NESSUNO TOCCHI CAINO “LA PENA DI MORTE NEL MONDO”

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Aug 7, 2014, 5:00:29 PM8/7/14
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NESSUNO TOCCHI CAINO “LA PENA DI MORTE NEL MONDO” Reality Book Roma 2014

RAPPORTO 2014

L’associazione “Nessuno tocchi Caino” è un membro costituente del Partito Radicale Nonviolento Trasnazionale e Transpartito ed istituzionalmente pone come obiettivo – mezzo la “moratoria universale delle esecuzioni capitali”.

Tale strategia ha come obiettivo finale l’abolizione della pena di morte per mezzo del riconoscimento di un nuovo diritto umano, consistente nel diritto individuale a non essere uccisi neanche in conseguenza di una sentenza giusta.

Questa strategia è ormai accettata dall’Assemblea Generale dell’ONU che in autunno voterà una nuova Risoluzione per la moratoria ribadendo la precedente del dicembre 2012 e ci si augura che anche gli Stati Uniti prendano in considerazione un voto a favore o quanto meno di astensione in modo da corrispondere con coerenza, non solo alle preoccupazioni espresse dal Presidente Obama ma anche “dalla nuova realtà di una federazione americana dove ormai la maggioranza delle giurisdizioni – 28 su 53 – o non hanno la pena di morte oppure non la praticano da almeno 10 anni.”

Questo rapporto contiene una quantità di dati estremamente interessanti.

Sono 161, al 30 giugno 2014, i paesi o i territori abolizionisti di diritto, di fatto o per i crimini ordinari, 6 i paesi che attuano una moratoria delle esecuzioni e, tra questi la Russia. I paesi mantenitori della pena di morte sono scesi a 37 (tra essi la Palestina, il Giappone, l’India, gli Stati Uniti d’America, l’Iran, l’Iraq e la Bielorussia) rispetto ai 40 del 2012. Per apprezzare la bontà della strategia indicata da Nessuno tocchi Caino basti pensare che nel 2005 i paesi mantenitori della pena di morte erano 54.

I paesi che sono maggiormente ricorsi alle esecuzioni capitali nel 2013 sono la Cina (almeno 3000), l’Iran (almeno 687), l’Iraq (almeno 172), l’Arabia Saudita (almeno 78) e gli Stati Uniti (39).

Dei 37 paesi mantenitori della pena di morte ben 30 sono paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. Solo la Cina ha eseguito nel 2013 almeno 3.000 esecuzioni capitali, cioè il 74,5% delle esecuzioni capitali nel mondo. Il rapporto avverte che “molti di questi paesi non forniscono dati ufficiali sulla pratica della pena di morte, per cui il numero delle esecuzioni potrebbe essere molto più alto.”

“L’Europa – si legge nel Rapporto – sarebbe un continente totalmente libero dalla pena di morte se non fosse per la Bielorussia, Paese che anche dopo la fine dell’Unione Sovietica non ha mai smesso di condannare a morte e giustiziare i suoi cittadini.”

Trai paesi e territori abolizionisti a maggioranza mussulmana vi sono 25, mentre tra i mantenitori ve ne sono 22, “dei quali 18 hanno nel loro ordinamenti giuridici richiami espliciti alla Sharia. “

Il Rapporto contiene dati riguardanti le esecuzioni capitali di minorenni, quelli conseguenti alla cosiddetta “guerra alla droga” e al “terrorismo”, quella irrogata per reati non violenti, politici e di opinione e la persecuzione di appartenenti a movimenti religiosi o spirituali.

Interessantissimo il capitolo sulla cosiddetta “civiltà” dell’iniezione letale. Recenti tragiche esecuzioni negli Stati Uniti d’America hanno preoccupato anche il Presidente Obama. Il Rapporto ha nella copertina la foto attestante la tragica conseguenza di una iniezione letale.

La prefazione del Rapporto è del Presidente del Repubblica del Benin, Boni Yayi, che si è impegnata per questa lotta alla pena di morte nel continente africano. Vi è un capitolo dedicato alla storia della “iniezione letale” affidato all’editorialista del “The New Republic” Ben Crair ed una esegesi sulla fragile fraternità di Caino e Abele redatta da Padre Guido Bertagna.

L’introduzione è di Elisabetta Zamparutti, tesoriera di “Nessuno tocchi Caino” mentre tutto il lavoro è stato curato da Sergio d’Elia l’animatore principale di questa associazione abolizionista.

All’art. 15 della bozza della nuova Costituzione proposta dalla Commissione ad hoc, istituita nel febbraio 2009, si legge : ”Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza e all’integrità della sua persona …Nessuno può essere condannato a morte.” (bl) 

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