Verso il IV Congresso del Pdac. Intervista a Ricci

3 views
Skip to first unread message

Partito di Alternativa Comunista/Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (PdAC/Lit-Ci)

unread,
Feb 18, 2015, 9:40:59 AM2/18/15
to procom...@googlegroups.com
Partito di Alternativa Comunista
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
----------------------------------------------------------
www.alternativacomunista.org
----------------------------------------------------------

12/02/2015

Verso il IV congresso del Pdac
Un partito che cresce, mentre la sinistra riformista si frantuma

Intervista a Francesco Ricci (Esecutivo nazionale Pdac) a cura della
redazione di Progetto Comunista

Incontriamo Francesco Ricci, membro dell'Esecutivo nazionale del Pdac.

Redazione: il Pdac si avvia al suo quarto congresso, qual è il percorso?

Ricci: Abbiamo avviato la fase congressuale e stiamo elaborando le bozze
dei documenti. A metà marzo il Consiglio Nazionale varerà i testi e
inizieranno i congressi locali, in preparazione del congresso nazionale
del 16-17 maggio.

Redazione: Quali sono i temi di questo congresso?

Ricci: Stiamo elaborando quattro documenti. Un documento politico,
d’analisi della fase e dei nostri compiti; un documento sui temi di
costruzione del partito; un documento sui Gcr (Giovani comunisti
rivoluzionari) e uno sul lavoro tra le donne.

Redazione: Partiamo da questi due ultimi testi.

Ricci: Da qualche mese abbiamo avviato la costruzione di una struttura
giovanile del partito: i Giovani Comunisti Rivoluzionari. Accoglie tutti
i compagni con meno di 24 anni che s’iscrivono al partito. Non è ancora
una vera e propria organizzazione giovanile autonoma ma un embrione che
si sta radicando abbastanza velocemente, con un punto di forza in
Puglia, dove i Gcr costituiscono la principale forza comunista tra gli
studenti medi; ma anche a Milano, dove la nostra sezione sta crescendo
anche tra i liceali. Vediamo un grande spazio per la costruzione di una
forza rivoluzionaria animata dai giovani, perché, di là dal luogo comune
che vorrebbe i giovani ostili ai partiti, notiamo che c'è una nuova
ondata d’attivisti che si avvicina alla politica col vantaggio di non
aver vissuto le delusioni prodotte dai disastri della sinistra riformista.

Redazione: E poi i Gcr a sinistra non trovano molti concorrenti…

Ricci: Infatti, con la crisi verticale che ha ridotto a quasi nulla
Rifondazione, sono, di fatto, scomparsi anche i Giovani Comunisti del
Prc che per anni hanno occupato la scena.

Redazione: Veniamo al documento sul lavoro femminile.

Ricci: Sappiamo che, nella società capitalistica, la donna proletaria
soffre una doppia oppressione: come lavoratrice e come donna. Tra gli
effetti di quest’oppressione doppia c'è lo scarso numero di donne che
fanno militanza. Anche il nostro partito, per tutta una fase, ha subito
questa situazione. Questo dato è oggettivo e, in assenza di un’ascesa
complessiva delle lotte, non possiamo cancellarlo. Però ci siamo
accorti, partecipando al dibattito su questi temi nella nostra
Internazionale, che c'è un aspetto soggettivo, d’organizzazione del
nostro intervento, che può essere migliorato. Abbiamo allora rafforzato
quella commissione femminile che prima già esisteva e c'è stato un
lavoro d’elaborazione teorica delle compagne che è stato utile per
individuare scelte politiche. Siamo ancora all'inizio in questo campo,
ma i primi passi stanno facilitando un'adesione maggiore di donne al
partito.

Redazione:La scelta di questi due temi (giovani e donne) come temi su
cui concentrare l'attenzione del congresso non è casuale.

Ricci: No, infatti. Come in ogni congresso si discute la fase politica e
lo stadio di costruzione del partito, ma poi abbiamo scelto di
concentrare la riflessione congressuale su due ambiti d’intervento che
riteniamo vitali per la costruzione del partito: le donne, che
costituiscono la maggioranza del proletariato, e i giovani, che possono
fare la differenza nello sviluppo di un partito rivoluzionario, grazie
alla loro energia, al loro entusiasmo.

