Carissimi,dopo l'ultimo incontro,voglio condividere le mie sensazioni che esprimo nella forma più empatica e per questo "trasformativa" che conosco e cioè secondo il linguaggio dei bisogni.
Continuo a sentire bisogno di usare regole e strumenti comunicativi che creino una maggior centratura e rispetto fra le persone , nonostante nell'ultimo incontro si è riscontrata una maggior attenzione fra tutti;Il vantaggio sarà una maggior energia del gruppo perché basta anche una sola persona a non rispettare regole anche solo di basilare educazione ,anche senza parlare di empatia,per far calare l’energia del gruppo.
Un altro mio bisogno (ma immagino anche di altri), è di capire se è condiviso il pensiero per il quale il termine “Solidale” deve trovare un accezione comune pur nelle diversità delle declinazioni nelle singole professioni.
Per me significa che l'idealità di questo termine(che è vago e difficile,ma ormai è così)dovrebbe esprimersi in aspetti concreti, tangibili e distinguibili rispetto all’attuale sistema lavorativo ;la nuova visione dovrà partire dall’antico detto“da soli si va più veloce ,ma insieme si va più lontani”.
Concretamente io ad esempio userei come strumenti non solo il “prezzo trasparente”,ma soprattutto potremmo offrire due sostanziali tipi di prestazioni per ogni lavoro che ci commissionano a cui corrispondono anche preventivi diversi e-o differenziati:
un primo preventivo che riguarda il lavoro fatto a regola d'arte che evidenzi tutte le potenzialità del professionista con un "approccio diciamo eco- sostenibile",in base alle richieste del cliente( un'ottimizzazione anche il più possibile permaculturale e cioè che possa creare magari anche potenziali ulteriori relazioni professionali),ed un secondo(o in qualche caso anche parallelo) preventivo che riguarda la possibilità di rendere autosufficiente il cliente nella realizzazione del lavoro proposto(o nelle seguenti fasi d'intervento del professionista stesso) o nella modalità della prestazione del professionista.
Nel mio caso di progettista di giardini ad esempio con un secondo preventivo:rinuncio al pronto effetto che dà subito visibilità al giardino,ma costa più al cliente e posso offrire per es.un corso o consulenza per realizzare e mantenere un orto-giardino o orto sinergico che pian piano si curerà da solo invece che dover chiamare qualcuno a curarlo al posto del suo proprietario):io non ho perso soldi,lui ne ha risparmiati;creo autostima e benessere psico fisico nel cliente che entrerà in rapporto con il suo orto-giardino mettendo le mani nella terra ;alla faccia della Monsanto.:-)che pare voglia anche proibirci di coltivare i nostri orti oltre ai nostri semi. La sintesi un po’ enfatica ci potrebbe servire per dire che dobbiamo poter controllare con ogni nostra prestazione professionale:
3 parametri in cui i primi due si riassumono nella logica win -win“vinco io,vinci tu”:vinco io e vince il cliente,ma nel nostro caso si deve poter estendere anche al terzo soggetto la cui sopravvivenza si pone come obbiettivo ed elemento di controllo della nostra prestazione-progetto:la Terra:per cui “vinco Io,vinci Tu,vince il Pianeta.
Occorre lavorare in modo permaculturale e cioè creando relazioni e sinergie.(a vantaggio mio, del cliente e di altre persone che potrebbero essere gli stessi del gruppo se ciò arricchisce la sostenibilità generale del progetto)
Non so bene cosa sia un fornitore ed un cliente solidale,so però che siamo noi a mettere loro nelle condizioni di diventarlo e quindi non ho ben chiaro cosa significhi ed ho bisogno di capirlo.
Poi alla luce anche del dispendio di energia e trasparenza del lavoro che Rinaldo ha fatto con i GAS e di ciò che sto verificando attraverso il mio lavoro e la mia ricerca,penso che più del prezzo trasparente se vogliamo promuoverci(il prezzo trasparente lo darei quasi per ovvio o acquisito,anche se non è tutto così facile)occorra lavorare sul fare formazione,capire quale ,come ,dove e quando.
Veicolare le proprie prestazioni nutrendole di contenuti e facendo anche formazione rivolta a chi accede ai nostri servizi,dovrebbe poter ampliare quella energia che ti viene restituita solo quando
Il tuo dare è motivato e sincero. Io sto lavorando su questo,perché questo tema mi tocca molto e cioè quello che mentre nella vita riusciamo ancora a fare gesti disinteressati,nel lavoro difficilmente troviamo persone che danno più che ricevere,(se non addirittura prendono più di ciò che danno)atteggiamento però che sembra essere,la chiave vera del successo, del successo duraturo e sostenibile oltre naturalmente che della nostra felicità più in generale.
