Unminuscolo isolotto su un aristocratico lago alpino, un vero e proprio parco galleggiante attorno a un'antica villa. Una principessa romana che, dopo aver conquistato le capitali della mondanit europea, si innamora dell'isolotto e va a passarci l'estate da sola. Un marito assente, anch'egli rampollo di un altro potente e austero casato dell'aristocrazia romana. Un giovane, affascinante pittore, uno dei pi talentuosi artisti della prima grande avanguardia del Novecento. Un incontro fatale, su cui incombe il rischio di uno scandalo irreparabile e l'ombra di una morte precoce in un momento terribile per l'Europa, quello in cui la Belle Epoque affonda nel sangue della prima guerra mondiale. Un crescendo di passione travolgente ma trattenuta, raccontato in una ventina di lettere nascoste per quasi un secolo e ritrovate in un vecchio baule.
L'evento fortuito che propizia l'incontro tra i due protagonisti un quadro: il grande ritratto del pianista e compositore Ferruccio Busoni, amico del pittore, che Boccioni viene invitato a realizzare sul lago Maggiore, nella villa dei marchesi della Valle di Casanova in cui Busoni ospite, proprio di fronte all'isolotto.
Eppure proprio un ritratto su un lago di montagna quello che Umberto Boccioni si accinge a fare in quel giugno del 1916. Noi sappiamo che sar un'opera importante e confermer una svolta che, pi che al futuro, guarda a quel Czanne che un punto di riferimento per molti pittori rivoluzionari di quegli anni, a partire da Picasso; ma sar anche una svolta interrotta perch sar l'ultimo, grande dipinto della sua vita.
Lui un uomo pieno solo di futuro, in tutti i sensi: figlio di un impiegato e di una cucitrice, ha studiato in un istituto tecnico, stato apprendista in un giornale di provincia, poi cartellonista a Roma, dove fa amicizia con Severini e frequenta lo studio di Giacomo Balla, allora il pi avanzato dei pittori romani. Dal 1906 la carriera lo ha portato a Parigi, in Russia (al seguito di una bella nobildonna conosciuta a Parigi), a Venezia e infine a Milano dove diventa il futurista Boccioni, come lo chiama Vittoria in una lettera al marito.
Lei, per contro, una donna dal passato fin troppo ingombrante: nata a Londra dal principe Marcantonio Colonna, duca di Marino, assistente al soglio pontificio ed erede di una delle due pi potenti famiglie principesche romane, e da Teresa Caracciolo di San Teodoro, sangue blu napoletano e sangue blu inglese (ma soprattutto sangue caldo, visto che una sua avventura extra-coniugale aveva spinto al suicidio un giovane nipote dell'imperatore Napoleone provocando uno scandalo inaudito e la separazione dei genitori di Vittoria). Era sposata da quindici anni con Leone Caetani, discendente di quel Bonifacio VIII che aveva acceso la faida con la famiglia Colonna, ora apparentemente pacificata con l'importante matrimonio. Apparentemente, perch dopo il breve idillio iniziale, le differenze di carattere e attitudine avevano molto intiepidito il rapporto (nonostante le migliaia di lettere che Vittoria continua a scrivere al marito, anche quando folleggia per le corti europee); e poi perch la suocera Caetani detestava la vita spensierata e indipendente di Vittoria ed era pronta a vendicare il pi piccolo scandalo.
Ieri ho fatto colazione dai Casanova che hanno da loro il pianista Busoni e il futurista Boccioni: quest'ultimo fa il ritratto dell'altro: non ti dico che roba!!, scrive Vittoria al marito con una punta di irrisione, ma senza nascondere la simpatia provata subito per il pittore: A jolly boy, pieno di allegria e intelligenza. Viene a vedere l'isola oggi; la trover molto passatista! Tant pis pour lui. A me piace cos, conclude con distacco. Un distacco di facciata, visto che per quel primo incontro all'Isolino, la principessa dispone accuratamente fiori ovunque e indossa un elegante e morbido abito bianco che mette in risalto la sua abbronzatura da creola, come dice con civetteria.
Boccioni non trova affatto passatista n l'Isolino n la sua principessa, anzi ne rimane subito affascinato, tanto che le visite divengono quasi quotidiane. Vorrebbe dipingerci e io l'incoraggio, domandandomi cosa diavolo verr fuori!, scrive Vittoria al marito. Nel suo osservatorio sulle trincee sopra Cortina d'Ampezzo, Leone non deve dare molto peso alla nuova conoscenza della moglie: abituato ai resoconti puntuali degli incontri con uomini famosi attirati dal fascino della principessa: molti si erano invaghiti di lei, dal re d'Inghilterra, Edoardo VII, all'Aga Khan.
Dopo i primi incontri dai Casanova, arrivano gli inviti a cena da parte di Vittoria, puntualmente resocontati al marito con esibita nonchalance: Due giorni fa era ideale (il tempo, ndr), non mi ricordo se te l'ho scritto: Boccioni venuto a pranzo e l'ho ricondotto in barca al chiaro di luna; l'Isolino era veramente fantastico quella sera, coi suoi neri cipressi e il profumo di magnolia e gelsomino....
Lo dimostra il modo in cui lavora al ritratto di Busoni: Dipingevo con pennelli che non erano pi pennelli e anche con le dita che andavano per conto loro, scrive a un amico. Io non so come sia saltato fuori quel ritratto, che tra le altre cose somigliante, dipinto in uno stato d'animo di chi completamente fuori della realt.
Finito il dipinto Boccioni torna a Milano dove scrive a Busoni: In pochi giorni avevo superato diversi stadi e marciavo verso lo stile. Bisognava rimanere. Spero di rimanere all'Isolino. La speranza in realt una certezza. Il mattino del primo luglio (quando in Francia inizia la carneficina della battaglia della Somme) gi sul treno per Pallanza. Vittoria sar l ad aspettarlo, per portarlo all'Isolino dove ha preparato la camera pi bella, quella verde che si affaccia sul blu del lago.
Saranno soli per un'intera settimana, parleranno molto, cenando a lume di candela e fumando sui cuscini futuristi del divano in veranda (come li chiamano con complicit nel loro carteggio). Mi avete parlato di tante cose interessanti e spiegato alcune che non avevo mai capito finora, scrive lei. E in una lettera al marito aggiunge: Il futurismo comincia a interessarmi, e chiss, dopo la guerra, se non mi schierer dalla parte loro!.
Il destino sta davvero sopraffacendo il pittore, con un climax perfetto. In quella seconda settimana all'Isolino la passione esplode. Ne indizio il fatto che Vittoria, cosa mai successa prima, smette di scrivere al consorte. Si lascia invece fotografare da Boccioni, forse in vista del progettato ritratto, e le due foto, nelle quali si vede la principessa languidamente appoggiata al muretto affacciato sul lago e di fronte a uno dei suoi enormi cespugli di ortensie, sono state ritrovate assieme alle lettere nel vecchio baule.
Dal canto suo, quando scrive, Vittoria si limita ad offrirgli le due mani da creola! da baciare. Ma la sua cautela giustificata: in quei giorni arriva sul lago la suocera, la duchessa Ada Caetani, che trova il modo di sorvegliare la nuora inviandole un nuovo precettore per il figlio. lui forse che fa sparire alcune lettere della principessa al pittore.
Boccioni si inquieta dell'insolito silenzio epistolare e teme di aver esagerato. Racconta di come impara ad andare a cavallo e ne sia entusiasta. Si immagina gi, al ritorno dalla guerra, che cavalca con la principessa in riva al mare, nella vasta propriet della pianura Pontina di cui lei gli ha parlato. E poi il cavallo quasi un animale totemico per il Boccioni futurista, simbolo dell'energia dinamica a cui quella pittura aspirava. Lo si vede bene nel gi citato La citt che sale, dominato dalla sagoma incandescente di un cavallo imbizzarrito (quasi un presagio!); oppure in un capolavoro come Elasticit del 1912, in cui cavallo, cavaliere e paesaggio cittadino, pur ben riconoscibili, sembrano esplodere in mille brandelli di colore che si compenetrano armoniosamente e tra i quali l'occhio rimbalza senza posa, galoppando frenetico e gioioso su tutta la superficie del quadro.
Ma il cavallo anche lo strumento del destino che il daimon ha in serbo per il pittore. La sera del 16 agosto 1916, poche ore dopo aver spedito la sua ultima lettera a Vittoria, l'entusiasmo spinge Boccioni a chiedere al suo sergente di fare un'ultima cavalcata. Escono assieme dalla caserma di Chievo, nei pressi di Verona. All'improvviso il cavallo s'impenna e si lancia al galoppo, Umberto perde l'equilibrio e cade sbattendo la testa sulla strada in localit La Sorte (nome quanto mai fatidico, eppure reale: c' ancora oggi un'omonima osteria e, a pochi passi, la lapide dedicata a Boccioni). Muore qualche ora dopo, il 17 agosto, all'ospedale di Verona.
La mattina dello stesso giorno Vittoria, ignara, scrive quella che sar l'ultima lettera al suo Boccioni, nella quale emerge un desiderio quanto mai eloquente: La vita mi ha dato molto: se non mi ha dato di pi anche perch non ho saputo o non ho voluto prendere: ora voglio trovare la vera felicit: la cerco.
Il ritaglio finir nascosto nel baule assieme alle lettere e alle foto, e fino alla sua morte, nel 1954, pur continuando a scrivere memorie, cronache mondane e diari di viaggio, Vittoria non parler pi di Boccioni e di quell'amore azzurro e grande, limpido e verdissimo del futurista convertito dal demone pi romantico a dipingere e scrivere cos: Penso a uno smeraldo in un lago di cobalto. Mormoro in me parole tenere come il verde dei poeti tradizionali, ma cos. Vivo nell'oltremare!.
Il B&B "Spiaggia Amore" affittacamere, sorge in una posizione privilegiata sul lungo lago di Cannobio, una delle pi belle passeggiate dell'Alto Lago Maggiore. Situato nel centro storico della cittadina lacustre, all'estremit meridionale, in localit denominata "Amore", ci si imbatte subito in un'antica abitazione che ospita al piano primo, il suggestivo B&B "Spiaggia Amore", recentemente ristrutturato dalla famiglia Garatti, attentissima ad interpretare lo spirito di questi luoghi. La sala living, dove viene servita la colazione "acquolina", e alcune stanze godono di una spettacolare vista sulle tre sponde del lago: quella svizzera, quella lombarda e quella piemontese.Gli ospiti dispongono di tre camere molto comode, tutte con bagno privato, arredate in modo raffinato e dotate di tutti i comfort.Di fronte al B&B, incastonata tra le darsene e la verdeggiante natura lacustre, una curata e riservata spiaggetta "amore" ideale per trascorrere le vostre giornate all'insegna del sole e del relax, ma anche per avventurarsi in attivit sportive come la vela e il diving.Proseguendo ci si addentra nell'insenatura delle vecchie case dei pescatori, fino a raggiungere Piazza Vittorio Em
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