MISTERO A CATANIA/ Orologi impazziti, vanno avanti di venti minuti
giovedì 9 giugno 2011
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d'archivio
Un
caso degno degli X-Files degli agenti Fox Mulder e Dana Scully, un mistero
tutto siciliano che non ha precedenti. Da circa una settimana gli orologi di
Catania vanno avanti di venti minuti. Che sta succedendo?
AVANTI NEL TEMPO -
I ritardatari cronici saranno contenti: adesso non correranno più il rischio di
arrivare tardi agli appuntamenti o in ufficio. Certo, sempre che il loro range
di ritardo non superi i venti minuti. Il fatto è che a Catania da circa una
settimana tutti gli orologi si rifiutano di andare a tempo e segnano l'ora in
anticipo tra i quindici e i venti minuti. Non solo Catania in realtà, il fatto
interessa anche altre città siciliane. Quelli interessati al curioso problema
poi sono solo gli orologi digitali. Ne succedono davvero di tutti i colori: ad
esempio genitori che accusano i figli di aver manomesso le sveglie per arrivare
in ritardo appositamente a scuola, orologi diversi nella stessa casa che
segnano due ore diverse. Spiriti dell'oltretomba si sono scatenati per la
Sicilia, un po' come in quella scena del film Ghostbusters quando i fantasmi si
aggiravano per le strade di New York? Scherzi a parte, la situazione comincia a
diventare preoccupante, anche perché ad andare in tilt sono pure i
sistemi di sicurezza delle banche. Sono stati due periti informatici di una
azienda con sede a Catania a sollevare il problema. Quando infatti Francesco
Nicosia e Andrea De Luca si sono resi conto che i loro orologi improvvisamente
impazzivano cominciando a correre avanti nel tempo, hanno chiesto in giro sulla
Rete se altre persone avevano il medesimo problema. Le risposte sono state centinaia.
Per alcuni il problema riguardava addirittura il forno a microonde: veniva
riprogrammato secondo l'orario giusto e questo impazziva di nuovo rimettendosi
ad andare avanti. Ovviamente il problema comincia a diventare
fastidioso. È capitato infatti che il sistema tecnologico di alcune banche
andasse completamente a quel paese, visto che gli orologi segnavano orari
diversi fra loro, obbligando a rimandare a casa i clienti.