Redazione: Passiamo a parlare del quadro politico in cui si svolge
questo IV congresso, che segue, ricordiamolo, il congresso di fondazione
nel 2007, il II congresso del 2010 e il III congresso svoltosi nel
gennaio 2013.

Ricci: Sì, e passando in rassegna mentalmente i tre congressi che hai
citato, vediamo delle grandi differenze nella situazione politica e nel
livello del partito. Nel 2007, quando ci siamo fondati dopo un periodo
preparatorio d’alcuni mesi seguiti alla nostra uscita da Rifondazione
che entrava trionfale nel secondo governo Prodi, con Ferrero ministro e
Bertinotti presidente della Camera, eravamo dipinti da tutti come dei
matti. Ricordo molto bene l'assemblea che sancì la nostra uscita da
Rifondazione, in una sala a Roma. Nelle stesse ore i gruppi dirigenti di
Rifondazione si spartivano posti e incarichi, nel governo, e nel partito
che entrava al governo. I nostri compagni nel Comitato Nazionale di
Rifondazione rinunciavano, uscendo, ad incarichi e a posti di
funzionario che ricoprivano.

Redazione: Tu eri presidente vicario del Collegio disciplinare di
Rifondazione e membro dell'Esecutivo, lavoravi a Roma presso la Direzione.

Ricci: Sì, ricordo che dopo l'ufficializzazione della nostra scissione
mi chiamarono vari dirigenti di Rifondazione per darmi simpaticamente
del matto. Nella loro mente di burocrati, piccoli o grandi, non potevano
concepire una cosa simile. Per loro la militanza è uno strumento di
carriera e noi, ai loro occhi, uscivamo dalla festa nel momento in cui
arrivava la torta, cioè il governo, il sogno che avevano coltivato per
anni. Se posso raccontare un piccolo aneddoto personale, mi divertii
molto quando, dopo un mese dalla nostra uscita da Rifondazione, mi
arrivò la raccomandata del tesoriere nazionale di Rifondazione che mi
annunciava il licenziamento "per giusta causa" dal mio ruolo di
dirigente del Prc. La causa era appunto l'aver avviato la costruzione di
un altro partito. E commentammo, ridendo con gli altri compagni, che
effettivamente mai causa era stata più giusta per un licenziamento: la
costruzione di un partito rivoluzionario.

Redazione: Ma il momento d’avvio del Pdac non era semplice…

Ricci: No, infatti. Una parte consistente di militanti della sinistra,
che non aveva fatto propria l'esperienza della partecipazione di
Rifondazione al primo governo Prodi, s’illuse nuovamente che fosse
possibile "pungolare" il governo, ottenere delle riforme. Chiaramente
non era così: in tutta la storia, fin dal ministero di Luis Blanc nel
'48 francese, per un secolo e mezzo, ogni collaborazione col governo
della classe avversaria ha avuto come unico effetto quello di frenare le
lotte in cambio di riforme illusorie; tanto più ciò era vero nel momento
in cui questa collaborazione di classe si sviluppava nel quadro da cui è
nata la crisi internazionale del capitalismo, alla fine del 2007, con la
borghesia che non aveva (e non ha) nemmeno briciole da distribuire,
essendo impegnata in una dura guerra sociale contro gli operai per
recuperare quel tasso di profitto che la crisi ha eroso.

Redazione: I due congressi successivi del Pdac furono, però, diversi dal
primo.

Ricci: Sì, furono molto diversi. Il primo era un congresso fondativo. Fu
necessario un periodo per definire le coordinate programmatiche del
partito, un profilo differente da quello che avevamo di frazione interna
ad un partito riformista. In questo processo abbiamo subito un forte
"turn-over": diversi compagni se n’andarono, logorati dal lavoro di
costruzione contro-corrente, altri entrarono. Tra questi ultimi una
parte consistente non proveniva da Rifondazione e dalle delusioni
prodotte in quell'esperienza, c'erano compagni nuovi, che si
avvicinavano direttamente alla militanza rivoluzionaria. Il volto del
partito è cambiato e questi otto anni ci hanno cambiato profondamente.

