Il progetto di Landini serve agli operai?

1 view
Skip to first unread message

Partito di Alternativa Comunista/Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (PdAC/Lit-Ci)

unread,
Apr 2, 2015, 1:12:06 PM4/2/15
to procom...@googlegroups.com
Partito di Alternativa Comunista
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
----------------------------------------------------------
www.alternativacomunista.org
----------------------------------------------------------

02/04/2015

Il progetto di Landini serve agli operai?

di Michele Rizzi

Ci stava lavorando ormai da mesi, ed ecco partita una probabile,
“nuova”, opzione politica, quella lanciata dal segretario della Fiom,
Maurizio Landini, la cosiddetta Coalizione sociale, battezzata anche
Unions, alla manifestazione di sabato 28 marzo scorso a Roma. Una
manifestazione, quella di Roma, di alcune decine di migliaia di
attivisti Fiom che ha visto anche la partecipazione di pezzi di sinistra
governista in cerca di un nuovo ruolo, o di un nuovo approdo politico,
da Vendola a Ferrero, passando per Fassina, Civati, Tortorella.
Il segretario Fiom ha più volte dichiarato di non voler costruire un
nuovo partito politico a sinistra del Pd, di non essere interessato ad
“un partito minoritario, ma ad una proposta politica per il governo del
Paese” lasciando in campo diverse interpretazioni, dichiarazioni
accompagnate da un attivismo politico molto forte, che non si è tradotto
soltanto in numerose apparizioni televisive, ma anche in manifestazioni
ed incontri con i leader di Syriza e di Podemos, Tsipras e Iglesias. E
non è un caso. E' chiaro che a questo progetto guardano pezzi interi di
sinistra socialdemocratica in grosse difficoltà di proposta politica e
spesso schiacciati tra il “renzismo e il grillismo”; Vendola e Ferrero,
ad esempio, potrebbero probabilmente partecipare, magari con un ruolo
di secondo piano se non addirittura di subordinazione totale, al
percorso che Landini sta tracciando.

L’opposizione di facciata si scontra con il bisogno di una mobilitazione
generale

Il leader della Fiom, pur attaccando frontalmente Renzi e le conseguenze
delle politiche del suo governo, dal Job Acts alla disoccupazione
crescente in Italia, pur guidando il sindacato di categoria più grande
in Italia, non propone un piano di scioperi generali prolungati per
cercare di stopparne le misure antipopolari, non sfida la Camusso su
questo terreno pretendendo la rottura con la pratica della concertazione
(che la segretaria della Cgil ancora rivendica e che Renzi nega) ma si
limita ad enunciare un'opposizione, che in realtà è solo di facciata.
Molti lavoratori che pagano i costi della crisi, con fabbriche chiuse,
cassa integrazione e licenziamenti, con misure del governo che
cancellano diritti acquisiti con le lotte (art. 18 dello Statuto dei
lavoratori), con nuova precarietà e favori a Confindustria, reclamano a
gran voce una lotta vera, da fabbrica a fabbrica, e la chiedono anche
nelle manifestazioni Fiom. Di fronte a questa necessità consolidata,
perché, però, Landini non rompe con la logica del riformismo sindacale
per costruire una vera lotta unificata e su larga scala per piegare il
governo e sconfiggerlo sindacalmente e politicamente? Il leader dei
metalmeccanici si muove, al contrario, prioritariamente su un piano
politico con dichiarazioni sull'azione del governo, senza mobilitare la
propria base operaia per bloccare le fabbriche e la produzione, senza
costruire un fronte di lotta rivoluzionario che dalle fabbriche punti a
bloccare il Paese, senza un piano organizzato di scioperi generali e
prolungati. Di fronte ad una crisi economica del sistema capitalista che
sta lasciando sul campo migliaia e migliaia di lavoratori licenziati,
lancia un’Unions che, dalle continue e confuse risposte a domande di
chiarimento sul progetto, si evince che non sarà probabilmente un nuovo
partito politico, non sarà un coordinamento di lotta antisistema, non
sarà la costruzione dal basso d’opposizione sociale dei lavoratori, non
sarà la base di una piattaforma che unifichi le basi di tutti i
sindacati di lotta per costruire una vertenza unificante del mondo del
lavoro. Allora cosa sarà?

