Questo
post mira a mettere in evidenza come le condanne penali della
omosessualità possano indurre facilmente a ricattare le persone
omosessuali che rivestono ruoli importanti per condizionarne
pesantemente le scelte.
Prenderò in considerazione il
cosiddetto Scandalo Harden-Eulenburg che ebbe immensa eco e certamente
effetti non trascurabili sulla Germania di Guglielmo II tra il 1907 e il
1909, e contribuì a modificare la politica estera della Germania nel
periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale.
Procediamo per gradi. Il codice penale tedesco in vigore dal 15 maggio
1871 al 10 marzo 1994 condannava i rapporti omosessuali tramite il
famigerato Paragrafo 175.
La versione originale del Paragrafo 175
(15 maggio 1871) è la seguente: « § 175 Fornicazione innaturale - La
fornicazione innaturale, cioè tra persone di sesso maschile ovvero tra
esseri umani ed animali, è punita con la reclusione; può essere emessa
anche una sentenza di interdizione dai diritti civili.» (osservo che si
tratta solo di omosessualità maschile).
Già a partire del 1890
il partito socialdemocratico (SPD) si impegnò per ottenerne l’abolizione
del Paragrafo 175. Nel 1929, una commissione del Reichstag decise di
abrogare il Paragrafo 175, grazie ai voti dei Socialdemocratici, del
Partito Comunista (KPD) e del Partito Democratico (DDP), ma la salita al
potere del Partito Nazista nel 1933 impedì di fatto l’abrogazione. Nel
1935 i nazisti allargarono la portata del Paragrado 175 in modo da
permettere di condannare qualunque “atto osceno” anche senza contatto
fisico come la masturbazione uno a fianco all’altro. Le condanne per
omosessualità si decuplicarono, arrivando a circa 8.000 l’anno. Fu
permesso alla gestapo di rinchiudere i sospetti in campi di
concentramento, anche se prosciolti dai tribunali o dopo aver scontato
la pena. In questo modo un numero imprecisato di omosessuali uomini tra i
5.000 e i 15.000 (si tratta dei cosiddetti triangoli rosa, dal colore
del segno di riconoscimento cucito sulle loro casacche) finirono nei
campi di sterminio. L’abrogazione definitiva del Paragrafo 175 in
Germania e quindi l’eliminazione del reato di omosessualità data al 10
marzo 1994.
Ma torniamo alla prima versione del Paragrafo 175.
Nel 1890 Guglielmo II aveva licenziato Bismarck la cui Realpolitik,
fatta di accordi internazionali e di pragmatismo politico e tendente al
mantenimento degli equilibri internazionali, sembrava ormai superata e
favorì la cosiddetta Weltpolitik cioè una politica estera ambiziosamente
espansionistica che potesse portare la Germania a ricoprire un ruolo di
protagonista a livello mondiale.
È in questo ambito che va
collocata l’azione del principe Philipp di Eulenburg-Hertefeld
(1847-1921), si tratta di un personaggio che appartiene all’alta nobiltà
tedesca, già amico personale di Guglielmo II prima che questi divenisse
imperatore. Nel 1888 Guglielmo II divenne Kaiser, all’età di 29 anni.
Gli scioperi di minatori della primavera del 1889 indussero Guglielmo a
non tenere con gli scioperanti una linea dura come avrebbe voluto il
cancelliere Otto von Bismarck ma a tentare di frenare l’ascesa del
socialismo attraverso l’istruzione (ideologizzata in senso
anti-socialista) degli operai. Guglielmo preferiva una linea di
conciliazione nazionale rispetto a scelte che avrebbero potuto portare a
scontri sociali. Le elezioni videro una vittoria dei socialisti
democratici. Bismarck cercò di avocare a sé l’esclusiva dei rapporti con
il kaiser sulla base di un decreto del 1853 che imponeva ai ministri di
consultare il capo del governo prima di conferire con l’imperatore.
Guglielmo decise di modificare il decreto e in pratica con questo gesto
tolse credibilità a Bismarck che si dimise il 18 marzo 1890. Bismarck
era nato nel 1815 e Gugliemo II nel 1859, li separavano 45 anni. Il
vecchio cancelliere era un diplomatico fine ma non era in grado di
valutare i rischi delle tensioni sociali e operaie che si stavano
manifestando in Germania.
