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emanuele vazzari

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Feb 5, 2013, 7:36:00 PM2/5/13
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LA SARDEGNA ERA LA MITICA ATLANTIDE?

QUALE ERA  LO  STEMMA E LA BANDIERA DI ATLANTIDE?.....

LA STORIA DELLA BANDIERA DELLA SARDEGNA E DI... ATLANTIDE...

I quattro mori sono da secoli il simbolo, un po' misterioso e sicuramente non indigeno, della Sardegna.Anche la regione sarda li ha scelti per sua insegna: "stemma d'argento alla croce di rosso accantonata da quattro teste di moro bendate", diceva il D.P.R.5 luglio 1952 che le concedeva uno stemma e un gonfalone. Molto meglio sarebbe forse stata la felice variante proposta, nel 1919, da una xilografia di Mario Delitala, in cui ai quattro mori erano sostituiti un pastore, un contadino, un pescatore, un minatore, simboli più veri del popolo sardo. L'arma di Sardegna è rappresentata da una croce rossa in campo bianco inquartata con quattro teste di moro con benda sulla fronte scendente sugli occhi, annodata all'occipite. Gli scrittori sardi del secolo XVII° furono propensi ad attribuire origine indigena all'emblema dei quattro mori, accettando senza critica un'antica tradizione per cui l'arma avrebbe simboleggiato la vittoria degli isolani sui saraceni.

                                                                   

L'arma è invece da ritenersi d'importanza Aragonese, come dimostrano i sigilli di alcune pergamene dei re d'Aragona, conservate nell'archivio comunale di Cagliari.La più antica raffigurazione dello scudo sardo dei quattro mori comparve nel frontespizio dei “Capitol do Corte dello Stamento militare della Sardegna”, pubblicati dal Bellit nel 1571 e ristampati dall’Arquer vent’anni dopo: qui le teste dei mori appaiono rivolte a destra di chi guarda ed hanno le bende sulla fronte.
Negli anni successivi l’emblema fu raffigurato, con piccole varianti, nei frontespizi di numerose altre opere, ma raggiunse una veste ufficiale solo nel corso del ‘600, quando iniziò a comparire nelle emissioni monetarie, fatte per la Sardegna nella zecca di Cagliari, all’epoca del re di Spagna Filippo IV (1621 – 1665). Da questo momento in poi l’emblema si configurò come distintivo dell’autonomo Regnum Sardiniae.

   

I QUATTRO GIUDICATI SARDI, RIUNITI IN UN UNICO STATO DA ELEONORA D'ARBOREA -SOTTO LA STESSA BANDIERA


Pochi decenni dopo l’apparizione dello stemma sardo iniziarono ad essere formulate le prime ipotesi sulla sua nascita. Gli autori che le proposero, in genere ecclesiastici, sostennero, con poche varianti di argomentazioni, l’origine autoctona dell’emblema, che risalirebbe all’epoca delle invasioni arabe quando i Sardi lottarono duramente per la difesa dell’Isola; ed in particolare sarebbe da ricondurre al periodo delle fortunate imprese contro il re arabo Museto (1014 -1016). In quella circostanza il papa Benedetto VIII (1012 – 1024) avrebbe consegnato ai Pisani, che insieme ai Genovesi contribuirono a scacciare gli invasori dalla Sardegna, uno stendardo con una croce rossa in campo argento o bianco (croce di S.Giorgio, patrono della cavalleria cristiana) perché fosse utilizzato nel campo di battaglia; la guerra contro gli Arabi avrebbe assunto, dunque, nell’Isola il significato di vera crociata.
Successivamente, a motivo delle vittorie riportate sui nemici, i Sardi avrebbero accantonato le teste dei mori vinti nei quattro angoli della croce. Secondo alcuni il numero di quattro avrebbe rappresentato altrettanti re mori uccisi durante la lotta e ritrovati nel campo di battaglia adorni di preziosi turbanti; secondo altri avrebbe fatto riferimento alle quattro vittorie riportate su Museto. La teoria autoctona, ripresa nell’Ottocento e influenzata dal clima del romanticismo, fu portata avanti da autori quali l’Angius e il Meloni-Satta i quali, non rinunciando a conferirle una dignità ancora più esaltante, identificarono nei mori i quattro Giudicati sardi vittoriosi sugli Arabi. Presentata in questa forma, di certo la teoria era molto appagante, in quanto riconosceva nello stemma un simbolo vittorioso, tutto sardo, nato in uno dei pochi momenti storici, appunto quello giudicale, in cui l’isola non fu soggetta a dominazioni esterne.

Nel reame d'Aragona l'arma sarebbe sorta per immortalare la vittoria di Alcotraz riportata contro i Mori (1096), e dovuta, secondo la leggenda, all'intervento di San Giorgio in aiuto dei cristiani inferiori di numero. L'arma e la leggenda furono, con la conquista,importate in Sardegna, ove esisteva probabilmente una leggenda analoga, giacché l'isola era stata impegnata per secoli in lotte frequenti contro le scorrerie dei Saraceni. Il fondo comune della leggenda poté portare ad attribuire origine sarda all'arma dei conquistatori,che, nei documenti ufficiali, non potevano non adottare l'emblema del loro paese.

                

Eleonora d'Arborea, liberandola dagli invasori e unificando la Sardegna eresse a simbolo della Bandiera della Sardegna,il simbolo del Giudicato d'Arborea,l'Albero sradicato,a simboleggiare che i sardi si erano formati da soli senza l'aiuto di nessuno,infatti il giudicato di Arborea,proveniente dall'Antica Tharros,costruì la Città fortificata di Oristano e durò 520 anni,senza mai essere conquistato dai numerosi invasori. * Sotto la Città di Tharros Capitale del Giudicato d'Arborea - Penisola del Sinis.

 

È il 1409, pochi giorni dopo la battaglia di Sanluri. Il re Martino “il Vecchio”, compiaciuto delle notizie che arrivano dal figlio Martino “il Giovane”, comandante dei catalano-aragonesi in Sardegna, scrive agli altri sovrani per informarli dello “sterminio e l’esecuzione nei confronti della nazione sarda traditrice e ribelle” e per render loro noto che durante la battaglia dei soldati sono riusciti ad impadronirsi della “bandera dels sards”, la bandiera dei sardi. A noi che non possiamo tornare nel passato non resta che saper leggere i segni e i segni ci dicono che durante la centenaria lotta contro un esercito invasore un Albero, un Albero deradicato verde in campo bianco, inizialmente simbolo del Giudicato d’Arborea, era divenuto l’Albero dei sardi, la bandiera della nazione sarda.Ma il sogno finì...

*L’Artista Sardo Doc. Antonio Ledda, di Serramanna (CA), ha provocatoriamente fatto la proposta di cambiare i quattro mori della Bandiera della Sardegna,con quattro teste di pecora…..

I Quattro Mori. Antonio Ledda

I Quattro Mammuthones : Lorena Bardi

Sesella Balletto: Senza Titolo

Giuseppe Bosic:Gloria a su Stendardu

Giorgio Saba: Progetto

G.P.Desogus:Multi Face Sardini

Antonello Serra:Senza Titolo

Antonio Ledda: Band.di Eleonora d’Arborea

Marcello Manunza:Bandiera del Governatore

Francesco Pintus: Senza Titolo

Franco Putzolu

Umorismo Inquartato

Cittadella dei Musei di Cagliari: Inaugurazione della Mostra 20 -Dic. 07

L’Artista Sardo Doc. Antonio Ledda, di Serramanna (CA), ha provocatoriamente fatto la proposta di cambiare i quattro mori della Bandiera della Sardegna,con quattro teste di pecora…..

Allo stesso tempo ha organizzato una mostra itinerante, sulla

Bandiera Sarda con la partecipazione di oltre 60 artisti, dal titolo:

LA BANDIERA SARDA – SIMBOLO BIFACCIALE

Proponiamo a tutti i Circoli Sardi d’Italia di ospitarla nella propria Città telefonando

ad Antonio Ledda: tel. 348-1728052– Sopra alcuni quadri della Mostra Itinerante.

LA MOSTRA HA IL PATROCINIO DELLA REGIONE SARDEGNA E DELLA FASI.

MARTEDI 25 MARZO 2008 ALLE ORE 18 SARA' INAUGURATA

A MILANO - ALLO SPAZIO MOSTRE "LATTUADA"

Via Lattuada 2 (MM3 Medaglie d'Oro) - tel. 02/55012838

Info:Centro Sociale Culturale Sardo (CSCS)-02/8690220

MOSTRA A CURA DELLA F.A.S.I - SIETE TUTTI INVITATI!..

 

 

    

 

IL GRUPPO SARDO "PANDELAS" USA LA BANDIERA SARDA PER SUA IMMAGINE

PANDELAS ..... IN SARDO BANDIERE......

IPOTESI DI BANDIERA DEL POPOLO DI ATLANTIDE?

 

Ma ancora prima,con Atlantide e con la Civiltà Nuragica,quale era la Bandiera?.....   

L'origine della Sardegna:In un suo bel libro,il Giornalista Sergio Frau,sostiene che la Sardegna può essere la Mitica "ATLANTIDE", in quanto le colonne d' Ercole non erano sullo stretto di Gibilterra,ma tra la Sicilia e la Tunisia. Dice Platone che Atlantide,era un'Isola con 8.000 Torri,governata da un valoroso Popolo che conosceva l'arte di lavorare il Bronzo e sapeva costruire lussuosi palazzi e Città. La Sardegna ha 8.000 torri Nuraghi,paragonabili ai Castelli Medioevali,per tecnica di difesa e attacco,il suo popolo,sapeva lavorare il bronzo,come dimostrano le migliaia di statuine di bronzo ritrovate negli scavi archeologici dei Nuraghi.......

SE VUOI SAPERNE DI PIU' VAI AL SITO       www.colonnedercole.it

 

ATLANTIDE.... IMMAGINARIA...


Ma come poteva essere questa Mitica Atlantide?...

Narra Platone....che le loro donne erano di una bellezza straordinaria,amazzoni e valorose quanto gli uomini...e che possedeva una flotta navale immensa ed un esercito di 1.200.000 soldati bellicosi, governata da un sistema monarchico e classista,dove la condizione della donna era elevata,una società dell'Età del Bronzo,che stava meditando una guerra conto Atene e contro l'Egitto..La fauna era molto ricca e comprendeva anche gli elefanti.il popolo era molto ingegnoso e agiato,pare che avesse anche oggetti volanti....La Metropoli dell'Impero di Atlantide dice Platone,sorgeva su una Piccola Isola rotonda,con coste scoscese e a picco sul mare.

*Il palazzo reale era costruito su una seconda isola molto piu grande,

era una "meraviglia da ammirare per dimensioni e bellezza"*

            Il tempio,consacrato a Poseidone, risplendeva d'oro e d'argento...

L'entrata immaginaria di Atlantide con poderosi Porti Canali,dove le navi passavano sotto le gambe di gigantesche statue,con piattaforme aeree sulla testa per le macchine volanti.......

Dice Platone in Krizia,che Atlantide..........

era un'Isola con 8.000 Torri,governata da un valoroso Popolo che conosceva l'arte di lavorare il Bronzo e sapeva costruire lussuosi palazzi e Città....era una Civiltà molto avanzata e la popolazione godeva di un vita molto agiata

In sintesi, per farla breve, il Sommo Sacerdote Egizio raccontò a Solone che circa

novemila anni prima del loro tempo, era esistita una civiltà molto evoluta che viveva su

un'isola grande come la Libia e dell'Asia messe assieme ove non mancava nulla; la vita

era ben regolata e la ricchezza ben distribuita; la terra era molto fertile e la Capitale era

ATLANTIDE. Tutti stavano bene. In sostanza la Nazione era ricca e molto potente si da

espandersi a Oriente (Egitto) e a Occidente (America Latina).

Purtroppo, raccontò ancora il Sommo Sacerdote Egizio, un immane cataclisma la fece

sprofondare nel mare con tutti i suoi abitanti. L'Isola in argomento é Atlantide secondo il

racconto di Platone si trovava al di là delle "Colonne d'Ercole". L'enigma di sempre è

quello di sapere esattamente quale località Platone intendesse indicare con le parole

"Colonne d'Ercole". Le ricerche continuano ancora.....Sergio Frau dice tra la Sicilia e la Tunisia...

LE DONNE DI ATLANTIDE......

erano di una bellezza straordinaria,amazzoni... e valorose quanto gli uomini...

in Atlantide...la condizione della donna era molto elevata....

la popolazione era colta,agiata e abile nell'ingegneria....

Atlantide,era un'Isola con 8.000 Torri,(la Sardegna ha 8.000 Nuraghi)

governata da un valoroso Popolo,che conosceva l'arte di lavorare il Bronzo

e sapeva costruire lussuosi palazzi e Città e aveva un poderoso esercito...

CON BEN 1.200.000 BELLICOSI GUERRIERI

 

IN QUALE EPOCA E DOVE COLLOCARE ATLANTIDE?

Platone parla di 900 ? anni prima,rispetto al tempo in cui sta raccontando la storia.

"In quel tempo quel mare era

navigabile perche' aveva l'isola Atlantide davanti al passaggio

che voi chiamate Colonne d'Ercole*; era un'isola piu' grande che

la Libia e l'Asia** e serviva come passaggio alle altre isole a quelli

che viaggiavano, e da queste parti si poteva raggiungere il

continente, sulla riva opposta di questo mare.

Ora in codesta isola Atlantide, si affermo' un potente regno che

signoreggio' in tutta l'isola e in altre isole e in molte parti del

continente. Questo regno dalla nostra parte comprendeva la

Libia fino all'Egitto e l'Europa fino alla Tirrenia".

**Per 'Asia'dobbiamo comunque considerare la parte che allora era

nota,probabilmente il Medio Oriente.

LA STRUTTURA SOCIALE e LA FINE DI ATLANTIDE

Dai racconti pervenutici attraverso Platone,e si noti con che meticolosità ce li descrive(un po'troppo precisi per potersi trattare di pura fantasia!),sappiamo che l'Impero o il Regno Atlantide nonostante l'apparente condizione edenica in cui viveva, partecipava a guerre, possedeva una flotta militare immensa e poteva contare su circa 1.200.000 soldati. Tra le altre, Atlantide sostenne una grande guerra contro Atene,che riuscì a sconfiggerla.

"... cerco' d'un solo balzo di asservire il vostro territorio, il

nostro e e tutti quelli che si trovano in questa parte del mondo.

E allora, o Solone, la potenza della vostra citta' fece risplendere

agli occhi tutto il suo eroismo e la sua forza. Poiche' essa l'ebbe

vinta su tutte le altre per la forza d'animo e per arte militare.

Prima a capo degli Elleni, poi sola, perche' abbandonata dagli

altri stati, Atene (...) vinse gli invasori, innalzo' trofei, preservo'

dalla schiavitu' quelli che non erano mai stati schiavi e (...) libero'

tutti gli altri popoli e noi stessi che abitiamo all'interno delle

colonne d'Ercole".meno di parecchie migliaia di anni".

.... Era governata da un valoroso Popolo ..... e possedeva una

flotta militare immensa che poteva contare su circa 1.200.000 soldati.....

 

Nell'Isola di Atlantide...I Monumenti e i templi erano ricoperti d'oro e d'argento...

LA NATURA ERA LUSSUREGGIANTE E VI CRESCEVA OGNI TIPO DI PIANTE, DI FRUTTI E DI FIORI,

SI FACEVANO 3 RACCOLTI  ALL'ANNO.......

TANTI ERANO GLI ANIMALI SELVATICI COMPRESI GLI ELEFANTI....

 

A FIUMESANTO - STINTINO,DURANTE GLI SCAVI PER LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA CENTRALE ELETTRICA,HANNO TROVATO DEI RESTI DI ELEFANTI E DI ALTRI ANIMALI ESOTICI,NONCHE' DELLE FORESTE EQUATORIALI CARBONIZZATE. CIO' POTREBBE AVVALORARE LA TESI DI SERGIO FRAU,CHE LA SARDEGNA POTEVA ESSERE L'ISOLA DI ATLANTIDE,SOMMERSA PRIMA NEL CATACLISMA DEL 1200 AVANTI CRISTO E POI RICOMPARSA,ANCHE CON NUMEROSI NURAGHI DEL CAMPIDANO SEPOLTI...

Il Mare era meraviglioso e le donne vi si tuffavano spesso mettendo in risalto tutta la loro bellezza....

Anche il Mare della Sardegna, (Atlantide?) di oggi è favoloso...e merita una vacanza...

.....essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere

di un giorno e di una brutta notte [...] tutto in massa si sprofondò sotto terra.....

Anche il Geologo Mario Tozzi,sostiene le tesi di Sergio Frau e fa l'ipotesi che Atlantide,identificata con l'Isola della Sardegna,possa essere stata sommersa da un gigantesco tsunami,un'onda di acqua e fango,che spiegherebbe anche,il perchè di tanti degli ottomila Nuraghi - Torri Castello- siano ancora sepolti sotto una montagna di terra.Certo che se queste ipotesi-scoperte si rivelassero vere,la storia del pianeta Terra,dovrebbe essere scritta di nuovo.....Organizzeremo in futuro una conferenza in merito,con Sergio Frau e Mario Tozzi,con una Mostra su la Sardegna-Atlantide e su questa affascinante tesi.D'altronde anche tante scritture,giunte fino a oggi,parlano di questo sconvolgimento della terra....Migliaia di Bronzetti Nuragici testimoniano comunque lo stato di Civiltà avanzata di questo Popolo della Sardegna di 3.500 anni fa,capace di costruire 8.000 Reggie Nuragiche,come Castelli,mentre nel resto d'Italia si viveva ancora nelle Caverne o nelle Palafitte.....

  

EROE QUATTROCCHI

ARCIERE

SOLDATO

 

CAPO TRIBU'

GUERRIERO CON MANTELLO

GUERRIERO CON ARCO E SPADA

FROMBOLIERE

GUERRIERO CON SCUDO E SPADA

ORANTE

 

RE PASTORE - SORSO

NAVICELLA VOTIVA

SCHEMA DI NURAGHE A 4 TORRI

LOTTATORI

SUONATORE DI LAUNEDDAS

RICOSTRUZIONE GRAFICA IDEALE DELLA "REGGIA NURAGICA DI BARUMINI"

Nuraghe Orroli  (Nuoro)

Donna della Civiltà Nuragica 1500 A.C.

Nuraghe di Silanus (Nuoro)

Nuraghe S.Antine - Torralba (Sassari)

Nuraghe LOSA - Abbasanta (Oristano)

Nuraghe di Macomer  (Nuoro)

Reggia de Su Nuraxi - Barumini (CA)

Schema Ideale di Nuraghe

Nuraghe "Is Paras" Ogliastra

Chissà se scopriremo anche quale era il simbolo della bandiera di questo antico popolo di Atlantide.....per ora teniamoci caro il simbolo dei Quattro Mori,e quanto ci hanno tramandato i nostri Avi,cercando di mantenere vivi i Sapori,i Colori,il Folklore e le Tradizioni Popolari della Sardegna...se qualche navigatore scoprisse,o sapesse quale era lo Stemma o la Bandiera di atlantide,ci scriva all'e-mail  circolo...@brianzaest.it  - Grazie

Nell'Isola di Atlantide si facevano tre raccolti l'anno e cresceva ogni delizia della Terra,ogni cosa abbondava e tutto il Popolo godeva di un generale benessere,l'agricoltura e la pastorizia erano diffuse...

Chissà se anche gli Antichi Abitanti di Atlantide,Gustavano le Specialità della Sardegna....magari ce le hanno tramandate proprio loro....un Popolo così evoluto non poteva  trascurare le delizie per il palato...

Forse anche loro gli Atlantidi,cuocevano "Su Porceddu Furria Furria"con ruote come questa con 24 spiedi di Maialetti arrosto!!.d'altronde per le loro succulente Feste,non avrebbero potuto farne a meno..

BUON APPETITO E...BUONE VACANZE IN SARDEGNA!...

........ Pardon in ATLANTIDE !!  ?   

 

Murales con la Bandiera Sarda a Orgosolo - Sotto -Bhoes con Bandiera...e Moretti..

 

L' Archeologo-scrittore Sergio Frau e il noto Geologo, Mario Tozzi del CNR, autore

fra altre cose della nota trasmissione televisiva "Gaia", sosterebbero che l'Isola di

Sardegna possa essere la mitica Isola di Atlantide per i seguenti motivi:

1°) - Platone racconta che Atlantide era un'isola dalle "Vene di Argento" e la città era

ordinata in cerchi concentrici con mura fatte di ogni metallo. La Sardegna, un tempo, era

ricca di Argento tanto che i Fenici non solo ne riempivano le loro navi ma addirittura

facevano d'argento anche le ancore. Così fu maggiormente per i Piombo.

2°) - Platone racconta della fertilità della terra. L'Isola Sarda corrisponde molto bene a

questo in quanto essa era piena di foreste e di sorgenti e con un clima talmente

temperato che favoriva fino a tre raccolti l'anno.

3°) - Mancando prove certe che l'Isola di Atlantide sia stata inghiottita dal mare; è bene

anche pensare – sostengono questi due studiosi – alla ipotesi di un Tsunami (Maremoto)

enorme provocato da uno dei tanti vulcani sottomarini del Tirreno.

Infatti i Nuraghi della Sardegna meridionale risultano tutti semidistrutti con le stesse

caratteristiche mentre quelli del nord (A Settentrione della Sardegna), risultano tutti

integri. Il più importante di questi Nuraghi è quello di Barumini in provincia di Cagliari.

4°) - Platone racconta che il popolo di Atlantide aveva rapporti continui con quello dei

Tirreni. Tirreni, in greco, significa "Costruttori di Torri". Bene, chi potrebbe negare che i

Nuraghi non siano Torri?

Per questo motivo e per lo studio anche dei fanghi limacciosi che ricoprono o hanno

ricoperto i resti dei Nuraghi, riferiscono che si renderebbe necessario un programma di

sondaggi geologici nella pianura sarda chiamata del Campidano, onde accertare la

presenza di tsunamiti e cioè di rocce di maremoto.-

Questo è tutto, più o meno.

Auguriamo a questi due studiosi di perseguire la ricerca con soddisfacenti risultati.

Ricostruzione Ideale dell'Isola di Atlantide

Leggete IL volume di Sergio Frau in libreria...La Sardegna era la Mitica Atlantide?

Le Colonne d'Ercole: di Sergio Frau

CHI E QUANDO ha messo le Colonne d'Ercole a Gibilterra? Davvero Ercole? E come mai laggiù? E che ci fanno tutti quegli dèi affogati là fuori, al di là di tutto? Per rispondere a queste domande - e al dubbio se il Canale di Sicilia, tutto mostri e paure, possa esser stato, in Antico, un'alternativa possibile - il libro/inchiesta di cui presentiamo in anteprima alcuni brani, ha rianalizzato fonti classiche, geologia dei fondali, ha ascoltato - credendoci - i miti più antichi, ha perquisito gli scritti dei primissimi geografi. Ha persino violato la Biblioteca di Alessandria... Un'indagine - all'inizio solo folle - su di un simbolo al di sopra di ogni sospetto, insomma. Eppure...

Il volume di Sergio Frau - "Le Colonne d'Ercole. Un'inchiesta", si chiama (Edizioni Nur Neon, pagg. 672, 30 euro) - è appena arrivato in libreria, distribuito dalla Iperbook (Milano-Padova-Roma) e, in Sardegna, dall'Agenzia Promozione Editoriale Manca. Sottotitolo: "Come, quando e perché la Frontiera di Herakles/Milqart, dio dell'Occidente, slittò per sempre a Gibilterra".

(30 aprile 2002) da "La Repubblica"

 

Sardegna:La Maestosa Reggia Nuragica di Barumini (CA) del 1500 avanti Cristo,nominata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Era ricoperta di fango sino alla torre alta.

Fu scoperta nel 1949,dopo una forte e torrenziale pioggia,dall'Archeologo Baruminese Giovanni Lilliu.

A destra ricostruzione ideale della Capitale di Atlantide.

 Atlantide secondo Platone,era uno Stato altamente organizzato,una terra consapevole della propria bellezza,dominata dalla tranquillità,dalla architettura raffinata,dall'arte splendida,da abbondanti servizi pubblici con acqua calda e fredda,era una società colta e bellicosa,governata da un sistema monarchico e classista la condizione della donna era elevata,una società dell'Età del Bronzo,che stava meditando una guerra conto Atene e contro l'Egitto......La fauna era molto ricca e comprendeva anche gli elefanti......

 

 

Colonne d'Ercole/7
(30 aprile 2002)

Parte della postfazione
di Sergio F.Donadoni


Colonne d'Ercole / 6
(23 aprile 2002)

Colonne d'Ercole / 5
(18 aprile 2002)

Colonne d'Ercole /4
(10 aprile 2002)

Colonne d'Ercole /3
(5 aprile 2002)

Colonne d'Ercole/2
(2 aprile 2002)

Colonne d'Ercole/1
(30 marzo 2002)

IL LIBRO
Le Colonne
d'Ercole.
Un'inchiesta


DALL'ARCHIVIO
di Repubblica.it
Chi ha spostato
le Colonne d'Ercole?


"Intervista" a Strabone
"Io e il mistero
delle Colonne d'Ercole"


Due Stretti
così stretti


IMMAGINI
Foto e mappe


IN RETE
Le mappe
di Tolomeo

www.colonnedercole.it

La Metropoli dell'Impero di Atlantide dice Platone,sorgeva su una

Piccola Isola rotonda,con coste scoscese e a picco sul mare.

*Il palazzo reale era costruito su una seconda isola molto piu

grande,era una "meraviglia da ammirare per dimensioni e bellezza"

*Il tempio,consacrato a Poseidone,risplendeva d'oro e d'argento...

                    

Platone, nello specifico caso di Atlantide,nel Crizia torna a dire:

" In tempi posteriori per altro, essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere

di un giorno e di una brutta notte [...] tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide

similmente ingoiata dal mare scomparve ".

Fu il tramonto di una Grande Civiltà Mediterranea....

Forse Zeus, volle punire un Popolo troppo potente

ed evoluto... quasi simile agli Dei.......

 

 

Ma c'è anche un'altra storia... in Sardegna...........

LUIGI MUSCAS, PITTORE E SCULTORE SARDO

DI PAULI ARBAREI HA SCRITTO UN LIBRO SUL

POPOLO DEI GIGANTI ALTI 3 METRI, CHE ANTICAMENTE

ABITAVA LA SARDEGNA......SCORRENDO TRA LE RIGHE,

SI SCOPRE CHE A PAULI ARBAREI, ESISTEVA UN LAGO

COLLEGATO CON IL MARE E DOVE ANCORA OGGI

SULLE ROCCE,SONO VISIBILI GLI ANELLI DOVE LE

NAVI VENIVANO ORMEGGIATE......CHE VI SIA

QUALCHE ATTINENZA CON IL POPOLO DI ATLANTIDE ?

VI INVITIAMO A VISITARE IL SUO SITO E LE SUO OPERE

www.luigimuscas.com  - sotto alcune sue sculture e scoperte

 

ALCUNI FRAMMENTI DI OSSA DI GIGANTI ALTI OLTRE 3 METRI

SCOPERTI NELLA ZONA DI PAULI  ARBAREI E DELLA MARMILLLA.

QUADRO DI FILOMENA CAU - RAPPRESENTANTE IL CASTELLO

DEL LAGO DI PAULI ARBAREI E DEL POPOLO DEI GIGANTI... ATLANTIDI ?

QUADRO E SCULTURA DI LUIGI MUSCAS - SOTTO TOMBA DI GIGANTI

 

 

TOMBE DEI GIGANTI IN SARDEGNA......COSTRUITE DAGLI  ATLANTIDI ???..

LA RICERCA SU ATLANTIDE,..... SUL SUO POPOLO E LA SUA BANDIERA.... CONTINUA....

 

PER ALTRE NOTIZIE SULLA SARDEGNA    Entra  o vai sui siti

www.regionesardegna.it

www.sardegnatop50.com

Roberto Aureli

unread,
Feb 6, 2013, 4:44:54 AM2/6/13
to pendo...@googlegroups.com, pendola...@yahoogroups.com

 

ATLANTIDE, IL CONTINENTE SCOMPARSO
Con il termine Atlantide si vuole indicare, anche da parte dei geologi, un ipotetico grandissimo continente sprofondato, migliaia e migliaia di anni fa, nelle acque dell’attuale Oceano Atlantico che ne assunse il nome.
Ma cosa c’è di vero?
E’ frutto solo di immaginazione oppure è esistito davvero il continente dell’Atlantide?
Comunque sia fra tutti i popoli della terra esistono tradizioni concordanti che manifestano il perdurare ricordo del misterioso continente sommerso, al quale si deve attribuire l’origine di molte leggende. 
Le notizie più complete di cui disponiamo di Atlantide ci vengono fornite da Platone (Atene 428-27 348-47 a.C.) che la descrisse in due dei suoi famosi dialoghi, il “Timeo” e il “Crizia” che hanno dato origine a opinioni contrastanti.
Il filosofo greco basa la sua descrizione di Atlantide su quelli che, secondo lui, erano i documenti scritti conservati dai sacerdoti egizi di Sais e i dipinti sulle colonne del tempio.
Ecco dunque riportato dal testo del Timeo il dialogo che il legislatore ateniese Solone (638 558 a.C.), un antenato di Platone, ebbe proprio con i sacerdoti Sais: 
“Molte grandi opere pertanto della città vostra (Atene) qui si ammirano, ma a tutte una ne va di sopra per grandezza e per valore; perocche dice lo scritto di una immensa potenza cui la vostra città pose termine, la quale violentemente aveva invaso insieme l’Europa tutta e l’Asia, venendo fuori dal mare atlantico. 
Infatti allora per quel mare la si poteva passare; che innanzi a quella foce stretta che si chiama, come dite voi, colonne d’Ercole, c’era un isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme….In tempi posteriori per altro, essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte……tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve”.
Platone conferma la storia dei cataclismi che si scatenarono in quel periodo, nelle “Leggi” in cui afferma che “un tempo vi furono grandi mortalità, causate da inondazioni e da altre generali calamità, dalle quale ben pochi uomini riuscirono a salvarsi. Ed è ovvio pensare che, essendo state le città completamente rase da tale distruzione, gran parte della loro civiltà fu con esse seppellita sotto le acque, ed è occorso lunghissimo tempo per ritrovarne la traccia, e cioè non meno di parecchie migliaia di anni”.
Secondo lo tradizione egizio- indiana, confermata anche da quella del Galles, la scomparsa dell’Atlantide sarebbe avvenuta in seguito a quattro catastrofi, scatenate probabilmente dall’azione vulcanica. Il primo cataclisma avvenne circa 800.000 anni fa e fu determinato dal rovesciamento dei poli.
Questo avrebbe cominciato ad attaccare l’ossatura terrosa dell’Atlantide che successivamente sarebbe stata spazzata via insieme a tutte le terre emergenti dell’Oceano dalle masse d’acqua provenienti dal nord.
Il secondo Cataclisma probabilmente di origine vulcanica, sarebbe avvenuto circa 200000 anni fa, e per causa sua l’Atlantide restò ridotta e diminuita.
Il terzo cataclisma, causato all’azione vulcanica, avvenne 80.000anni fa e dette alla terra un aspetto del tutto differente, riducendo l’Atlantide a due isole Routo e Daitya. Infine il quarto cataclisma ebbe luogo nell’anno 9564 a.C. quando Atlantide non esisteva che allo stato d’isola: l’isola di Poseidone. Essa fu inghiottita e disparve così dalla terra. E importante notare come queste tradizioni coincidano in un certo senso con il racconto di Platone, in cui il sacerdote Sais afferma che a lunghi intervalli, avvengono perturbazioni causate dei movimenti celesti, in modo che delle conflagrazioni generali necessariamente ne seguano.
Una memoria della catastrofe geologica che colpi Atlantide ne hanno conservata le nazioni che secondo ogni probabilità, facevano parte dell’antico impero atlanteo.
I Toltechi del Messico e gli Incas del Perù affermavano di essere discendenti di Atlan o Aztlan una terra lontana “dove si elevava un’alta montagna ed un giardino abitato dagli dei”.
Anche i Dakotas dell’America del nord raccontano che essi provengono da un’isola situata contro il sol levante, che fu poi sommersa e dalla quale scapparono all’epoca del cataclisma.
Una descrizione dell’immagine del cataclisma è contenuta nell’atzeco CodeChimalpopoca:
“In tal momento il cielo si congiunse con l’acqua, in un sol giorno tutto fu perduto, e il giorno consumò tutta l’umanità…..anche la montagna sparì sott’acqua”.
Nel famoso libro sacro Maya (conservato nel British Museum) si legge:
“Nell’anno 6 del Kan, il II muluc, nel mese di zac, si fecero dei terribili terremoti e continuarono senza interruzione sino al 13 chuen. La contrada delle colline di Argilla, il paese di Ma, fu sacrificato. Dopo essere stato scosso due volte, scomparve ad un tratto durante la notte. Il suolo era continuamente sollevato da forze vulcaniche, che lo facevano alzare ed abbassare in mille località. Infine cadette……Ciò avvenne 8060 anni prima della composizione di questo libro”.
E’ importante notare come questa data dell’abissamento di Atlantide coincida esattamente con quella dei preti egiziani che stabiliscono nell’anno 9564 a.C. Infatti aggiungendo a quest’epoca gli anni dell’era volgare si arriva a 11490 anni circa, e aggiungendo agli anni 8060 del Maya i 3400 di antichità del Libro, si ottiene in totale 11460 anni. Ad Haiti e nelle Antille vi è una tradizione che dice:
“Il mare si rovesciò attraverso i rotti argini, e tutta la pianura che si stendeva lontano, senza né fine né termine da alcun lato, fu coperta dalle acque……soltanto le montagne, a causa della loro altezza, non furono coperte da questa inondazione, e le isole”.
Secondo le tradizioni gallesi, riguardanti l’Atlantide, tre razze avevano occupato il paese dei Galli e l’Armonica: la popolazione indigena, gli invasori atlanti e i Galli ariani. Inoltre secondo tali tradizioni, ci furono tre grandi catastrofi che avevano sommerso a tre varie riprese un immenso continente, del quale il paese dei galli costituiva una estremità. Inoltre i vecchi Galli raccontavano, mostrando l’Oceano Atlantico, che una volta le foreste si stendevano molto lungi nel mare e coprivano una immensa distesa.
Più preciso è un testo scritto dal filosofo greco Proclo (Costantinopoli 410 - Atene 485) nel quale afferma che:
“Gli storici che parlano delle isole del Mare Esteriore dicono che ai loro tempi vi erano sette isole consacrate a Proserpina, e tre altre ne esistevano, di una superficie immensa, delle quali la prima era consacrata a Plutone, la seconda ad Ammone, e la terza, della grandezza di mille stadi, a Poseidone. Gli abitanti di quest’ultima isola hanno conservato dai loro antenati il ricordo di Atlantide, cioè una isola immensamente grande, che esercitò lungamente il dominio su tutte le isole dell’oceano atlantico……”.
Informazioni più dettagliate su Atlantide le troviamo sempre nel testo del Timeo, ed è Critia che ce le espone:
“L’Atlantide era dunque toccata a Poseidone. Egli mise in una parte di quest’isola dei piccoli che aveva avuto da una mortale. . Ed era una pianura situata vicino al, mare e, verso il mezzo dell’isola, la più fertile di tutte le pianure…. I figli di Poseidone ed i loro discendenti regnarono nel paese per una lunga serie di generazioni, ed il loro impero si estendeva sopra un gran numero di altre isole, anche al di là dello stretto, come già si disse fino all’Egitto e alla Tirrenia……”.
Dopo aver descritto la fondazione di Atlantide per opera di Poseidone il filosofo si addentra nei particolari sulla ricchezza e lo splendore di un impero che si riteneva vasto come l’Egitto:
“Possedevano ricchezze così ingenti come mai prima d’ora ve ne furono in alcuna dominazione di Re e come è improbabile che potranno esservene in futuro, e disponevano di tutto ciò di cui potevano aver bisogno, sia nelle città, sia nelle campagne. Grazie alla loro potenza, molte cose venivano procurate da paesi stranieri; ma l’isola produceva essa stessa quasi tutto ciò che è necessario alla vita, in primo luogo tutti i metalli solidi e fusibili.
E quel metallo, del quale non conosciamo oggi altro che il nome, l’oricalco, vi si trova in abbondanza, essendo estratto in molti punti dell’isola e dopo l’oro, era il metallo più prezioso. 
L’isola forniva alle arti tutto il materiale onde abbisognavano; nutriva un gran numero di animali domestici e di bestie selvagge, e tra questi numerosissimi elefanti; dava pastura agli animali degli stagni, dei laghi e dei fiumi,, a quelli delle montagne e dei piani……”
L’accenno che Platone fa sugli elefanti suggerisce una connessione con le leggende e le raffigurazioni degli elefanti in America.
La descrizione del clima dell’Atlantide e della varietà di alimenti di cui i suoi abitatori potevano disporre fa pensare ad un paradiso terrestre: “Produceva e manteneva tutti i profumi che la terra produce oggi in diverse contrade, e cioè radici, erbe, piante, succhi scorrenti dai fiori o dai frutti.
Vi si trovava altresì il frutto della vite; e quello che ci serve di solido nutrimento, il grano….Questi sono i divini e mirabili tesori che in quantità indicibile produceva quell’isola, fiorente allora sotto il sole “.
Si narra che anche Cristofolo Colombo fu spinto ad avventurasi nell’oceano dopo aver udito il racconto di un monaco irlandese che affermava di aver traversato l’atlantico con dei navigatori normanni e di essere approdato in una vastissima terra popolata di uomini rossi. Colombo pensò allora che questa terra fosse un avanzo dell’antica Atlantide, ma durante il viaggio il viaggio non incontrò sulla sua rotta che la terra delle Indie, che fu poi chiamata America.
Una teoria che circolava nel XVII era quella secondo la quale l’Atlantide sarebbe esistita ad occidente di Gibilterra, ed inoltre si affermava che le isole Canarie e l’arcipelago delle Azzorre devono considerarsi avanzi dell’antico continente atlanteo. Bory de Saint-Vincent dichiara che, dopo aver compiuto lunghe crociere per studiare lo stato geologico delle isole ad occidente dell’Africa settentrionale, Madera, le Azzorre e le isole del Capo Verde appaiono come resti di un antico continente. Inoltre, secondo la sua teoria, la scomparsa dell’Atlantide sarebbe stata causata da un lago immenso, chiamato Tritonide, anticamente esistito in Africa settentrionale, che in conseguenza di un violento terremoto avrebbe rotto la sua breve diga, rovesciando le sue enormi masse d’acqua prima nel canale che separava il continente africano da quello atlantico, e poi sulla stessa Atlantide, lasciando così a secco il suo letto, che non è altro che il deserto del Sahara.
Nel XVIII geologi e naturalisti tratti, dalla modificazione fisica dei terreni e dalla somiglianza tra le razze animali e la flora del nuovo e dell’antico continente, ammisero la necessità di un continente intermedio, che fosse loro servito da ponte naturale. Inoltre la presenza della vita di animali e insetti continentali nelle Azzorre, nelle Canarie e a Madera implica che le Azzore facevano un tempo parte di un continente.
Anche il naturalista francese Luigi Germain, dopo attenti studi sulla fauna e la flora delle Azzorre, di Madera, delle Canarie e del Capo Verde, concluse che verso la metà dell’evo terziario questi quattro arcipelaghi formavano una sola terra unita a nord con la penisola iberica, a sud con la Mauretania, ad ovest con le Bermude e con le Antille. Alla fine del terziario, a causa di vasti movimenti orogenici, ci fu lo spezzamento: da prima è una larga frattura occidentale che isola definitivamente l’Antico e il nuovo continente, poi è un profondo avvallamento che lo separa dall’Africa attuale. Ciò che ne restò avrebbe formato L’Atlantide di cui parla Platone.
Dunque, sia la geologia che la paleontologia, ammettono ufficialmente l’esistenza dell’Atlantide, un vastissimo continente dell’epoca terziaria che man mano si riduce di estensione dalla fine del terziario all’inizio del quaternario.
L’archeologo e paleontologo francese De Morgan constata che “al principio del post-glaciale dei ponti esistevano molto certamente nel mar mediterraneo, e fosse per mezzo dell’Atlantide o di qualche terra scomparsa il Nuovo mondo comunicava con la nostra Europa “.
Le isole Canarie, dove venne trovata e sterminata un’antica razza di sopravvissuti, e le Azzorre, dove si dice siano state ritrovate statue, lapidi e rovine sommerse, vengono considerate da alcuni ricercatori come le come delle montagne del sommerso continente di Atlantide.
Secondo gli scandagli fatti in epoca recente sul fondo dell’Atlantico il livello medio è di 4800 metri sotto la superficie liquida, ma con una voragine di 7137 metri. Immaginando l’Atlantico senza acqua vedremmo due vallate che si allungano da nord a sud e separate da una ruga mediterranea e a lato di questo solco, del quale la sommità resta soltanto a 1800 metri sotto il livello delle acque, con due fossati, larghi e profondi.
Nel 1898 una nave posacavi, nel tentativo di recuperare un cavo che si era spezzato a nord delle Azzorre, portò in superficie frammenti di tachilite, una specie di lava vetrosa che si forma esclusivamente sopra il livello delle acque e in presenza dell’ atmosfera. 
Da qui la certezza di immensi inabissamenti, nei quali delle isole e forse dei continenti sono scamparsi. 
Da qui la certezza che la terra che costituisce oggi il fondo dell’Atlantico, a 900 chilometri dalle Azzorre, fu coperta da colate di lava quando ancora era sommersa.
In conclusione, possiamo affermare che lo studio e la ricerca delle vicende di una terra, che vari popoli dicono essere esistita con una sua civiltà, affascina ancor oggi e spinge ad intraprendere sempre più nuove indagini.


Da: emanuele vazzari <nidoda...@gmail.com>
A:
Inviato: Mercoledì 6 Febbraio 2013 1:36
Oggetto: sar

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