Il progetto di Landini non prevede concreti attacchi al capitalismo

E’ possibile che il leader della Fiom abbia un'ambizione diversa.
Infatti, per Maurizio Landini potrebbe essere probabile una discesa in
campo alla scadenza del suo mandato da segretario della Fiom nel 2018,
anno in cui si terrebbero le elezioni politiche, non per costruire un
nuovo partito politico, come tra l'altro continua a dichiarare, ma per
sfidare lo stesso Renzi alle primarie per la guida del centrosinistra
futuro. Per attuare questo, il capo della Fiom costruirebbe un percorso
politico attorno ad un’area politica di riferimento che si richiama al
“fiommismo”, aggregando anche qualche pezzo di Pd in sofferenza con
Renzi, l'area vendoliana e quello che rimane del Prc di Ferrero, per
costruire l'alternativa a Renzi sulla base di un programma
socialdemocratico, compatibile con il sistema capitalista e borghese
(molto significativi gli ultimi elogi a Marchionne) e che punti ad
egemonizzare lo stesso Pd, riferimento importante per la borghesia
italiana e per i suoi attacchi pesantissimi contro lavoratori e
studenti. Quindi, una nuova aggregazione dal basso che punti a sfidare
il “renzismo” con una chiara base politica socialdemocratica e, almeno
inizialmente, senza un partito di riferimento.
Ma una concreta sfida al governo Renzi si può costruire solo con una
piattaforma di rivendicazioni transitorie che punti ad unire la classe
dei salariati, dei licenziati, dei disoccupati, dei precari, avviare un
piano di scioperi generali e prolungati per bloccare la produzione e le
fabbriche, per bloccare il Paese, rompendo con la prassi delle
burocrazie sindacali di concertazione e di collaborazione di classe,
rompendo con la borghesia, combattendo il suo sistema capitalista. Il
resto sarebbe soltanto un nuovo imbroglio per i lavoratori ed una nuova
subordinazione degli stessi alle logiche capitaliste e di compromesso a
perdere con la borghesia e i suoi governi.

----------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------

Non sei ancora abbonato a Progetto Comunista?

Abbonati subito al mensile del PdAC!
Fai un vaglia postale
di 10 euro
sul ccp 1006504052
intestato al Partito di Alternativa Comunista

Non hai mai letto Progetto Comunista
e vuoi ricevere una copia omaggio?

Richiedila a:
diffu...@alternativacomunista.org

----------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------

Conosci Trotskismo Oggi?

È la rivista teorica del Pdac
Sul nostro sito web trovi i sommari dei primi sei numeri fin qui usciti.
I sei numeri sono ancora disponibili

Acquista Trotskismo Oggi a 5 euro presso una sezione del Pdac, oppure
ricevi la rivista direttamente a casa
(in busta chiusa, con posta celere) effettuando il pagamento in uno di
questi due modi:
1) pagando 5 euro + 1 euro di contributo spese di spedizione (totale 6
euro) con paypal.
Vai sul sito www.alternativacomunista.org e clicca sul link a paypal in
alto a destra
(pulsante rosso: "paypal donazione"). Nella causale indica: copia
Trotskismo oggi (indica il numero che vuoi tra i sei usciti o se li vuoi
tutti).
2) pagando 5 euro + 1 euro di contributo spese di spedizione (totale 6 euro)
con vaglia postale su ccp n° 1006504052 intestato a:
Partito di Alternativa Comunista
(nella causale indica: copia Trotskismo oggi e precisa se vuoi il n.1,
il n. 2 o il n. 3 il n.4 il n.5 il n.6 o tutti:
se richiedi più numeri paghi 5 euro per ciascuno e solo 1 euro di
spedizione totale).
Invia sempre anche una mail a organiz...@alternativacomunista.org
con nome, cognome e l'indirizzo a cui va spedita la rivista

------------------------------------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.


Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages