Brasile, decine di migliaia in piazza: blocchiamo il Paese!

1 view
Skip to first unread message

Partito di Alternativa Comunista/Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (PdAC/Lit-Ci)

unread,
Sep 22, 2015, 2:00:48 PM9/22/15
to procom...@googlegroups.com
Partito di Alternativa Comunista
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
----------------------------------------------------------
www.alternativacomunista.org
----------------------------------------------------------

22/09/2015

San Paolo, 18 settembre
Brasile, decine di migliaia in piazza: blocchiamo il Paese!

di Fabiana Stefanoni

Leggete con attenzione questo articolo perché, in Italia, difficilmente
avrete occasione di leggere altrove di quello che sta realmente
accadendo in Brasile, uno dei Paesi più grandi del mondo, considerato,
almeno fino a poco tempo fa, una delle principali economie "emergenti".
Mentre sentirete parlare delle "grandi manifestazioni" promosse dai
partiti di destra per chiedere l'impeachment di Dilma Rousseff, nessuno
vi parlerà delle grandi manifestazioni e delle proteste operaie e di
massa che stanno attraversando il Brasile, al grido di "nós paramos o
Brasil" ("blocchiamo il Brasile").
Il 18 settembre sono scese in piazza a San Paolo, contro il governo
Dilma e contro le destre, decine di migliaia di persone (quella che in
Italia, vista l'abitudine di certa sinistra a moltiplicare le cifre a
uso stampa, si sarebbe detta una manifestazione "da centomila"). Un
corteo enorme (come si vede dalle foto impressionanti), promosso dal
sindacato Csp Conlutas con oltre 40 sigle sindacali, di movimento e
politiche, con un ruolo dirigente di primo piano del Pstu (il partito
fratello del Pdac in Brasile). Domenica 19 è stata la volta di una
enorme assemblea (con delegazioni di operai, donne, studenti, neri, lgbt
da diverse città del Brasile), nel corso della quale si è deciso di
rilanciare la mobilitazione, fino allo sciopero generale.

Il mito del Lula operaio

In Italia quasi nessuno parla della straordinaria stagione di lotte che
si è aperta in Brasile e, soprattutto, del ruolo importante che stanno
svolgendo in essa il Pstu e la Csp Conlutas, il più grande sindacato di
base e di classe del mondo (con circa 3 milioni e mezzo di affiliati).
Difficile fare piazza pulita delle illusioni che per anni hanno
ubriacato la sinistra di casa nostra: ovverosia che il governo di fronte
popolare a guida Pt (il partito dei lavoratori di Lula e Dilma) sia il
"governo della classe operaia", simbolo di una grande speranza di
cambiamento.
Ma, nella realtà, a parte qualche concessione di facciata (come la
"bolsa familia", di fatto un'elemosina a vantaggio delle famiglie più
povere), il governo di centrosinistra ha agito a sostegno degli
investimenti delle multinazionali (in particolare quelle del settore
automobilistico, dalla Fiat alla General Motors alla Volkswagen), sulla
base di accordi centrati su bassi salari e alti profitti: le
multinazionali hanno così avuto un aiuto prezioso da Lula e Dilma
nell'attuazione delle loro politiche di delocalizzazione e sfruttamento.
Per alcuni anni la relativa crescita economica del Brasile ha dato
l'impressione di un miglioramento delle condizioni di vita della classe
lavoratrice, con una conseguente pace sociale funzionale agli
investimenti del grande capitale internazionale: una pace sociale
garantita dal radicamento operaio del Partito dei lavoratori (il partito
di Lula e Dilma appunto), strettamente legato alla Cut, la principale
confederazione sindacale del Brasile.
Sull'onda della crisi economica mondiale, le cose hanno cominciato a
cambiare. Il governo ha attuato, progressivamente, sempre più pesanti
politiche di austerità: tagli allo stato sociale, privatizzazioni,
congelamento dei salari dei dipendenti pubblici, tutto accompagnato da
aiuti e finanziamenti diretti e indiretti alle multinazionali e alle banche.

L'invenzione del golpe

Tutto questo ha determinato la frattura tra la base sociale tradizionale
del Partito dei lavoratori e il governo, generando un fortissimo
malcontento popolare e, soprattutto, operaio. I partiti della destra
approfittano di questo discredito, propongono l'impeachment accusando il
governo di corruzione (per l'utilizzo di fondi pubblici in campagna
elettorale) e cavalcano il malcontento popolare promuovendo
manifestazioni di piazza contro Dilma. Il governo per difendere la
propria politica di attacchi alla classe lavoratrice e al contempo
cercare di reagire al discredito in cui è caduto utilizza lo spauracchio
del "golpe". Uno spauracchio, appunto: non ha nessun fondamento dire che
oggi ci sia in Brasile il rischio di un golpe militare, visto che il
capitale internazionale non ne avrebbe nessun bisogno, considerato
quanto si sono riempite le pance delle multinazionali all'ombra dei
governi di Lula e Dilma... (1)
La verità è ben diversa. In Brasile si è aperta una fase
prerivoluzionaria, con un'esplosione di lotte quotidiane, nelle
fabbriche e nei luoghi di lavoro, che pongono all'ordine del giorno non
solo le rivendicazioni salariali, ma anche la cacciata del governo.
L'espressione più nota in Europa di questa nuova fase sono le
manifestazioni del giugno 2014, in occasione dei mondiali di calcio,
quando decine di migliaia di giovani sono scesi in strada per protestare
contro l'aumento del prezzo del biglietto dei trasporti pubblici e per
dire no agli sprechi dei mondiali. Ma i sommovimenti in Brasile sono ben
più profondi: la classe operaia sta prendendo coscienza del fatto che
ben poco di "operaio" ha messo in atto il partito del "presidente
operaio" (2): e ora la sfida è aperta.

La capitolazione della sinistra riformista e il ruolo fondamentale del Pstu

A metà agosto di quest'anno la destra che punta all'alternanza di
governo ha organizzato alcune manifestazioni in tutto il Paese per
chiedere l'incriminazione di Dilma: le manifestazioni sono state molto
partecipate, proprio in virtù del malcontento popolare nei confronti del
governo. A sua volta, Dilma ha promosso, qualche giorno dopo (il 20
agosto) una manifestazione a difesa del governo, facendo appello a tutti
i movimenti e i partiti della sinistra (anche quella all'opposizione) a
scendere in piazza contro "il pericolo delle destre": un ritornello che,
come sappiamo bene anche noi in Italia, spesso utilizzano le forze
politiche che non hanno una politica di alternativa di potere e di
sistema e finiscono così per sostenere il "meno peggio". E' così che
alcuni partiti e movimenti della sinistra brasiliana, dal Psol (partito
riformista) ai Sem Terra, hanno deciso di partecipare alla
manifestazione a difesa di Dilma: una manifestazione, come era
prevedibile, disertata dalla classe lavoratrice: perché mai gli operai e
i giovani avrebbero dovuto scendere in piazza per difendere un governo
che li sta massacrando?
Per fortuna, in Brasile esiste una sinistra rivoluzionaria che non
capitola a queste pressioni: il Pstu, la sezione brasiliana della Lega
Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale, ha un forte
radicamento nella classe operaia brasiliana, dai metalmeccanici agli
operai edili, fino ai lavoratori dei cantieri navali e dei trasporti
(tra cui i famosi "metroviarios" che paralizzarono San Paolo alla
vigilia dei mondiali). E' grazie al Pstu se in Brasile esiste un
sindacato come la Csp Conlutas, che raggruppa milioni di lavoratori,
lavoratrici, movimenti e che ha fatto appello a costruire un polo di
classe, alternativo al governo e alle destre. E' grazie ai rivoluzionari
che il 18 settembre, per le strade di San Paolo, hanno marciato decine
di migliaia di lavoratori al grido di "Basta Dilma", per rivendicare
un'alternativa di potere al governo di collaborazione di classe.
Come Pdac (sezione italiana della Lit-Quarta Internazionale) facciamo
appello a tutte le organizzazioni e ai movimenti della sinistra
classista in Italia a sostenere questo fronte di lotta in Brasile e a
infrangere la barriera di silenzio (3) su queste grandi mobilitazioni
dirette dalla sinistra rivoluzionaria. Rafforzare il Pstu e la battaglia
delle masse operaie in Brasile significa rafforzare una prospettiva
rivoluzionaria su scala internazionale, contro i tradimenti della
sinistra riformista.

Note
(1) La stessa Dilma, rendendosi evidentemente conto dell'assurdità di
questa invenzione del "golpe", parla del rischio di "una forma moderna
di golpe", riferendosi a una probabile caduta del governo anticipata
rispetto al mandato elettorale. Applicando questa definizione in
Italia... negli ultimi anni ci sarebbero stati innumerevoli "golpe",
visto i numerosi ribaltoni governativi.
(2) Così è stato definito Lula dalla stampa internazionale, in quanto ex
operaio metalmeccanico salito alla presidenza del Brasile nel 2002 col
61% dei voti.
(3) Vergognoso e incomprensibile che in Italia, a parte rarissime
eccezioni (il Pdac, il Si.Cobas e il Coordinamento No Austerity) tutta
la sinistra (inclusa quella sedicente rivoluzionaria) taccia su queste
mobilitazioni, attualmente le uniche nel mondo dirette da un partito
rivoluzionario.

guarda qui un video della manifestazione e del comizio finale di Zé
Maria (presidente del Pstu)
https://www.youtube.com/watch?v=GbWr3X2FEw8

----------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------

Non sei ancora abbonato a Progetto Comunista?

Abbonati subito al mensile del PdAC!
Fai un vaglia postale
di 10 euro
sul ccp 1006504052
intestato al Partito di Alternativa Comunista

Non hai mai letto Progetto Comunista
e vuoi ricevere una copia omaggio?

Richiedila a:
diffu...@alternativacomunista.org

----------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------

Conosci Trotskismo Oggi?

È la rivista teorica del Pdac
Sul nostro sito web trovi i sommari dei primi sette numeri fin qui usciti.

I primi due numeri scaricabili
Sul nostro sito web www.alternativacomunista.org sono scaricabili,
gratuitamente, i numeri 1 e 2 della rivista (esauriti) in formato pdf

Acquista Trotskismo oggi a 5 euro presso una sezione del Pdac, oppure
ricevi la rivista direttamente a casa
(in busta chiusa, con posta celere) effettuando il pagamento in uno di
questi due modi:
1) pagando 5 euro per ciascun numero + 1 euro complessivo di contributo
spese di spedizione con paypal.
Vai sul sito www.alternativacomunista.org e clicca sul link a paypal in
alto a destra
(pulsante rosso: "paypal donazione"). Nella causale indica: copia
Trotskismo oggi (indica il o i numeri che vuoi).
2) pagando 5 euro (per ciascun numero che chiedi) + 1 euro di contributo
spese di spedizione
con vaglia postale su ccp n° 1006504052 intestato a:
Partito di Alternativa Comunista
(nella causale indica: copia Trotskismo Oggi e precisa quale o quali
numeri chiedi
se richiedi più numeri paghi 5 euro per ciascuno e solo 1 euro di
spedizione totale).
Per conferma invia sempre anche una mail a
organiz...@alternativacomunista.org
con nome, cognome e l'indirizzo a cui va spedita la rivista

------------------------------------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.


Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages