Ciao Project,
Sono un ragazzo di 22 anni e, ancora alla mia età, ho forti dubbi
intorno alla mia sessualità. Mi sento portato affettivamente verso le
ragazze, mi innamoro delle ragazze, sto bene con le ragazze e qualche
volta ho anche avuto rapporti sessuali con ragazze, anche se erano
rapporti per me poco coinvolgenti, ma non riesco comunque a
masturbarmi pensando a una ragazza. Ci ho provato più volte ma è come
se ci fosse una specie di resistenza, mente quando ho fatto sesso con
una ragazza la cosa in qualche modo ha funzionato. Ho provato anche
con i porno etero ma anche lì non provo nessun vero coinvolgimento. Mi
masturbo solo pensano ai ragazzi oppure, raramente, guardando porno
gay. Le fantasie della masturbazione sono praticamente tutte legate a
due episodi che io penso abbiano profondamente condizionato la mia
vita sessuale. Il primo episodio è accaduto quando avevo 15 anni e il
secondo quando ne avevo quasi 19. Fino a 15 anni avevo sempre pensato
di essere etero e mi masturbavo pensando alle ragazze, senza troppo
entusiasmo a dire il vero, ma pensavo solo alle ragazze. Quando avevo
15 anni, durante una gita organizzata dalla scuola, mi sono trovato in
stanza con un altro ragazzo, non c’erano due letti separati ma un
letto matrimoniale soltanto. All’inizio la cosa mi è sembrata un po’
strana, ma avevo dormito altre volte con qualche mio compagno in
situazioni simili. Dopo che siamo andati a letto abbiamo cominciato a
parlare di cose sessuali e a raccontarci proprio tutto, anche del
fatto che ci masturbavamo pensano alle ragazze. Poi, gli ho chiesto
se, quando lo faceva, pensava solo alle ragazze e lui mi ha detto che
qualche volta aveva pensato anche a qualche ragazzo, che la cosa gli
sembrava strana ma che ci aveva pensato e che pensava che tutto
sommato sarebbe stata una cosa gradevole, non come con le ragazze, ma
sarebbe stata gradevole. Non mi aspettavo una risposta di quel genere,
così diretta e sincera. Poi lui mi ha chiesto se io pensavo solo alle
ragazze e non me la sono sentita di mentire e gli ho detto che quando
mi masturbo penso solo alle ragazze ma che pensare al sesso con un
ragazzo per me non è una cosa disgustosa come dicono tanti ragazzi e
che, anzi, quello che lui mi aveva appena detto non mi sembrava poi
così strano. Gli ho chiesto se si sentiva gay e mi ha detto che si
sentiva pienamente etero ma che pensava che tanti ragazzi etero
facessero qualche volta sesso coi loro amici, così, per giocare. Gli
ho risposto: ”Beh, sì, penso che succeda” poi gli ho chiesto se era
eccitato di stare a letto con me e mi ha detto di sì, e gli ho chiesto
se potevo verificare, lui ha detto: Vai! E gliel’ho preso in mano. Poi
ha chiesto se io ero eccitato e gli ho detto che lo ero pure io, e a
questo punto lui ha preso in mano il mio. È andata a finire che ci
siamo masturbati a vicenda. Poi non è successo più niente di simile
anche se io lo desideravo violentemente, lui ha continuato a stare con
la sua ragazza e non se n’è proprio più parlato, ma non solo, tra noi
non è cambiato proprio nulla. Per me invece è cambiato tutto perché
era stata un’esperienza fortissima e del tutto naturale, senza nessuna
forzatura da nessuna delle due parti. Io, dopo quel giorno ho messo
del tutto da parte le fantasie sulle ragazze e ho cominciato a
masturbarmi sempre e solo ricordando quella notte. Ma non è stato
tutto facile, mi andavo convincendo di essere gay e maledicevo quella
notte perché se non ci fosse stata io sarei stato un normalissimo
ragazzo etero e avrei avuto una vita come quella di tutti gli altri
ragazzi e invece quella notte aveva cambiato la mia vita. Due cose mi
facevano stare male, prima di tutto non accettavo che la mia vita
