Partito di Alternativa Comunista
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
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23/03/2015
Venezuela
Di fronte all’ingerenza degli Usa: come difenderlo dall’imperialismo?
Ust (sezione venezuelana della Lit-Quarta Internazionale)
Gli Stati Uniti hanno dato una nuova prova di cinismo e ipocrisia. Il
presidente Obama ha appena firmato una legge che dichiara che il
Venezuela “rappresenta una minaccia insolita e straordinaria per la
sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti e pertanto
dichiaro un’emergenza nazionale”. Con questo argomento ha congelato i
conti e le attività negli Stati Uniti di sette funzionari del governo.
Se non fosse tragico e patetico, provocherebbe risate (ma anche
indignazione) che il Paese che è il principale violatore dei diritti
umani e democratici dei popoli, si preoccupi di questi in Venezuela.
Hanno organizzato le invasioni più genocide di cui sia stata testimone
l’umanità, con migliaia di morti di civili, donne, bambini e anziani; e
inoltre hanno avallato le dittature più repressive e sanguinose, come
quella di Pinochet in Chile e Stroessner in Paraguay, per citarne solo
alcuni. Obama e il suo governo, che non rispettano nemmeno i diritti dei
neri e dei latinoamericani nel loro stesso Paese, dichiarano che il
Venezuela è una minaccia per la sicurezza yankee!
Senza nessun dubbio dobbiamo respingere gli intenti di intervenire nella
politica del nostro Paese da parte del governo imperialista degli Stati
Uniti. Rifiutiamo l’arroganza con la quale gli yankee si intromettono
nei Paesi come se fossero loro. Gli Usa e il governo di Obama mancano di
qualsiasi autorità morale e politica per esigere il rispetto dei diritti
umani e democratici in Venezuela e in qualunque Paese del mondo.
I lavoratori e le masse popolari di tutto il mondo sanno cosa significa
quando gli yankee “intervengono con i loro aiuti democratici e
umanitari”, bombardando, assassinando e appoggiando governi burattini.
Saranno i lavoratori, i contadini e i settori popolari, con
l’organizzazione, la mobilitazione e la lotta, quelli che recupereranno
e faranno valere i loro diritti calpestati; e, sia detto di passata, ne
conquisteranno molti di più senza l’ingerenza yankee e di nessun Paese
imperialista.
Il governo Maduro non prende misure per difendere la nazione
Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea nazionale, ha denunciato che
gli Stati uniti “starebbero preparando un’invasione del Venezuela”. E
Maduro da parte sua ha dichiarato che “Obama ha deciso di rovesciarmi”.
Lo scorso mercoledì 11 marzo l’Assemblea nazionale ha approvato una
nuova Ley Habilitante [che dà poteri straordinari al presidente], per
“difendere la pace nel nostro Paese”.
Tuttavia, oltre a questo il governo non sta agendo secondo quanto esso
stesso denuncia. Il Venezuela fornisce il petrolio che nella supposta
invasione che gli yankee utilizzerebbero per rifornire i loro aerei e
veicoli. Negozia con la Bank of America, la Barclay’s e i fondi
avvoltoio l’acquisto dei titoli del debito pubblico venezuelano e parte
delle sue riserve di oro.
Venezuela permette il rimpatrio dei profitti di società petrolifere come
Chevrón, Weatherford, Halliburton e Schlumberger. Nel frattempo queste
fanno affari molto buoni. Gli impianti di assemblaggio, i laboratori
farmaceutici, tutti continuano a ricevere dollari preferenziali… Così
pensano di difendere il Paese da un’invasione? Non un singolo conto di
un’impresa o entità finanziaria yankee è stato bloccato, non uno dei
loro beni è stato confiscato. Forse che questi capitali non saranno
utilizzati per finanziare l’eventuale invasione?
Il Mud e la Chiesa
Il Mud [Mesa de unidad democrática, ossia Ufficio di unità democratica,
opposizione borghese di destra] si ritrova tra l’incudine e il martello.
Le misure di ingerenza del suo padrone, Obama, lo obbligano a prendere
una posizione che in una congiuntura elettorale non gli lascia molto
margine. Per questo ha mostrato il carattere pro-imperialista dei suoi
dirigenti che non hanno rifiutato chiaramente la politica yankee.
La Chiesa ha tentato di salvare la situazione con l’aiuto del vescovo di
Caracas, monsignor Urosa Savino. Secondo El Universal, il 12-3-2015 ha
dichiarato che era “inaccettabile” l’ingerenza yankee. (…) “Sembra una
esagerazione” che il Venezuela sia una minaccia. E fa appello alla
“sensatezza e al discernimento”.
Anche questa “equanimità” ha dimostrato il suo carattere
pro-imperialista. La Chiesa venezuelana, tanto “sensata” e difensora dei
“diritti umani”, “dimentica” sempre di denunciare gli impresari e
l’imperialismo come responsabili di sfruttamento, crimini e genocidi.
Agisce come “quinta colonna” pro-imperialista.
Né i discorsi né la Ley Habilitante risolveranno la crisi
Il governo di Nicolás Maduro e del Psuv, ha ridotto la sua “lotta
anti-imperialista” ai discorsi sulla televisione nazionale. Abbiamo
denunciato il montaggio del supposto colpo di Stato e ora usano
l’ingerenza yankee per sviare l’attenzione delle masse popolari
angosciate per l’inflazione incontrollata, la scarsità di prodotti, i
licenziamenti, la crisi ospedaliera, l’aumento della miseria e tante
calamità che devono sopportare.
Ora l’Assemblea nazionale gli ha concesso una nuova Ley Habilitante,
“per mantenere la pace”. La precedente fu approvata con l’argomenti di
affrontare la “guerra economica” e il “golpe morbido”. Ma lungi
dall’aver risolto alcuni dei problemi, oggi la crisi economica si è
aggravata a livelli insopportabili. Al contrario, gli adeguamenti in
economia sono stati accompagnati con una maggiore repressione delle
masse. Non sarà diverso ora. Per questi motivi condanniamo
categoricamente l’approvazione di questa Ley Habilitante.
Ci sarà un’invasione?
Non crediamo che in questa congiuntura l’imperialismo yankee stia
preparando una invasione. Le ottime relazioni commerciali e finanziarie
con gli yankee sono un indizio di quanto che diciamo. Tuttavia
affermiamo che tenta di imporre la sua politica per altre vie. Questo è
dimostrato dal riavvicinamento e dai negoziati con Cuba, per esempio,
dove le imprese yankee potranno fare buoni affari, approfittando della
“apertura” cubana. Per questo non dobbiamo dubitare nel condannare,
denunciare e affrontare qualsiasi forma di ingerenza dell’imperialismo
in Venezuela e in tutta l’America latina.
Per difenderci seriamente dall’imperialismo
Per poter affrontare l’imperialismo dobbiamo fare appello
all’organizzazione e alla mobilitazione dei lavoratori e delle masse
popolari. Con questa lotta dobbiamo imporre: la sospensione immediata
del pagamento del debito estero; la nazionalizzazione di tutte le banche
e il blocco di tutti i conti delle imprese, sotto controllo operaio per
evitare la fuga di capitali; l’espropriazione e la nazionalizzazione di
tutte le imprese petrolifere che saccheggiano il nostro petrolio finendo
con le imprese miste; dare un taglio alla corruzione dei dollari
“preferenziali” per l’importazione alle multinazionali e la borghesia
“nazionale”. Con tutte queste misure cominceremo a recuperare i dollari
che ci servono per investirli in un programma operaio e popolare che
risolva veramente i problemi più urgenti.
Facciamo appello all’organizzazione e alla mobilitazione per affrontare
l’aggiustamento economico che porterà più miseria per le masse
lavoratrici, mentre le multinazionali yankee continueranno con i loro
buoni affari.
(traduzione di Matteo Bavassano dall'originale in spagnolo)
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