BORBONE VIAGGI
unread,Jul 15, 2011, 3:53:31 AM7/15/11Sign in to reply to author
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to PORTALE CARAIBICO
iL CODICE ETICO DEI QUADRI DELLO STATO CUBANO
ESSERE SINCERO, NON NASCONDERE MAI LA VERITÀ. LOTTARE CONTRO LA
MENZOGNA, L'INGANNO, LA DEMAGOGIA, LA FRODE.
Essere scrupolosamente veritieri sull'informazione riguardante il
proprio lavoro, quello di altri, il compimento dei piani , o qualsiasi
altra questione. Trovare la forza nella ragione, nella sincerità,
nella verità e nella coscienza.
• COLTIVARE L'UMILTÀ, LA DIGNITÀ E L'ONORE..
Rifiutare, per tanto, qualsiasi proposta che mini questa dignità,
nonostante le carenze e le limitazioni del periodo speciale. Applicare
la massima Martiana "la povertà è transitoria, non lo è invece il
disonore che, con il pretesto della povertà, è solito abbrutire gli
uomini."
• PROMUOVERE E PORTARE A TERMINE LA DISCIPLINA, IL RISPETTO, LA LEALTÀ
COSCIENTE VERSO IL PARTITO, LA COSTITUZIONE E LE LEGGI.
Educare se stessi e formare i propri subordinati all'ordine e
all'obbedienza rigorosa delle leggi e delle regole stabilite.
• PRATICARE ED EDUCARE SE STESSI E GLI ALTRI AL RISPETTO.
Educare con l'esempio personale, con un comportamento esigente verso
se stessi e verso gli altri, con il rispetto e il tatto che devono
regolare le relazioni con la collettività.
• MANTENERE GLI IMPEGNI E LA PAROLA DATA.
Dar valore alla parola di un rappresentante dello stato e del popolo
cubano, sia in ambito nazionale che nelle relazioni con gli stranieri.
• COMBATTERE L'APATIA, L'INDOLENZA, IL PESSIMISMO, IL DISFATTISMO,
L'ESSERE IPERCRITICI.
Mantenere una costante vigilanza su tutti quei fatti o quelle
attitudini che possono ledere gli interessi del nostro stato e della
nostra società.
• ESSERE ONESTO E PRATICARE LA CRITICA E L'AUTOCRITICA.
Combattere energicamente ogni intento tendente ad ostacolare la
critica, così come la compiacenza e la tendenza ad esagerare i propri
risultati.
• CONSIDERARE DANNOSA L'ATTITUDINE A GIUSTIFICARE, L'INAZIONE DI
FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ E AGLI ERRORI, LA MANCANZA DI INIZIATIVA.
Tali tendenze ostacolano la ricerca di soluzioni alternative ai
problemi e alle limitazioni oggettive e soggettive.
• ESSERE IN GRADO DI TROVARE NUOVE SOLUZIONI PER PROBLEMI VECCHI E
NUOVI.
Rettificare è anche creare, è aprire nuove strade e cammini che
conducano alla meta. Trovare formule umane, legali e morali per dar
risposta alle necessità dell'economia e della società.
• STRINGERE I VINCOLI CON I LAVORATORI E CON IL POPOLO, DIMOSTRARE
LORO RISPETTO E FIDUCIA. ESSERE SENSIBILI AI LORO SENTIMENTI, ALLE
LORO NECESSITÀ ED OPINIONI.
Occuparsi sollecitamente dei problemi che si incontrano durante e in
virtù delle proprie responsabilità. Aiutare ad orientare e a
risolverli e, quando le limitazioni materiali lo rendano impossibile,
dare una spiegazione corretta e veritiera che aiuti a comprendere le
reali difficoltà .
• BASARE LE RELAZIONI DI AMICIZIA SUI PRINCIPI E SULLA MORALE
RIVOLUZIONARIA.
Non stabilire mai rapporti di questo tipo con elementi
controrivoluzionari o con individui antisociali. Combattere le
attività illecite dalle radici.
• MANTENERE UNA CORRETTA AMMINISTRAZIONE DELLE RISORSE DELLO STATO.
Essere esempio di onestà, modestia e austerità, sia nella vita
pubblica che in privato, in modo tale che questa immagine di integrità
morale si trasmetta non solo ai propri subordinati, ma a tutti coloro
con i quali si hanno relazioni nell'ambito della società. Speciale
attenzione ed esempio di rigore va tenuto nei confronti della propria
famiglia.
• UTILIZZARE LE PREROGATIVE E LE FACOLTÀ INERENTI ALLA PROPRIA CARICA,
COSÌ COME LE RISORSE ASSEGNATE, SOLO PER PORTARE A TERMINE IL PROPRIO
LAVORO.
Sentirsi responsabili e rispondere davanti ai livelli superiori del
proprio operato in modo tale che i propri subordinati mantengano una
condotta similare.
• DEDICARSI PER INTERO E CON PASSIONE AL GIUSTO COMPIMENTO DELLE
RESPONSABILITÀ RICEVUTE.
Al quadro dirigente non è dato di intraprendere, per vivere, nessun
altro lavoro che lo distragga dal proprio dovere. L'amore per il
proprio dovere è l'intima convinzione del fatto che l'essere umano ha
la possibilità di miglioramento e perfezionamento, che possono
realizzarsi con fermezza di volontà e con la dedizione senza riserve
al bene pubblico del nostro popolo.
• NEL LAVORO E NELLA SOCIETÀ MANTENERE UNO STILE DI VITA ESEMPIO DI
RISPETTO E FIDUCIA.
Distinguersi per la semplicità, l'assenza di ostentazione e di
atteggiamenti consumisti e di qualsiasi manifestazione che offenda la
sensibilità del nostro popolo.
