LETTERA AGLI AMICI E AI COMPAGNI
per non mollare
“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)
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Cari amici e cari compagni,
si sono svolti nei giorni 19 e 20 dicembre a Padova, nella Casa di Reclusione i lavori del V congresso dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”, associazione costituente del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito
Toccante e significativo è stato l’intervento di Francesca Mambro, oggi 20 dicembre. Ha sottolineato la circostanza che Caino è in ciascuno di noi, perciò nessuno di noi può essere ritenuto innocente. Tutti prima o poi siamo colpevoli di qualcosa ed è il destino della condizione umana. Di qui la necessita dell’inclusione piuttosto che dell’esclusione. Coloro che sono detenuti nelle carceri non possono e non devono essere condannati a venire esclusi per sempre dal consorzio umano. La speranza dell’inclusione deve accompagnare la vita quotidiana dei detenuti, altrimenti l’esclusione sarà solo uno spreco di vita. Di qui la necessità di abolire l’ergastolo, il fine pena mai.
Marco Pannella è intervenuto al congresso annununciando, al 4° giorno di sciopero della fame e della sete, di sospendere per solo due ore la sua iniziativa politica e per riprenderla subito dopo con altrettanta determinazione. L’amnistia la chiede soprattutto per questa repubblica partitocratica e postfascista che continua a fare stragi di legalità.
I lavori si sono conclusi con l’approvazione della mozione politica con la quale l’associazione “Prende atto con soddisfazione che dalla fondazione nel 1993 di Nessuno Tocchi Caino a oggi…ben 63 dei 97 Paesi membri dell’ONU allora mantenitori della pena di morte hanno smesso di praticarla…grazie alla via del dialogo, liberale ed antiproibizionista della moratoria – e non dell’abolizione tout court della pena di morte – che sin da subito Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito hanno scelto di praticare e proporre in tutte le sedi, nazionali e internazionali, politiche e istituzionali.”
Inoltre, tra l’altro, “impegna gli organi dirigenti a prendere iniziative, anche in sede giurisdizionale italiana ed europea, di concerto con ‘Ristretti Orizzonti’, il Partito Radicale e il Comitato Radicale per la Giustizia Pietro Calamandrei, volte a cancellare il marchio di infamia del ‘fine pena mai’dei condannati all’ergastolo, a partire dall’ergastolo ‘ostativo’ che esclude per legge ogni possibilità di misura alternativa e liberazione condizionale anche di coloro che hanno scontato 26 anni di carcere e a superare il regime del 41 bis, il cosiddetto ‘carcere duro’ dal quale si può uscire solo tramite il ‘pentimento’, una collaborazione con la giustizia considerata autentica solo se a rischio della vita propria e dei propri familiari.”
Cari amici e cari compagni, un soggetto politico con questo spessore di sensibilità non può non far sperare in tempi migliori per la lotta liberale in difesa dei diritti umani. (bl)
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