ALBERTO MINGARDI “L’INTELLIGENZA DEL DENARO”

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Dec 14, 2013, 11:56:08 AM12/14/13
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ALBERTO MINGARDI “L’INTELLIGENZA DEL DENARO” Marsilio, Venezia 2013

LIBERI DI FARSI SCEGLIERE E DI SCEGLIERE

L’autore, oggi poco più che trentenne, è tra i fondatori ed è attualmente direttore dell’Istituto Bruno Leoni, think tank che promuove idee per il libero mercato. Oggi collabora con “The Wall Street Journal Europe” e con il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore”

L’esergo del libro, che è costituito da un antico proverbio cinese, fotografa la tesi che Alberto Mingardi apertamente sostiene: “I fiori seminati a bella posta non crescono, mentre i salici di cui nessuno si è preso cura sono diventati alberi e danno ombra”

Diciamolo francamente, desidereremmo che la società sapesse riconoscere i meriti e dare uniformemente soddisfazione ai bisogni. Ma chi decide cosa fare? Scrive Mingardi: “Il problema della soluzione dei bisogni e del riconoscimento dei meriti è: deve pensarci una singola autorità che decide per tutti, una sorta di zar del merito, oppure il mercato, cioè tutti noi, ciascuno per sé,libero di provare di scegliere e di provare a farsi scegliere?”

Mingardi da liberale e quindi da antiautoritario e antipaternalista propende per la seconda soluzione anche perché  la società autoritaria e patriarcale ha provocato più danni che la società libera. “Il libero mercato è l’economia della sorpresa. Gli uomini di sistema, al contrario, non tollerano le sorprese, che possono essere belle o brutte, ma sono sempre un sottoprodotto della libertà degli esseri umani. Questa libertà ogni tanto è scomoda, ogni tanto delude le nostre personali ambizioni, ogni tanto ci costringe a ripensare i nostri piani: ma è l’unica cornice che davvero ci consente di imparare gli uni dagli altri.”

Nella società libera, a differenza di quella paternalistica o autoritaria, Si impara copiandosi a vicenda, si impara differenziandosi a vicenda” La dispersione della conoscenza, l’impossibilità di sapere tutto ci impone la collaborazione.

“Non sappiamo tutto, non abbiamo bisogno di sapere tutto. Ciò che dobbiamo sapere, e ciò che dobbiamo saper fare, riguarda esclusivamente ciò per cui desideriamo farci scegliere dagli altri. E’ la nostra libertà di farci scegliere gli uni dagli altri che tiene assieme una società sempre più complessa…Se tutti possono farsi scegliere, ciascuno cercherà di essere quanto più possibile unico, di dare il contributo più raro e prezioso. La libertà nutre la complessità nella quale viviamo. Il mercato serve a coordinare le diverse interpretazioni che ciascuno di noi dà alla sua libertà di farsi scegliere”.

In fondo il nostro cellulare oggi pesa pochi grammi mentre il telefono portatile del 1983 pesava ed era ingombrante. Se oggi i DVD hanno soppiantato le videocassette, i cd hanno soppiantato le musica cassette e gli album in vinile, se oggi sono la farfalla al posto del bruco di ieri ciò è accaduto proprio grazie a quel processo detto mercato. Demonizzarlo significa scegliere una società patriarcale e autoritaria invece di una società libera.

La superiorità della libertà nei confronti di qualsiasi autoritarismo o paternalismo è che “Se c’è libertà, le persone scontano lo scomodo destino di provare da sé, giorno dopo giorno, la ricerca dell’anima gemella. Sbaglieranno e si faranno male, imparando pian piano dagli errori. La libertà non garantisce a nessuno un mondo perfetto, ma la possibilità di provare a rendere meno imperfetto il proprio mondo.” (bl)

Indice: Introduzione – Che cos’è il libero mercato – Regole e rabdomanti – La strana economia di Zio Paperone – Le diseguaglianze inevitabili – La crisi ha ucciso il libero mercato? – Uno stato senza limiti – Conclusioni

 

 
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