morto Henry Patterson, lo scrittore britannico conosciuto anche con lo pseudonimo Jack Higgins, autore del bestseller internazionale "La notte dell'aquila". L'autore venuto a mancare nella sua casa nell'isola di Jersey all'et di 92 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta sabato 9 aprile, stato dato oggi dal suo editore inglese HarperCollins. Patterson lascia quattro figli avuti dal suo primo matrimonio con Amy Hewitt - Sarah, Ruth, Sean e Hannah - oltre alla seconda moglie Denise Palmer, sposata nel 1985. L'amministratore delegato di HarperCollins, Charlie Redmayne, ha descritto Patterson come un classico scrittore di thriller: istintivo, duro, implacabile, aggiungendo che i suoi romanzi erano e rimangono assolutamente impareggiabili.
Patterson, che ha iniziato a scrivere quando era un insegnante, ha pubblicato 85 romanzi tra il 1959 e il 2017. Ha venduto pi di 250 milioni di copie nel mondo nel corso della sua carriera, ha precisato HarperCollins. Tra le sue numerose opere firmate come Jack Higgins tradotte in italiano da Sperling & Kupfer figurano: L'occhio del ciclone, Nel cuore dell'uragano, Nel covo dei serpenti, L'angelo del destino, Patto diabolico, Attacco al presidente, L'infiltrato, Atto finale.
La notte dell'aquila fa parte della serie di Liam Devlin che comprende anche Il tocco del diavolo (Mondadori, 1985), Confessionale (Sperling & Kupfer 1988) e Il ritorno dell'aquila (Sperling & Kupfer 1996). Liam Devlin, insegnante di inglese a Berlino, un irredentista irlandese che fa parte di un gruppetto di valorosi soldati tedeschi che si prestano a disperate imprese durante la seconda guerra mondiale. Nato a Newcastle-upon-Tyne il 27 luglio 1929 da padre inglese e madre nordirlandese, Henry Patterson cresciuto a Belfast, fino a quando sua madre si risposata e lui si trasferito a Leeds. Dopo un periodo di due anni di servizio nell'esercito britannico, diventa insegnante e inizia a scrivere romanzi per divertimento. Pubblica il primo romanzo ricevendo un anticipo di 75 sterline per Sad Wind From The Sea nel 1959. Oltre che come Jack Higgins, ha utilizzato anche gli pseudonimo di Martin Fallon, James Graham e Hugh Marlowe.
La fiaccolata silenziosa con i nomi delle 309 vittime e il premier Conte. il medico Vittorini: "Gli ho detto basta prescrizioni". Il cardinale Petrocchi: "Ci sono attese che vanno ora riempite di fatti". E parte la campagna ActionAid #SicuriPerDavvero
L'AQUILA. Nonostante il freddo pungente con temperature invernali intorno ai 3 gradi, sono state circa 15mila le persone che nella notte di venerd 5 aprile hanno sfilato nella fiaccolata silenziosa per le vie dell'Aquila per commemorare le 309 vittime nel decennale del terremoto che il 6 aprile del 2009 ha distrutto la citt capoluogo di regione e il suo circondario. In un clima di dolore e commozione, alle migliaia di aquilani si sono aggiunti in tanti provenienti da fuori regione e dall'estero, un segnale che il decennale riuscito a riaccendere i riflettori su una tragedia definita epocale per il numero di vittime, per i 1500 feriti, per l'ampiezza dei territori colpiti e per la distruzione di case e monumenti. Il premier, Giuseppe Conte, giunto all'Aquila intorno alle 21,30 di venerd sera ha lasciato la citt intorno all'una dopo aver partecipato al corteo della memoria ed aver salutato molte persone all'arrivo in piazza Duomo.
Tra queste il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita, che prima di celebrare la Santa Messa, ha parlato con Conte. Di promesse ne abbiamo avute tante. Ci sono attese che vanno ora riempite di fatti. Abbiamo avuto in questa terra, nel corso dei secoli, terremoti devastanti. Ma qui la gente tenace e non si rassegna, ha detto il cardinale al premier che ha ascoltato in silenzio davanti alla chiesa di Santa Maria del Suffragio, dove sono stati ricordati i nomi delle 309 vittime. Dolore e commozione hanno caratterizzato gli eventi culminati alle 3,32, ora della scossa, con i 309 rintocchi delle campane. Momento che giunto dopo la veglia di preghiera seguita alla Santa Messa.
leggi anche: Questa sera la fiaccolata in memoria delle 309 vittime del sisma 2009 Diretta facebook per la partenza della fiaccolata lungo le vie della citt Al corteo il premier Conte. Alle 3.32, l'ascolto dei 309 rintocchi in ricordo delle vittime
BASTA PRESCRIZIONI. Al presidente del Consiglio ho detto che abbiamo presentato un documento al ministro della Giustizia, frutto del lavoro del coordinamento nazionale delle vittime dei disastri nel quale si chiede di investire in prevenzione e in sicurezza, di fare finalmente verit nelle stragi impunite italiane e anche riforme della giustizia in direzione dell'accelerazione dei processi, e della lotta alla prescrizione facile. Conte mi ha risposto che dal primo gennaio 2020 la prescrizione sar bloccata dopo la sentenza di primo grado e che queste sono misure che ogni paese civile dovrebbe attuare. Cos il medico chirurgo, Vincenzo Vittorini, tra gli organizzatori della fiaccolata come componente del Comitato familiari delle vittime del sisma dell'Aquila, tra cui anche la moglie e la figlia di 9 anni . E proprio in riferimento al decennale, il medico ha sottolineato che siamo qui e continuiamo a combattere non per il presente e nemmeno per il passato. Quello che ci stato tolto non ce lo restituir mai nessuno. Lottiamo perche in futuro mai nessuno dovr patire quello che noi abbiamo patito. A L'Aquila a Viareggio, a San Giuliano Di Puglia a Genova. Non pu essere pi possibile.
