
RAGGIUNTA LA RAPPRESENTATIVITÀ NEL COMPARTO DEGLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA
USB cresce in tutti gli enti con grandi risultati all’ISFOL, ISS, ENEA e ISPRA
e si conferma unica alternativa credibile al sindacato complice di CGIL CISL e UIL
USB ha corso per la prima volta da sola nel comparto degli enti pubblici di Ricerca e ha conquistato subito la rappresentatività. Un risultato straordinario che ci aspettavamo, ma che nei numeri è andato oltre le nostre aspettative. Ci attestiamo intorno al 6% garantendoci la rappresentatività nazionale e aumentando significativamente in tutti gli enti dove siamo presenti rispetto al 2007, quando ci siamo presentati come USI/RdB Ricerca. In particolare siamo il primo sindacato all’ISFOL, all’ENEA aumentiamo di 6% sul piano nazionale, all’ISS ci confermiamo primo sindacato tra dato elettorale e dato associativo, con un aumento del 10% di voti. Aumentano significativamente ISPRA, INRAN e INEA.
Il grande consenso ricevuto, i molti candidati eletti e, soprattutto, il ruolo attivo svolto nella campagna elettorale da tantissimi lavoratori semplici iscritti o simpatizzanti, rendono questo risultato elettorale un grande risultato. Tempo per festeggiare non ce n’è, quanto accade nel Paese non ci consente pause. Dobbiamo continuare a lottare giorno dopo giorno, negli enti, nelle sedi istituzionali e nelle piazze per difendere la ricerca pubblica e i suoi lavoratori, di ruolo e precari, dalle politiche da macelleria sociale che la BCE, il Governo Monti e i sindacati complici continuano a portare avanti a partire dal tavolo della riforma del lavoro dal quale c’è il grosso rischio di uscirne tutti più precari.
Rimane la rabbia dell’ennesima tornata elettorale realizzata con l’esclusione dal diritto di voto dei lavoratori precari. Come USB ci siamo battuti all’ARAN a più riprese per mettere sul tavolo la questione relativa alla modifica del regolamento elettorale, proprio a partire dal diritto di voto per TUTTI i precari della Pubblica Amministrazione, la nostra richiesta è stata colpevolmente lasciata cadere nel vuoto dalle confederazioni sindacali. In questo ancora più grave è che negli ultimi tempi qualche organizzazione sindacale affermi il contrario cercando di accreditarsi come paladina dei precari pur essendo responsabile, attraverso la propria confederazione, del mancato riconoscimento del diritto di voto. Ovviamente la nostra lotta contro la precarietà, che non si limita al diritto di voto, continuerà per porre con forza nel Paese l’esigenza di una nuova stabilizzazione che riguardi tutti i precari degli Enti Pubblici di Ricerca.
Nella Ricerca, come nel resto del Paese, cresce la domanda di un sindacato che abbia come unico riferimento gli interessi dei lavoratori e che contrapponga alla concertazione e al collaborazionismo di CGIL CISL e UIL la pratica del conflitto. In questo senso l’esito del voto conferma che USB è l’unica alternativa credibile al sindacato collaborazionista, anche nella Ricerca.
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