Dietro la destituzione di Bismarck
si scorge la presenza accorta del principe Philipp di
Eulenburg-Hertefeld, che sarà poi ambasciatore a Vienna dal 1894 al
1903. Negli anni che precedettero il suo incarico di ambasciatore a
Vienna Eulenburg fu assai vicino al sovrano e cercò di mitigare le
tendenze aggressive e imperialiste della Weltpolitik, in buona sostanza,
secondo lui, la politica diplomatica di equilibrio caldeggiata da
Bismarck non avrebbe dovuto cedere il passo a tendenza imperialistiche,
la destituzione di Bismarck non era avvenuta per questioni di politica
estera ma per la sua incapacità di interpretare i fermenti della classe
operaia che si stavano manifestando in Germania. Guglielmo II propose a
Eulenburg di diventare lui stesso cancelliere dei Reich ma Eulenburg
rifiutò.
Che l’omosessualità possa aver avuto un ruolo
nell’ascesa politica di Eulenburg è certamente possibile. Lo stesso
Bismarck, scrivendo al figlio, parla di rapporti tra Eulenburg e
Gugliemo II che “non possono essere messi per iscritto”, anche se
Bismarck non può essere considerato un osservatore e un giudice
disinteressato delle condotte dell’imperatore e di Eulenburg.
Proprio a questo punto entra in ballo l’idea dell’accusa di
omosessualità come strumento di ricatto a fini politici. Mentre
Bismarck, ormai vecchio e stanco della politica, aveva tenuto per sé
quello che sapeva sui comportamenti privati dei personaggi della corte
di Guglielmo II, nel 1902, Maximilian Harden, direttore del periodico
imperialista Die Zukunft (il futuro), un giornalista tedesco di origini
ebree, fautore di una politica nazionalista e aggressiva arrivò a
ricattare il principe Eulenburg minacciandolo di mettere in piazza non
solo la sua omosessualità ma addirittura il rapporto che lo legava a
Guglielmo II, cosa che avrebbe messo pesantemente in crisi il Kaiser.
Harden chiedeva, in cambio del suo silenzio le dimissioni di Eulenburg
da Ambasciatore a Vienna ed Eulenburg si dimise effettivamente nel 1903,
ufficialmente per ragioni di salute, e fino al 1906 si tenne fuori
dall’attività politica. In questo modo la sua influenza moderatrice su
Guglielmo II venne meno e il kaiser abbracciò una politica di
protagonismo a livello internazionale e di riarmo in particolare navale.
La Francia e l’Inghilterra preoccupate dalle mire
espansionistiche della Germania, l’8 aprile 1904 siglarono a Londra
l’Entente cordiale cioè un patto amichevole in cui si riconobbe
l’influenza inglese sull’Egitto e quella Francese sul Marocco. Questo
fatto non piacque ai consiglieri nazionalisti di Guglielmo II che lo
indussero fare una vista a Tangeri nel Sultanato del Marocco, il 31
marzo 1905 e a dichiarare che la Germania era favorevole
all’indipendenza del Marocco, minacciata dalla Francia. Ne seguì un
periodo di furiose polemiche franco-tedesche finché nel 1906, con la
conferenza di Algesiras, la Germania si trovò isolata dalle altre
potenze e fu costretta a subire un pesante scacco diplomatico, le
conseguenze interne in Germania furono notevoli. I pangermanisti e anche
Maximilian Harden, accusarono Guglielmo II e il governo di debolezza
imperdonabile. Furono momenti molto difficili per il Kaiser che alla
fine aveva preferito evitare opzioni belliciste. Il principe Eulenburg
si riavvicinò all’imperatore per sostenerlo in una politica di
moderazione e per permettergli di liberarsi dalle pressioni dei
pangermanisti e dei fautori della guerra. Harden si rese conto che il
principe Eulenburg sarebbe diventato un personaggio importantissimo e in
pratica il puntello della politica non aggressiva di Guglielmo II e
quindi partì nuovamente alla carica ma non potendo rivolgere le sue
accuse direttamente contro il Kaiser, perché avrebbe rischiato un
processo per lesa maestà, preferì una via traversa e sostenne che
l’insuccesso delle conferenza di Algesisras fosse conseguenza della
“mollezza” (omosessualità) di quanti invece avrebbero dovuto spingere
Gugliemo II a decisioni molto più risolute.
Harden pubblicò due
articoli sul suo giornale che alludevano ad un rapporto omosessuale tra
Eulenburg e il conte Kuno Graf von Moltke (1847 - 1923) generale
aiutante di campo dell'imperatore Guglielmo II e comandante militare di
Berlino. Tra il 1906 e il 1907 sei ufficiali tedeschi si suicidarono a
seguito di ricatti per questioni di omosessualità, cosa ritenuta
infamante per un ufficiale dell’esercito tedesco. Tra il 1903 e il 1906
la corte marziale aveva condannato una ventina di ufficiali per questa
ragione. Perfino una guarda del corpo del Kaiser, appartenente a un
gruppo sceltissimo comandato da Luogotenente generale Wilhelm Graf von
Hohenau, parente di Gugliemo II, aveva subito una imputazione per
omosessualità. Eulenburg cercò in tutti i modi di lasciare l’imperatore
del tutto al di fuori di questa caccia alle streghe e preferì ritirarsi
in esilio volontario in Svizzera. Per la seconda volta Harden aveva
conseguito il suo obiettivo, ossia l’allontanamento di Eulenburg.
Ma il Kaiser offrì ad Eulenburg l’ordne dell’Aquila nera, un’altissima
onorificenza, segno di stima, cosa che non fu gradita agli amici di
Harden. L’occasione per una nuova e più violenta crociata moralistica e
per ridare fiato alla politica pangermanista venne ad Harden proprio dal
fatto che Eulenburg accettò l’offerta del Kaiser e tornò in Germania
per ottenere l’investitura ufficiale. Herden non tollerava che si
conferissero tali onori ad un omosessuale e il 27 aprile 1907 scrisse un
articolo chiaro, sottolineando che la "vita sessuale" di Eulenburg non
era più sana di quella del principe di Prussia Friedrich Heinrich, il
quale aveva dichiarato pubblicamente la sua omosessualità e per questo
aveva dovuto rinunciare all'investitura dell’Ordine dei cavalieri di San
Giovanni. L’opinione pubblica osannò Harden come difensore della
morale, fustigatore della corruzione e paladino del sano nazionalismo
germanico.
Cominciò una vera caccia alle streghe, con indagini
segrete di polizia e schedatura degli omosessuali che avessero dei ruoli
di rilievo. Guglielmo II fu costretto a chiedere le dimissioni di tre
personaggi di rilievo della sua corte: Hohenau (comandante della Guardia
del corpo), Lynar e lo stesso von Moltke.
Moltke denunciò
Herden per diffamazione. Lo scandalo si allargò e furono coinvolti anche
Georg von Hülsen, direttore del Royal Theatre, von Stückradt, scudiero
del principe della corona e Bernhard von Bülow, cancelliere imperiale:
tutti vennero accusati di avere tendenze o attività omosessuali.
L’inchiesta penale fu breve e di concluse nel luglio 1907 con una
sentenza di pieno proscioglimento di Eulenburg e di non luogo a
procedere per gli altri.
Alla denuncia per diffamazione di
Moltke contro Harden seguì processo tra il 23 e il 29 ottobre 1907. Fu
chiamato in qualità di esperto il dott. Magnus Hirschfeld, anche lui di
origini ebraiche, sessuologo, militante del movimento di liberazione
omosessuale, del quale è considerato uno dei fondatori, uno del paladini
della lotta contro il paragrafo 175. La moglie di Moltke dichiarò
inspiegabilmente di avere avuto rapporti sessuali col marito solo i
primi due giorni dopo il matrimonio ma di non sapere nulla della
omosessualità del marito. La corte assolse Harden e condannò Moltke come
omosessuale, non sodomita né pederasta ma omosessuale cioè, a detta
della corte, con dei tratti femminei! La sentenza non piacque al Kaiser,
fu annullata per vizi di procedura e fu deciso che il processo dovesse
essere ripetuto.
Il 6 novembre 1907, Adolf Brand, fondatore di
Der Eigene, primo periodico omosessuale, stampò un pamphlet
rimproverando a Bernhard von Bülow, cancelliere imperiale, di non
essersi battuto per l’abolizione del Paragrafo 175 perché era sotto
ricatto, essendo anche lui omosessuale, lui che, a dire di Brand, aveva
baciato Scheefer e scambiato effusioni con lui alle riunioni maschili
ospitate da Eulenburg. Brand venne denunciato per diffamazione e
condannato a 18 mesi di prigione.
Tra il 18 e il 25 dicembre
1907 la moglie di Moltke, la cui testimonianza era stata determinante
per la condanna del marito, fu dichiarata isterica, Magnus Hirschfeld,
che in qualche modo aveva fatto della sua presenza al processo una
occasione per dare visibilità alla omosessualità coinvolgendo una
personalità di rilievo come Moltke, fu accusato dagli stessi suoi
sostenitori omosessuali di avere fatto outing, cioè di aver esposto
l’omosessualità di un altro agendo in sostanza per l’utile della causa
omosessuale ma ai danni di un altro omosessuale. Magnus Hirschfeld
ritrattò buona parte delle sue dichiarazioni. Moltke venne questa volta
assolto e Harden fu condannato per diffamazione a 4 mesi di prigione.
Harden, uscito di prigione, non si diede per vinto e architettò un
marchingegno per rimettere le cose in movimento. Fece pubblicare da un
editore bavarese, Anton Städel, un articolo in cui Städel stesso lo
accusava di aver desistito della accuse contro Eulenburg dopo aver
ricevuto da lui una grossa somma di denaro. In questo modo Harden
avrebbe avuto modo di denunciare Städel e di portare come testimoni
personaggi che avrebbero testimoniato della omosessualità di Eulenburg.
Harden, come convenuto, denunciò quindi Städel per diffamazione e al
processo che ne seguì ottenne la dichiarazione da parte di due
testimoni, Georg Riedel e Jacob Ernst, che affermarono di avere avuto
rapporti omosessuali con Eulenburg. Era esattamente quello che Harden
voleva, in questo modo infatti Eulenburg fu accusato di spergiuro perché
aveva testimoniato di non aver mai avuto rapporti sessuali con uomini.
Städel fu condannato a una mula di 100 marchi che furono ovviamente
pagati da Harden!
Poco dopo, il 7 maggio 1908, Eulenburg venne
incriminato per spergiuro. Due settimane più tardi la condanna a Harden
fu annullata, e un secondo processo ebbe inizio.
Il 29 giugno
1908 dopo l'esame del primo dei 41 testimoni citati da Harden, tra i
quali Jacob Ernst e altri dieci che avevano descritto alcuni rapporti di
Eulenburg avvenuti nel 1887 e “spiati attraverso un buco della
serratura”, il processo venne rimandato a causa dello stato di salute di
Eulenburg. Il processo venne trasferito in ospedale, ma nuovamente
rimandato. Dal 1908 fino alla fine della prima guerra mondiale e al
conseguente disfacimento dell’impero tedesco, il processo venne
rimandato di anno in anno sempre per motivi di salute, col risultato che
Eulenburg non fu di fatto mai processato.
In questo periodo il
periodico di Harden aumentò enormemente la sua tiratura arrivando a
vendere 70.000 copie (un’enormità per l’epoca) per poi scendere a meno
di 1.000 nel 1922.
Nell’aprile 1908, Harden venne nuovamente
condannato e multato per 600 marchi, oltre a 4.000 per spese
processuali, mentre Moltke fu pienamente riabilitato agli occhi
dell'opinione pubblica.
Da tutta questa storia si può dedurre
quanto il moralismo sia in realtà strumentale alla lotta politica. La
storia non si fa con i se, ma è legittimo chiedersi se vivere in una
società più libera non sia la cosa migliore per tutti: le possibilità di
ricatto diminuirebbero nettamente e la peggiore politica avrebbe assai
meno possibilità di travestirsi da morale.
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