temerlo o considerarlo incapace di un confronto alla pari e queste cose
sono segno di un rapporto non paritario.
La
soddisfazione nella sessualità non viene da una o da un’altra specifica
pratica sessuale ma dal fatto che la sessualità è vissuta con un
profondo coinvolgimento affettivo.
La
masturbazione individuale è un’attività sessuale fondamentale che
contribuisce nell’adolescenza a strutturare la sessualità adulta creando
associazioni stabili tra fantasie sessuali e reazioni fisiologiche di
erezione e di eccitazione sessuale, contribuendo cioè a fissare gli
archetipi sessuali di una persona ossia i tipi e le caratteristiche
fisiche in grado di indurre una reazione sessuale fisiologica. La
masturbazione non è né un comportamento infantile né un modo di fare da
sfigati ma è una cosa che va presa sul serio e va valorizzata non
riducendola per nessuna ragione ad un modo per “scaricarsi”.
La
masturbazione non è un comportamento adolescenziale che si supera
quando si vive in coppia, ma è una componente ordinaria della sessualità
di un individuo che non sparisce ma si dirada quando c’è una stabile
vita di coppia e che, nella vita di coppia, serve a mantenere un
contatto anche a distanza col proprio partner quando questo è lontano.
La
masturbazione, non è una perdita di tempo ma, come tutte le attività
sessuali, richiede tempo, e va praticata in condizioni di tranquillità
e, possibilmente, senza interruzioni. Se la masturbazione è troppo
veloce lascia senso di insoddisfazione. I tempi adeguati, in queste
cose, sono fondamentali. La masturbazione non è e non deve essere
un’attività meccanica ma deve coinvolgere la fantasia sessuale in modo
profondo, cioè deve consentire di vivere proiettivamente o di rivivere
nel ricordo esperienze sessuali particolarmente desiderate e
coinvolgenti.
Le
fantasie masturbatorie, cioè le fantasie che accompagnano la
masturbazione, sono il primo indice di orientamento sessuale. La
difformità tra le fantasie masturbatorie e i comportamenti sessuali di
coppia è uno dei principali segni di disagio nella sessualità di coppia.
Un ragazzo che ha un compagno ma che preferisce masturbarsi usando un
porno più che pensando alla sessualità che ha vissuto col compagno,
molto probabilmente ha vissuto una sessualità di coppia non appagante.
Affettività
e sessualità in una relazione omosessuale seria vanno sempre insieme. È
cosa comunissima per esempio che anche solo parlare al telefono col
proprio compagno faccia andare in erezione, ci sarebbe se mai da
stupirsi se non accadesse. È cosa frequentissima, se i due partner sono
lontani, masturbarsi insieme mentre si sta al cellulare o in cam, tutto
questo è un modo di conservare vivo anche l’interesse sessuale. Sarebbe
in vece sintomo serio di disagio se un ragazzo, nel colloquio telefonico
col partner lontano si limitasse a sole formule di cortesia e poi si
masturbasse guardando un video in rete. In una situazione del genere è
probabile che non esista neppure un rapporto di coppia.
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