Ester
Scusate se la mail è lunga,ma non sono riuscita altrimenti:io ci ho messo molto più tempo nello scriverla spero di quanto ce ne metterete voi per leggerla e quindi ringrazio chi ha onorato il tempo che vi ho dedicato. Comunque credo ci siano imprese più eroiche di questa per un gruppo di Guerrieri quali siamo o ci siamo prefissi di essere!:-)
-----Messaggio originale-----
Da: profes-soli...@googlegroups.com
[mailto:profes-soli...@googlegroups.com] Per conto di Sara Didoni
Inviato: lunedì 20 gennaio 2014 14.36
A: Prof Solidali 1
Oggetto: Professionisti solidali - doodle x sabato mattina
aavaaantiii
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Grazie Ester,
Personalmente condivido appieno alcuni punti mentre avrei bisogno di sviscerarne altri per meglio comprenderli e applicarli, a differenza tua però nn me la cavo così bene con email, preferisco approfondire dal vivo... mi piacerebbe nel prossimo incontro, sempre che vada bene anche agli altri...
Grazie e buona giornata a tutti
Monica
Grazie Ester,
Personalmente condivido appieno alcuni punti mentre avrei bisogno di sviscerarne altri per meglio comprenderli e applicarli, a differenza tua però nn me la cavo così bene con email, preferisco approfondire dal vivo... mi piacerebbe nel prossimo incontro, sempre che vada bene anche agli altri...
Grazie e buona giornata a tutti
MonicaIl giorno 21-gen-2014 00.52, "Ester" <in...@esterbisotti.it> ha scritto:
Carissimi,dopo l'ultimo incontro,voglio condividere le mie sensazioni che esprimo nella forma più empatica e per questo "trasformativa" che conosco e cioè secondo il linguaggio dei bisogni.
Continuo a sentire bisogno di usare regole e strumenti comunicativi che creino una maggior centratura e rispetto fra le persone , nonostante nell'ultimo incontro si è riscontrata una maggior attenzione fra tutti;Il vantaggio sarà una maggior energia del gruppo perché basta anche una sola persona a non rispettare regole anche solo di basilare educazione ,anche senza parlare di empatia,per far calare l’energia del gruppo.
Un altro mio bisogno (ma immagino anche di altri), è di capire se è condiviso il pensiero per il quale il termine “Solidale” deve trovare un accezione comune pur nelle diversità delle declinazioni nelle singole professioni.
Per me significa che l'idealità di questo termine(che è vago e difficile,ma ormai è così)dovrebbe esprimersi in aspetti concreti, tangibili e distinguibili rispetto all’attuale sistema lavorativo ;la nuova visione dovrà partire dall’antico detto“da soli si va più veloce ,ma insieme si va più lontani”.
Concretamente io ad esempio userei come strumenti non solo il “prezzo trasparente”,ma soprattutto potremmo offrire due sostanziali tipi di prestazioni per ogni lavoro che ci commissionano a cui corrispondono anche preventivi diversi e-o differenziati:
un primo preventivo che riguarda il lavoro fatto a regola d'arte che evidenzi tutte le potenzialità del professionista con un "approccio diciamo eco- sostenibile",in base alle richieste del cliente( un'ottimizzazione anche il più possibile permaculturale e cioè che possa creare magari anche potenziali ulteriori relazioni professionali),ed un secondo(o in qualche caso anche parallelo) preventivo che riguarda la possibilità di rendere autosufficiente il cliente nella realizzazione del lavoro proposto(o nelle seguenti fasi d'intervento del professionista stesso) o nella modalità della prestazione del professionista.
Nel mio caso di progettista di giardini ad esempio con un secondo preventivo:rinuncio al pronto effetto che dà subito visibilità al giardino,ma costa più al cliente e posso offrire per es.un corso o consulenza per realizzare e mantenere un orto-giardino o orto sinergico che pian piano si curerà da solo invece che dover chiamare qualcuno a curarlo al posto del suo proprietario):io non ho perso soldi,lui ne ha risparmiati;creo autostima e benessere psico fisico nel cliente che entrerà in rapporto con il suo orto-giardino mettendo le mani nella terra ;alla faccia della Monsanto.:-)che pare voglia anche proibirci di coltivare i nostri orti oltre ai nostri semi. La sintesi un po’ enfatica ci potrebbe servire per dire che dobbiamo poter controllare con ogni nostra prestazione professionale:
3 parametri in cui i primi due si riassumono nella logica win -win“vinco io,vinci tu”:vinco io e vince il cliente,ma nel nostro caso si deve poter estendere anche al terzo soggetto la cui sopravvivenza si pone come obbiettivo ed elemento di controllo della nostra prestazione-progetto:la Terra:per cui “vinco Io,vinci Tu,vince il Pianeta.
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