VII Lettera sulla crisi del regime

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Feb 15, 2014, 8:09:09 AM2/15/14
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LETTERA AGLI AMICI E AI COMPAGNI

per non mollare

 

15/02/2014 – VII Lettera sulla crisi del regime –

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

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Cari amici e cari compagni,

all’indomani delle elezioni politiche del 25 e 26 febbraio dell’anno scorso sostenevo che “chi crede nella Politica con la ‘P’ maiuscola esamina i dati a disposizione con mente fredda e cuore caldo. Il cuore caldo suggerisce la necessità di un soggetto riformatore di liberali e di democratici per reagire al degrado. La mente fredda auspica: a) il rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) il rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) il rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.”

Aggiungevo “che i problemi nazionali e quelli transazionali sono talmente intrecciati che non si possono affrontare gli uni disinteressandosi degli altri. Perciò è necessario reagire all’Unione Europea intergovernativa e sostenere le iniziative per la Costituente europea, ossia rendere il Parlamento europeo rappresentativo dei cittadini piuttosto che dei partiti e il Premier europeo investito direttamente dal consenso elettorale. Solo una Europa politica e democratica può controllare i tecnocrati!”

Avevo delle flebili speranze sulla possibile costituzione di un soggetto riformatore di liberali e di democratici e così concludevo “dalla delegittimazione del regime si può passare alla legittimazione di una forza politica per la radicale alternativa liberale. Proviamoci!”

Nell’agosto dell’anno scorso, chi scrive, sostenne la necessità di riattivare il processo referendario per fornire ai cittadini lo scudo del voto referendario visto che erano stati disarmati del voto politico con le immonde leggi elettorali partorite dal regime quale autodifesa.

Scrivevo allora: “l’imprevisto, l’imprevedibile, l’impredicibile non è detto che debba essere per forza negativo se il progetto è compatibile con la legittimazione di una forza politica per la radicale alternativa liberale conseguente alla delegittimazione del regime. Questo è un discorso che riguarda non solo la pattuglia radicale ma anche le energie vecchie e nuove che saranno liberate dalla irreversibile crisi, energie che potrebbero trovare alimento nel processo referendario, di qui l’indispensabile sforzo per raggiungere il numero minimo di firme per i dodici referendum radicali.

Purtroppo quel progetto è fallito per la tradizionale avversità dell’establishment e per la diserzione di quanti avevano falsamente dichiarato di volerlo sostenere.

Oggi i cittadini sono sforniti di qualsiasi strumento per poter incidere sulle scelte politiche e sono ormai ridotti ad essere sudditi e contribuenti. Di qui i fenomeni di ribellismo del tipo grillino o del tipo forconi sostanzialmente funzionali a chi detiene il potere in conseguenza del loro velleitarismo.

In questa situazione, perciò, non può scandalizzare l’arroganza dell’establishment di fare strame della legalità costituzionale (chi diceva che la nostra costituzione era la più bella del mondo?) sostituendo il governo che il Parlamento non ha sfiduciato un altro diretto da una persona che ha vinto una gara interna al proprio partito. Addirittura pare che quel personaggio abbia già in animo di cambiare il tipo di maggioranza escludendo il NCD sostituendolo con il partito di Berlusconi.

Ormai le persone nel nostro paese sono solo delle comparse: protagonisti sono i fautori della politica delle lingue biforcute. Al governo Letta, melmoso quanto si vuole, sostituirne un altro significa far fare all’Italia un salto nel buio. In fondo al tunnel non si vede alcuna luce.

Domanda: perché Renzi si è prestato per questo ultimo atto del regime quando aveva dichiarato che avrebbe potuto acconsentire a diventare Presidente del Consiglio solo in seguito all’esito positivo di una legale consultazione elettorale ?(bl)

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Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)

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