Redazione: Quali sono le differenze principali che vedi tra il Pdac
odierno e quello degli anni scorsi?

Ricci: Una prima è la diversa composizione di cui dicevo. Una seconda è
lo sviluppo di un radicamento del partito tra i settori più avanzati
delle, purtroppo ancora scarse, lotte di questo periodo. Tra gli
ingressi più importanti nel partito penso a quello di compagni come Luis
Seclen a Milano: una delle avanguardie della lotta delle cooperative
della logistica. Un terzo elemento è la formazione di un nuovo gruppo
dirigente, con compagni giovani di grandi capacità. Il nostro è un
gruppo dirigente giovane, in cui i più vecchi, cioè quelli sui
quaranta-cinquanta, sono una minoranza. Il nostro giornale è diretto da
un ventenne, Adriano Lotito, che abbiamo anche due anni fa candidato a
premier; la rivista teorica è coordinata da un compagno che non ha
nemmeno trent'anni, Matteo Bavassano; il nostro lavoro sindacale è
diretto da una compagna che non ha quarant'anni, Fabiana Stefanoni, che
è conosciuta nazionalmente negli ambienti del sindacalismo combattivo,
dirigente di riferimento per tanti lavoratori in lotta, figura di spicco
del coordinamento No Austerity cui nostri militanti hanno contribuito
fin dalla sua nascita. Ma potrei continuare a lungo questa lista.

Redazione: Insomma, un partito che cresce.

Ricci: E' una crescita lenta: noi, a differenza di quanto fanno altri,
non vantiamo numeri inesistenti. Ma è significativo il fatto che
“teniamo” e, lentamente, cresciamo in una situazione che continua ad
essere non rivoluzionaria in Italia (seppure è rivoluzionaria sul piano
internazionale). In un quadro in cui tutta la sinistra riformista e
centrista va in pezzi, e le lotte ancora non sono arrivate, noi
riusciamo a consolidare la nostra posizione. Un vero sviluppo del
partito, chiaramente, non potrà che avvenire in una diversa situazione,
con quell'ascesa delle lotte che probabilmente non è lontana nemmeno per
l'Italia.

Redazione: Quindi il partito “tiene”, controcorrente. Ma perché, alcuni
ci chiedono, non provare a crescere più rapidamente partecipando ad
unificazioni con altri cantieri comunisti in corso?

Ricci: La corrente in cui nuotiamo è ancora avversa, ma la nostra
barchetta ha vele buone e lo scafo è robusto. La robustezza, per uscire
da metafora, c’è data dal programma rivoluzionario, che ci distingue da
tutti i mille cantieri riformisti che citavi, tutti accomunati dal
progetto di costruire partiti che, in un modo o nell'altro, da dentro o
da fuori, più o meno criticamente, collaborino con la borghesia e i suoi
governi. Non a caso Tsipras e Syriza sono il riferimento per gran parte
di quella sinistra. E' per questo che non siamo interessati a progetti
di "unione dei comunisti" su due, tre, quattro punti, eccetera. L'unione
cui aspiriamo è quella dell'avanguardia della classe e può avvenire solo
sulla base di un programma rivoluzionario, di netta opposizione alla
borghesia, ai suoi governi, alle sue giunte. E già solo questo ci
distingue e c’impedisce di costruire un partito con Sel, o Rifondazione,
o Rossa di Cremaschi (che però forse si è già estinta, da un po' non ne
sento parlare), dal Pci in via di presunta ricostruzione sotto la guida
di Sorini e Steri, ricostruzione che avviene sulla base fallimentare
dello stalinismo.
Il nostro punto di forza, che ci distingue da tutti gli altri è che
siamo parte integrante di un partito internazionale in via di
costruzione, siamo sezione della Lit-Quarta Internazionale, che è oggi
la principale e più dinamica forza che si richiami al programma
rivoluzionario, al trotskismo. L'unica dotata di un centro, d’organismi
dirigenti internazionali che si riuniscono costantemente, di congressi
ogni due anni, di un'elaborazione politica e teorica comune. Altri
vantano di far parte d’organizzazioni internazionali, ma in genere
(salvo qualche piccola eccezione) si tratta solo di coordinamenti tra
partiti d’alcuni Paesi: una cosa ben diversa.

