Ciao Project,
salto
tutte le premesse su progetto gay che è praticamente una realtà unica,
che per me, e penso per tanti altri, è diventata un punto di riferimento
importante, in pratica l’unico punto di riferimento serio in rapporto
alla vita e alla sessualità dei ragazzi gay, e vengo alla questione per
cui vorrei avere un tuo parere.
Sono
un ragazzo (per modo di dire, ormai) di quasi 35 anni e sto con un
ragazzo di 22. Che la differenza di età è notevole lo so, è una cosa che
ho valutato attentamente prima di cominciare però ormai stiamo insieme
da quasi tre anni e fino a qui le cose sono andate abbastanza bene,
qualche litigata ma cose da poco, è un bravissimo ragazzo, un po’
nevrotico, da sempre in crisi con la sua famiglia, una famiglia molto
tradizionale, che prima ha cercato di incanalarlo nei binari di una
“normalità” di tipo borghese, poi, quando ha visto che i risultati erano
opposti rispetto a quelli sperati, lo ha abbandonato del tutto a se
stesso, e direi che lui dai 16/17 anni, di fatto, non ha più avuto una
famiglia. Passa fasi molto diverse, chiamiamole così, cioè ci sono stati
periodi in cui con lui sono stato benissimo perché evidentemente anche
lui era convinto di avere trovato il compagno ideale. In quei periodi
andava bene tutto tra noi, il sesso lo vivevamo bene, cioè era una cosa
del tutto spontanea e in pratica in quelle cose eravamo sulla stessa
lunghezza d’onda, ma ci sono stati anche periodi in cui era
irritabilissimo, mi mandava a quel paese proprio con rabbia, salvo poi
tornare indietro dopo un paio di giorni. Io vivevo su una continua
altalena passando da momenti bellissimi a momenti in cui avrei voluto
non averlo mai incontrato, non l’ho mai odiato, come penso lui non abbia
mai odiato me, ma certe volte la situazione mi sembrava superiore alle
mie forze, in pratica, per me, una cosa che non riuscivo a gestire.
Quando era nei periodi negativi tendeva a buttare via tutto, non solo
me, anche l’università, non faceva più nulla per mesi e si gettava nella
più totale apatia, poi quando le cose giravano al bello si rimetteva a
studiare, andava all’università tutti i giorni, ci stava dalla mattina
alla sera, faceva esami a raffica e con ottimi risultati, perché, anche
se è un po’ di umore labile, è comunque un vero genietto, ma guai a
dirgli una cosa del genere, perché ti aggredisce dicendoti: “Tu sei come
mio padre che mi dice queste cose solo per mettermi la museruola.”
(parole testuali). Ultimamente sono un po’ in crisi con lui ma non
gliel’ho detto e probabilmente ho fatto male. In questi tre anni ha
avuto un paio di scappatelle a livello sessuale però me lo ha sempre
detto, di questo gli devo dare atto, non fa mai le cose di nascosto, in
pratica mi dice: “Io sono così e ti voglio bene, se mi vuoi mi devi
prendere così.” Indubbiamente io sento la differenza di età e tendo a
lasciarlo molto libero. Dopo le scappatelle ha fatto il test per mettere
me tranquillo e questo l’ho apprezzato moltissimo. Dopo la prima volta,
cioè dopo la prima scappatella avevo capito che se mi lasciava
tranquillo a livello sessuale voleva dire che aveva un altro, perciò, la
seconda volta, quando ho visto che non prendeva mai l’iniziativa nel
sesso (tendo a lasciare a lui il primo passo per evitare di arrivare nel
momento sbagliato) gli ho chiesto se c’era un altro ragazzo e mi ha
detto di sì e mi ha detto che non sapeva che fare perché mi voleva bene.
Comunque anche la seconda scappatella è passata ormai da un anno e
mezzo. Adesso vengo al punto. Nel sesso col mio ragazzo comincio a
notare che stanno cambiano delle cose, saranno anche stupidaggini ma
sono cose che vedo diverse da prima. Prima tutto era spontaneo, direi
immediato, istintivo, ed era bellissimo, adesso quando parliamo di
sesso, mi rendo conto che lui comincia a interpretare le cose dando ai
comportamenti una marea di significati. Ha sempre avuto un certo
interesse per la psicologia ma prima, quando vivevamo i nostri momenti
di sesso, io notavo la sua assoluta spontaneità ed era probabilmente
quella la cosa che mi affascinava di più, adesso, dopo che magari siamo
stati insieme una notte, mi comincia a fare l’analisi dei comportamenti,
dei miei e soprattutto dei suoi, e dà a quello che facciamo tutta una
serie di significati che io non ci trovo proprio. Ti faccio un esempio.
Siccome lo lascio sempre libero di prendere l’iniziativa e non gli dico
mai di no, lui ne deduce che ha un carattere dominante e che non tiene
in considerazione le mie esigenze e che quindi mi strumentalizza e per
queste ragioni si sente a disagio, poi in certi periodi capita magari
che possiamo stare insieme per più giorni di seguito e allora gli viene
in mente che è dipendente dal sesso e che non sa farne a meno e che c’è
qualcosa che non va. Ultimamente parliamo meno, il sesso è più
ritualizzato e ho come l’impressione che lui cerchi di venirmi incontro
di accontentarmi in quello che secondo lui io posso desiderare di più,
ma lo fa manifestando un interesse sessuale che “adesso” proprio in
questi ultimi giorni, mi sembra eccessivo e, diciamo, poco spontaneo. Mi
dice che ha capito che ci sono anche io e che deve tenere conto anche
delle mie esigenze ma in realtà io vorrei vederlo di nuovo spontaneo.
Credo che abbia paura di perdermi e che per questo si sia imposto di
venirmi incontro. Quello che mi manca adesso è altro. Mi mancano i suoi
sorrisi, il suo modo di scherzare, di dire battute deliranti, di essere
provocante ma sempre un po’ giocando, mi manca un po’ la sua
spontaneità. Quando provo a parlare con lui seriamente mi stoppa subito e
mi dice: “Non mi fare sempre gli stessi discorsi!” E io lascio stare.
Non ti nascondo, Project, che io, per la parte mia, ho il complesso
dell’età e che lui probabilmente si accorge che i miei comportamenti nei
suoi confronti sono spontanei fino a un certo punto, io so che deve
essere libero di andarsene quando vorrà e quando succederà dovrò
facilitargli la strada. Spero che possa durare ma le esitazioni sono
proprio tante, ma ti giuro, Project, io gli voglio bene. Per paradossale
che possa sembrare della sessualità non me ne importa niente, io lo
vorrei vedere felice. Che devo fare, Project? Qualunque cosa faccio ho
paura di sbagliare. Non ho paura di perderlo ma di fargli male.
Se credi, pubblica pure la mail.
About35
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