• L'AMMINISTRAZIONE STATALE NON DA NESSUN PRIVILEGIO, NÈ NESSUN
DIRITTO IN PIÙ RISPETTO A COLORO CHE NON HANNO QUESTO TIPO DI
INCARICHI.
Coloro che assumono l'incarico dell'amministrazione statale non devono
trarre vantaggio né beneficiare altri in ragione di rapporti di
parentela, amicizia, o di scambio di favori. La propria carica si
utilizza per rappresentare, difendere e servire il popolo, legittimo
padrone della ricchezza sociale.
• LA CORRUZIONE DENIGRA SIA CHI VI INCORRE SIA CHI LA TOLLERA.
La corruzione è, di fatto, un regresso, un freno e un crimine contro
la società socialista. Di qui l'obbligo di denunciarla e di
combatterla, anzitutto con l'esempio e la costante autocritica, unica
forma per mantenersi incorruttibili di fronte alle tentazioni
dell'economia di mercato, con la quale siamo costretti ad avere
rapporti.
• NEL PRENDERE DECISIONI APPOGGIARSI AL RAGIONAMENTO COLLETTIVO E ALLE
PROPRIE CAPACITÀ PERSONALI.
Ciò deve avvenire in modo totalmente privo di volontarismo, vanità,
improvvisazione, ingiustizia, mediocrità professionale. Non deve
essere al servizio dei propri interessi o di quelli dei propri amici,
così come non lo deve essere del settarismo, del disprezzo della
dignità altrui o dell'indifferenza nei confronti di conseguenze future
che non coinvolgono personalmente. Combattere la vanagloria,
l'intolleranza, l'arroganza, l'insensibilità, rischi, questi,
incompatibili con l'esercizio dell'autorità rivoluzionaria.
• DECIDERE IN BASE ALLE PROPRIE FACOLTÀ, SENZA PRENDERE DECISIONI
INUTILI, MA SENZA TIMORE DI EVENTUALI ERRORI PERSONALI.
Condurre con fermezza il proprio collettivo al compimento
dell'obbiettivo o dell'impegno assunto, imprimere ferrea volontà di
portare a termine ciò che può dare risultati. Dimostrare fiducia ai
propri subordinati e dar loro la sicurezza della vittoria. Assumersi
personalmente la responsabilità delle decisioni prese. Non pretendere
mai di utilizzare questo principio per giustificare indisciplina o
irresponsabilità.
• SVILUPPARE LA DISPONIBILITÀ AL DIALOGO E ALLA COMUNICAZIONE
ALL'INTERNO DEL COLLETTIVO.
È un elemento indispensabile per verificare le decisioni prese e per
creare un ambiente di lavoro unito e partecipativo.
• ESSERE RISERVATI E REGOLARE L'INFORMAZIONE AL PUBBLICO.
Tutti i rappresentanti dello Stato hanno il dovere di mantenere il
segreto di stato su tutte le informazioni e gli argomenti al fine di
contribuire alla protezione dell'interesse nazionale contro azioni
nemiche o di evitare spiacevoli problemi e conflitti sul lavoro e
nelle relazioni interpersonali.
• SVILUPPARE UNA POLITICA DI QUADRI BASATA SUL MERITO E SULLE
CAPACITÀ.
Tale politica deve essere intrapresa particolarmente nella formazione
dei sostituti, e nella selezione, attenzione, promozione dei
collaboratori più stretti. Deve comunque essere accompagnata ad una
adeguata politica di riconoscimento e stimolo di coloro che lo
meritano.
• MOSTRARE DISPONIBILITÀ DI FRONTE AI PROBLEMI DEI PROPRI COMPAGNI.
Aiutare, senza nocivo paternalismo, quei quadri che hanno commesso
errori nel compimento dei propri compiti, ma che comunque mantengono
una buona attitudine rivoluzionaria, disponibilità a correggersi e ad
occupare un posto nelle trincee della Patria e del Socialismo, in base
alle proprie capacità, virtù e ai propri difetti.
• CONSIDERARE LA COMPETENZA PERSONALE, L'INTEGRITÀ MORALE E IL DIRITTO
DEL LAVORATORE SULLA BASE DI CAPACITÀ E IDONEITÀ COMPROVATE.
Sono doveri fondamentali nel momento di proporre e dare lavoro. Ciò
non va fatto in virtù di amicizie, rapporti di parentela o creando
discriminazioni.
• ASSUMERE L'AUTORITÀ RICEVUTA COME UN ONORE E UN VINCOLO, MAI COME UN
VANTAGGIO PERSONALE.
Il sentimento fondamentale deve essere quello di partecipare alla
costruzione collettiva della nostra Patria, e la principale ricompensa
di ciò è la soddisfazione che si ha nel lavoro per il benessere di
tutto il popolo.
• CONTRIBUIRE, SECONDO LE PROPRIE FACOLTÀ, ALLA DIFESA. ESSERE FEDELE
AI PRINCIPI DELLA PATRIA, DELLA RIVOLUZIONE, DEL SOCIALISMO.
Ciò si concretizza anzitutto nella difesa dell'indipendenza nazionale
e della dignità dell'uomo, in una società basata su principi di
uguaglianza, solidarietà e giustizia. Fondare su tali principi l'agire
quotidiano, contribuendo così al radicamento nella nostra società di
un'autentica cultura etico-politica, dovere, questo, di tutto il
popolo, ma in particolare di chi lo rappresenta e di chi esercita
funzioni statali.
Pubblicato sul "GRANMA" il 18 luglio 1996
Anno del centenario della morte di Antonio Maceo.