potesse essere determinata da una cosa di quel genere e poi non capivo
perché la vita del ragazzo col quale lo avevo fatto non fosse invece
cambiata per niente. Perché io dovevo diventare gay per una cosa come
quella e qual ragazzo no? Ho fatto di tutto per cercarmi una ragazza,
per innamorarmene, poi, finalmente, a 17 anni è successo. Conosco una
ragazza bellissima che si innamora di me, che mi coccola e mi ispira
tanta tenerezza, si dedica a me con affetto e io alla fine, quando
avevo compiuto da poco i 18 anni faccio per la prima volta sesso con
lei, nel senso che ci tocchiamo reciprocamente e poi arriviamo a
masturbarci a vicenda. Io ne sono entusiasta e penso che allora non
sono gay, poi torno a casa ma mi sento strano, la sera non voglio
masturbarmi ricordando la solita notte con quel ragazzo, voglio farlo
pensando alla mia ragazza e mi ci metto col massimo impegno, ma non
riesco nemmeno a mantenere l’erezione, mi sento stranito, allora torno
alle solite fantasie e arrivo fino alla fine. Mi dico che così non può
andare, che adesso ho la ragazza e che devo eliminare del tutto la
masturbazione perché è una cosa da ragazzini e io ormai devo vivere
una sessualità adulta. Con il massimo sforzo riesco a mettere da parte
la masturbazione solitaria e a limitarmi a farmi masturbare dalla mia
ragazza, poi dopo un mese torno per una volta a masturbarmi da solo
pensando sempre a quella notte. Le cose vanno avanti così per alcuni
mesi e io faccio di tutto per cancellare completamente il ricordo di
quella maledettissima notte, poi succede un fatto nuovo e inaspettato,
conosco un ragazzo bellissimo e ne sono affascinato anche se cerco di
evitarlo perché mi ripeto che non voglio essere gay, poi comincio a
cercare informazioni su questo ragazzo per farmi un’idea un po’ più
completa. Mi dicono che lui non ha la ragazza e non l’ha mai avuta ma
non ha mai avuto nemmeno comportamenti strani. Dopo aver resistito per
un po’ comincio a masturbarmi pensando a questo ragazzo e comincio a
fargli una corte spietata ma discreta e lui se ne accorge. Un giorno
lo invito per un fine settimana in campeggio e lui accetta. La notte
ci fermiamo a parlare in tenda, l’imbarazzo è molto forte, poi gli
dico che “forse” mi sono preso una mezza cotta per lui, cioè in
effetti gli dico solo che è un bellissimo ragazzo e che mi piace molto
e gli chiedo se è gay, mi risponde che è etero e che ha la ragazza,
che adesso sono lontani per un semestre perché la ragazza studia in
un’altra città, poi mi chiede se io sono gay e gli dico che anche io
ho la ragazza, mi risponde: “ … io penso che la mia vita la vivrò con
la mia ragazza … beh anche tu mi piaci … ma certo che siamo un po’
strani noi due…” poi le cose precipitano e ci masturbiamo
reciprocamente. Alla fine lui conclude: “Certo che una ragazza non lo
saprebbe mai fare come lo fa un ragazzo …” E finisce tutto così. Io
penso che lui sia gay e nei giorni successivi comincio ad assillarlo,
alla fine mi dice che è successo ma che lui non è gay e che non se la
sente proprio di andare avanti, poi praticamente comincia a sfuggirmi,
a non farsi più trovare, a non rispondere al cellulare e io ci resto
malissimo. Naturalmente con la mia ragazza è andato tutto a rotoli.
Adeso sono solo a leccarmi le ferite. Non riesco proprio a capacitarmi
come quell’esperienza quando avevo 15 anni possa avere sconvolto così
la mia vita. Perché devo essere gay per una ragione così assurda?
Ancora adesso io vorrei una ragazza, ma poi a livello sessuale mi
rendo conto che ormai vivere una sessualità appagante con una ragazza
per me è impossibile. Che ne pensi Project?
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta
sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=17&t=2796