I: Livorno emergenza abitativa oggi.

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Paolo Gangemi

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Jun 20, 2023, 10:40:59 AM6/20/23
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Livorno 20 giugno 2023

Alla stampa cittadina

Alle radio e tv locali

 

Comunicato stampa

Livorno: emergenza abitativa oggi.

 

La situazione sul versante del bisogno e della ricerca di una casa è preoccupante e potrebbe diventare drammatica e fuori controllo.

Due gli aspetti che rischiano di provocare una situazione ingovernabile: uno l’aumento delle esecuzioni dopo l’arresto dovuto al Covid il secondo la indisponibilità dei proprietari di case di edilizia privata, ad affittare a persone anziane o a lavoratori con contratti a tempo determinato, anche continuativo, e nonostante abbiano un reddito più che sufficiente per accedere al mercato privato.

Questi due fattori aggravano lo storico problema aumentato negli ultimi anni di impoverimento generale di centinaia di famiglie, con situazioni socio sanitarie gravi, in attesa logorante di una casa popolare.

Questo è la situazione che abbiamo sottoposto alle forze della maggioranza e alle opposizioni di sinistra in Consiglio Comunale, al Sindaco, all’Assessore alla casa e al Presidente di Casalp, affinché questa città non debba dichiarare fallimento sul fronte del fabbisogno abitativo, e le Istituzioni non siano costrette a dichiarare la propria impotenza a gestire una fase di emergenza acutizzatisi nel tempo.

Il confronto con Presidente di Casalp condotto per ora ufficiosamente, in attesa di un incontro formale, si è concentrato sulla necessità di individuare nuove modalità per riassegnare più rapidamente i 370 alloggi pubblici vuoti, che per l’assenza di finanziamento regionale e nazionale non possono essere ristrutturati i tempi rapidi (è evidente  che i mancanti finanziamenti all’ERP praticati da tutti i governi dal 1995 a oggi, hanno indebolito l’Edilizia Residenziale Pubblica), infine le misure irresponsabili del governo Meloni di estrema destra, che hanno annullato i finanziamenti del settore sociale a cominciare dal RDC fino al sostegno all’affitto e alle morosità incolpevole, contribuiranno ad aumentare gli sfratti e a ridurre la possibilità di  gestire il passaggio da casa a casa.

Abbiamo convenuto di puntare su assegnazioni delle case nelle condizioni di fatto (con assenso dell’assegnatario) nel caso di appartamenti già messi in sicurezza, con piccoli lavori di ripristino da eseguire, e sull’autorecupero, previsto dalla Legge Regionale n°2/2019 ma che a oggi non è stato attuato nella LODE livornese, e che finalmente, dopo anni di insistenze nostre e degli altri sindacati, dovrebbe diventare strumento operativo efficace, in questo modo contiamo di poter ridurre i tempi di riassegnazione dei 370 alloggi vuoti ,

E tuttavia il riuso degli alloggi di risulta, dopo trenta anni di blocco dei finanziamenti per nuovi piani di Erp, nonostante gli avanzi di cassa dei Fondi  GESCAL, non sarà sufficiente ad affrontare l’emergenza abitativa, che richiede risposte immediate.

Per questo abbiamo chiesto di aprire anche a Livorno (come a Bologna) un Tavolo con la grande proprietà immobiliare. L’incontro promosso dal Sindaco e dal Prefetto verso la proprietà privata non ha dato per ora i frutti sperati: si trattava di ottenere la disponibilità di una quota di appartamenti sfitti per far fronte a una situazione di emergenza abitativa, ascoltando e discutendo le condizioni dell’accordo. 

Nessun rappresentante della grande proprietà, che controlla migliaia di appartamenti in città, si è presentato: è sconcertante che importanti immobiliaristi neghino un invito così autorevole.

Hanno presenziato all’incontro, oltre ai sindacati casa e all’assessore alla casa, i rappresentanti dei piccoli proprietari UPPI e ASPI con cui ci confrontiamo abitualmente, che hanno confermato la diffidenza dei propri iscritti ad affittare senza garanzie che dovrebbero essere date dalle istituzioni stesse, insomma per ora niente di concluso, salvo una proposta dalla Regione Toscana di istituire un Fondo a garanzia per nuovi contratti d’affitto.

E tuttavia è indispensabile raggiungere risultati rapidamente perché a fronte di una evidente difficoltà a gestire sfratti per morosità incolpevole in una situazione di emergenza, ci troveremmo di fronte a una nuova stagione drammatica anche per l’ordine pubblico oltre che umanamente, perché non è tollerabile che  perfino enti previdenziali e assicurativi tengano palazzi sfitti (anche in pieno centro) e ugualmente le grandi proprietà, mentre famiglie con minori e anziani e lavoratori che hanno perso il lavoro finiscono per strada .

Anche nei materiali del Nuovo Piano Strutturale in discussione in Consiglio Comunale, troviamo dichiarazioni inaudite: dove si dice che  ci sono sufficienti quantità di alloggi ERP, e semmai il fabbisogno casa  è della fascia grigia (ovvero nel ceto che supera il reddito di accesso alle case popolari ma non ha i requisiti sufficienti per acquistare casa) dimenticando che la fascia grigia si è quasi estinta insieme al lavoro sicuro e stabile.

Dunque a parte alcuni vecchi progetti di ERP mai realizzati per carenza di finanziamenti, e ora ripescati, c’è poco di nuovo per aumentare l’ERP.

Purtroppo si è persa l’occasione di una strategia di uso del PNRR incentrata sul riuso sociale (case popolari e servizi di quartiere) delle molte strutture dismesse e inutilizzate esistenti in città (di cui ci sarebbe piaciuto avere l’elenco, insieme agli edifici privati abbandonati che sono un rischio potenziale per i cittadini .

 

Dopo la delusione di un uso discutibile dei fondi del PNRR, che non hanno aggiunto nei progetti presentati una sola casa popolare in più, ma solo qualche decina di alloggi di “edilizia sociale”, che tale non è nel senso che non è accessibile al migliaio di famiglie in grave emergenza abitativa e alla maggior parte degli sfrattati, anche il Piano Regolatore non pare cogliere la drammatica situazione sociale . 

 

Non solo l’ONU e il Parlamento Europeo condannano gli stati incapaci di difendere il diritto alla casa dei ceti sociali fragili, ma lo stesso buon senso ci fa capire che una situazione del genere non è degna di uno stato civile.

   

 

p. Unione Inquilini

Daria Faggi

 

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