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Livorno 13 gennaio 2026
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Comunicato stampa
L'Unione Inquilini in merito alla sentenza della Corte Costituzionale sui punteggi da attribuire nelle graduatorie per gli alloggi popolari, esprime la propria soddisfazione.
Erp, "Graduatorie, unico criterio è il bisogno"
L’Unione Inquilini alla luce della recente dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme che legavano l’assegnazione delle case popolari a requisiti di lunga residenza, dichiara che: "La Regione Toscana, con una norma del 2021, aveva introdotto un sistema ingiusto di punteggio che premiava la stanzialità, anziché il bisogno. La norma regionale stabiliva infatti che venissero assegnati punti in base alla durata della residenza anagrafica: 1 punto per tre anni di residenza, 2 punti per cinque anni, 3 punti per dieci anni, 3,5 per quindici anni e fino a 4 punti per venti anni di residenza
Questa norma sui punteggi accoglieva le pressioni della Lega che con una campagna antidemocratica lanciava lo slogan ”la casa popolare prima agli italiani”, un chiaro esempio del vizio di rincorrere la destra, che tra l’altro fa perdere consenso.
L'Unione Inquilini, accoglie con soddisfazione la notizia della dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme che subordinano l'accesso e il punteggio nelle graduatorie per la casa popolare a un requisito di residenza prolungata sul territorio.
"La Corte Costituzionale ha finalmente messo fine a questa palese ingiustizia, ribadendo un principio sacrosanto: l'unico criterio legittimo per stilare le graduatorie ERP è la condizione di bisogno.
La norma, infine, come effetto collaterale penalizzava anche quei toscani che per motivi di lavoro o familiari cambiano la propria residenza in un altro comune.
Paolo Gangemi – Daria Faggi