denuncia

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gian luigi bettoli

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11:48 AM (3 hours ago) 11:48 AM
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ḉa va sans dire, le persone "fermate" erano di evidente origine straniera...

-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: denuncia
Data: Sun, 19 Apr 2026 17:34:12 +0200
Mittente: gian luigi bettoli <gigib...@gmail.com>
A: ufficiogabinet...@comune.pordenone.it, comune.p...@certgov.fvg.it



Egregio comando,

con la presente denuncio i seguenti fatti, riguardanti la Vs. autopattuglia operante all'incirca alle ore 16.30, all'interno del Parco Galvani a Pordenone.

Gli stessi (due) agenti, nell'atto di chiedere i documenti ad un gruppo di persone sedute sotto un albero, mantenevano l'auto - evidentemente con motore a combustione di idrocarburi - accesa.

Alla mia contestazione che il fatto costituisce precisa violazione di legge (cfr. art. 157 c. 7-bis del Codice della strada): "È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 223 a euro 444)", uno dei due agenti mi rispondeva che non esistono disposizioni di tal fatta, in tal caso dimostrandosi ignorante dlla legge o, peggio, volendo negare i fatti. Successivamente, affermava che il motore doveva restare acceso per far funzionare le macchine relative ad un controllo di polizia: giustificazione ridicola, visto che basterebbe, a tal proposito, mantenere semplicemente acceso il quadro elettrico. In ogni caso, il tenere l'auto accesa non era neanche legato all'esigenza di utilizzare il condizionatore, del tutto non necessario, ma semplicemente ad incuria nei confronti dell'ambiente e dei consumi di carburante a carico della collettività.

In conclusione, lo stesso agente, con evidente maleducazione, mi liquidava affermando "Vai via, bello".

Con la presente, quindi, denuncio sia il malcostume - cercamente non limitato alla polizia locale - per cui sempre più spesso chi cammini nei parchi o percorsi pedonali urbani si trova di fronte a pattuglie di polizia comodamente sedute in un'auto che, pur non trattandosi mai di situazioni di emergenza, corrono in mezzo ai pedoni, a volte con effetti paradossali (come quando, tempo fa, dovetti aiutare, oltre che rimproverare, una pattuglia di polizia che si era letteralmente incastrata sul ponte tra Vicolo delle Mura e Piazza del Portello).  Violando così quelle norme sulla circolazione che essi dovrebbero invece far rispettare, dando un pessimo esempio ai cittadini e, tra l'altro, senza approfittare del fatto che, se operassero per qualche minuto a piedi, sarebbe tutta salute pure per loro.

Il fatto poi di operare, spesso anche se non oggi, seduti in auto mentre si interrogano persone in piedi fuori della stessa, è dimostrazione di un'arroganza intollerabile in chi viene pagato da tutti noi (almeno chi non evade...) per dare l'esempio alla comunità intera. Arroganza e maleducazione testimoniate anche dalla frase pronunciata nei miei confronti (ed anche in questo caso non è stata l'unica reazione offensiva patita da agenti di polizia)

Distinti saluti.

dott. Gian Luigi Bettoli, Pordenone


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NE' UN UOMO, NE' UN SOLDO PER LA GUERRA (Andrea Costa)
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E mi insegnò che l’emigrato è un lavoratore non uno straniero. In un paese che considera soltanto il profitto e la produttività, tutti i lavoratori sono stranieri (Ezio Canonica, presidente dell’Unione Sindacale Svizzera, parlando del suo maestro di sindacato, il friulano Augusto Vuattolo).
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Quel cervellone barbuto di Karl Marx l'aveva detto che nessuno può diventare ricco con il proprio lavoro soltanto e che per diventare un Vip ed entrare nell'elite dei più ricchi bisogna far lavorare gli altri. Per perseguire questo sogno, sono state tentate numerose soluzioni ingegnose nel corso della storia, dalla schiavitù e i lavori forzati, la tratta, la servitù debitoria e le colonie penali fino alla precarizzazione, i contratti a zero ore, il lavoro flessibile, la clausola di non-sciopero, lo straordinario obbligatorio, il lavoro autonomo forzato, le agenzie interinali, la subfornitura, l'immigrazione clandestina, l'esternalizzazione e molte altre novità organizzative improntate alla massima flessibilità. Cavalcare quest'onda nel mercato del lavoro, nel corso dei secoli, è sempre stato il ruolo dell'agente di collocamento dinamico e innovativo. Pochi però se ne rendono conto. (Marina Lewycka)
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Ormai non si gioca più a vincere, si gioca a sopravvivere e a continuare a dar fastidio (Paco Ignacio Taibo II).
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In fondo, che è il vero leader? Secondo me, è colui che è capace di far diventare leader gli altri (Ela Bhatt)
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In questo paese si è arrivati a pagare per poter lavorare (Denis Poletto)
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Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. (Robert Kennedy)
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Diffondere e insegnare la conoscenza imporre a tutti i costi la propria esperienza. Guidare, guidare per farsi seguire opporsi al potere, infine riuscire a cambiare il potere. Decidere per gli altri dentro a una stanza sapersi organizzare con molta efficienza.
Guidare, guidare per farsi seguire opporsi al potere, cambiare per poi reinventare il potere. Il potere.
E non ho visto mai nessuno buttare lì qualcosa e andare via (Giorgio Gaber)
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Avresti ragione, ma la ragione è stata relegata in soffitta (Francesco Micelli)
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Adriano, fai quello che vuoi, ma non licenziare nessuno: la disoccupazione involontaria è la peggiore disgrazia che possa capitare ad un essere umano (Camillo Olivetti al figlio).
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La maggior parte della gente pensa che il bene verrà dal cielo, porterà via tutto e renderà tutti felici. Ma se tu sapessi il valore della vita cercheresti la tua su questa terra e ora che hai visto la luce ribellati per i tuoi diritti(Bob Marley).
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Chi ripercorre il passato per comprendere il presente può essere considerato un vero maestro (Confucio)
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E' nostra convinzione e nostra pratica che per ribellarsi e lottare non sono necessari né leader né capi né messia né salvatori. Per lottare c'è bisogno solo di un po' di vergogna, un tanto di dignità e molta organizzazione (subcomandante Marcos).
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Non avete ragione, siete maggioranza (Federico Tavan)
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Beati coloro che hanno fame e sete di opposizione. Beati coloro che sanno resistere (padre David Maria Turoldo)




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