La notte dell'aquila stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 67% sul 100%, su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 61 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 6.9 su 10
L'AQUILA - Un incendio si sviluppato nella notte del quindicesimo anniversario del sisma del 2009 nel villaggio costruito a Onna proprio dopo la tragedia del 2009. Il rogo ha coinvolto due Map (Moduli abitativi provvisori).
Il terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo la notte del 6 Aprile 2009 ha inflitto danni ancora non del tutto quantificabili ad un territorio non solo vasto, ma anche ricchissimo dal punto di vista architettonico e culturale. L'Aquila, il cuore di quello che ci siamo ormai abituati a chiamare "il cratere", rappresenta una culla di storia, un'esperienza urbana straordinaria, senza precedenti in Italia, che il terremoto ci ha tristemente rivelato nella sua parte pi intima attraverso i muri squarciati dei palazzi storici del centro e le navate scoperchiate delle sue chiese. La citt, oggi, rimosse le macerie e puntellati gli edifici, si interroga su quale sar il suo destino: la sfida della ricostruzione del centro storico impone l'abbattimento delle frontiere tra le discipline, tra i saperi, per ricercare quella sinergia tra le competenze che deve stare alla base di un'operazione cos impegnativa. Tre questioni, in particolare, evidenziano e sintetizzano la complessit dell'operazione:
E' evidente che pensare di affrontare questi temi in modo generalizzato ed esteso al territorio o alla citt intera risulterebbe, quanto meno, audace. Inoltre si rischierebbe di cadere in considerazioni banali e scontate, sicuramente ricche di significato dal punto di vista teorico, ma che poco apporterebbero ad una fase concreta di intervento. Per questo motivo, la tesi si concentra su un oggetto architettonico definito, il Palazzo del Governo, con l'obiettivo di sperimentare un approccio possibile di progettazione e di trattazione del manufatto storico. Per la sua conformazione e per le dimensioni, inoltre, l'ambito preso in esame pu essere considerato come un microcosmo urbano nel quale possibile individuare alcuni degli elementi strutturali costitutivi della citt (piazza, chiesa, percorsi principali e secondari...), permettendo, quindi, di fare alcune riflessioni su di essi, ma ad una scala pi controllabile.
Cosa: a fronte di gravi danni strutturali e crolli diffusi lungo tutta l'estensione dell'isolato e una volta appurata la scarsa qualit costruttiva e architettonica dell'oggetto, fondamentale riconoscere gli elementi che avranno parte importante nel progetto, individuando, di conseguenza, tutte le parti "sacrificabili". Questa fase mette in luce un aspetto importante che riguarda la conoscenza dell'edificio su cui si va a lavorare: volendo escludere un comportamento estremista e unilaterale di mantenimento o demolizione totale, l'unico criterio di selezione che pu dare fondamento alle scelte del progettista la conoscenza dell'evoluzione storica e delle vicende dell'oggetto che si trova a trasformare. Perch di trasformazione si tratta. Sarebbe ingenuo pensare di dover ricostruire a tutti i costi un edificio mantenendone intatta la forma e le tecnologie originarie, in primis considerando che, a fronte dei gravi danni subiti, evidente che esso presenta profondi problemi statici e scarsa qualit architettonica. In questo senso si inserisce la riflessione sul come ricostruire. La lunga tradizione del restauro filologico ci ha tramandato nobilissime pratiche e tecniche per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali, ma, nel caso di crolli molto vasti e soprattutto che interessano edifici di dubbio pregio e interesse storico-artistico, occorre fare una riflessione sull'utilit di voler mantenere a tutti i costi un'immagine sicuramente radicata nell'immaginario cittadino, ma non per questo portatrice di valore culturale. In questo senso pu trovare posto la sperimentazione di un linguaggio nuovo, contemporaneo, che ridia vita e significato alla rovina e che non si limiti ad un puro fatto estetico.
Ed infine il dove: la ricostruzione deve necessariamente avvenire all'interno del centro storico. La decisione di dislocare fuori dalla citt le "new town" post emergenza pu trovare significato solo per un periodo limitato di tempo, ma non pu costituire la soluzione definitiva. L'Aquila il suo centro storico: nata e si sviluppata sulla base di un disegno e di un'idea precisa ed all'interno di questo disegno che la citt deve rinascere. Fino al terremoto del 6 aprile, il centro storico rappresentava il cuore, anche funzionale, della comunit: per la sua qualit architettonica, le funzioni presenti e per la sua forza simbolica, esso costituiva l'elemento primario dell'identit culturale degli aquilani.
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