Redazione: Per concludere questa chiacchierata: puoi spiegare quali sono
gli obiettivi che il partito si pone con quest’imminente IV Congresso?

Ricci: Ogni congresso ha in primo luogo il compito di elaborare la linea
sulla base di un’ampia discussione tra tutti i militanti, nel confronto
di posizioni, o di punti di vista, differenti. Ma tutti i congressi, e
questo in particolare, hanno anche lo scopo di aprire il partito e la
sua discussione a nuovi compagni che si avvicinano.

Redazione: Perché questo congresso in particolare?

Ricci: Perché sono centinaia i compagni con cui stiamo collaborando sul
terreno delle lotte, dell'attività sindacale, e, tra loro, molti
comprendono che il solo piano sindacale o della singola lotta non basta.
Che bisogna coniugare le lotte tra loro e col socialismo, cioè portare
nelle lotte un programma rivoluzionario, per costruire una prospettiva
diversa, che non sia più quella già sperimentata, e infinite volte
fallita, della collaborazione col nemico di classe, ma che sia quella
del suo rovesciamento per affermare il potere dei lavoratori.
Questo non è un progetto su cui vantiamo dei "diritti d'autore" o
primogeniture: riguarda tutti i lavoratori e i giovani proletari. E' un
progetto che vogliamo costruire insieme con altri compagni che oggi
ancora sono incerti, in attesa, che si guardano attorno. A tutti loro, a
tutti coloro che concepiscono la militanza come lotta e non adattamento
all'esistente, noi apriamo le porte di questo piccolo ma prezioso, e
unico, partito che con tanti sforzi, ma anche con tante soddisfazioni,
abbiamo costruito in questi anni. A questi compagni e a queste compagne
diciamo: iscrivetevi in queste settimane al Pdac, partecipate alla
discussione congressuale, costruiamo insieme, in Italia e nel mondo, il
partito rivoluzionario che ci serve per tornare a vincere.

----------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------

Non sei ancora abbonato a Progetto Comunista?

Abbonati subito al mensile del PdAC!
Fai un vaglia postale
di 10 euro
sul ccp 1006504052
intestato al Partito di Alternativa Comunista

Non hai mai letto Progetto Comunista
e vuoi ricevere una copia omaggio?

Richiedila a:
diffu...@alternativacomunista.org

----------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------

Conosci Trotskismo Oggi?

È la rivista teorica del Pdac
Sul nostro sito web trovi i sommari dei primi sei numeri fin qui usciti.
I sei numeri sono ancora disponibili

Acquista Trotskismo Oggi a 5 euro presso una sezione del Pdac, oppure
ricevi la rivista direttamente a casa
(in busta chiusa, con posta celere) effettuando il pagamento in uno di
questi due modi:
1) pagando 5 euro + 1 euro di contributo spese di spedizione (totale 6
euro) con paypal.
Vai sul sito www.alternativacomunista.org e clicca sul link a paypal in
alto a destra
(pulsante rosso: "paypal donazione"). Nella causale indica: copia
Trotskismo oggi (indica il numero che vuoi tra i sei usciti o se li vuoi
tutti).
2) pagando 5 euro + 1 euro di contributo spese di spedizione (totale 6 euro)
con vaglia postale su ccp n° 1006504052 intestato a:
Partito di Alternativa Comunista
(nella causale indica: copia Trotskismo oggi e precisa se vuoi il n.1,
il n. 2 o il n. 3 il n.4 il n.5 il n.6 o tutti:
se richiedi più numeri paghi 5 euro per ciascuno e solo 1 euro di
spedizione totale).
Invia sempre anche una mail a organiz...@alternativacomunista.org
con nome, cognome e l'indirizzo a cui va spedita la rivista

------------------------------------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.

Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages