Bette edizioni
A volte si ha il privilegio di intervistare alcuni artisti del panorama veneto, andandoli a trovare all’interno delle loro case, negli studi dove operano quotidianamente, mescolandosi a elementi sensoriali unici e intimi fatti di colori, odori, sapori, suoni, silenzi. Attraverso il dialogo con i pittori, questo libro ha raccolto i punti di aderenza e divergenza che possono concorrere a definire la funzione dell’arte e i suoi legami con la società odierna. Possiamo allora pensare che l’espressione artistica possa fungere da oggetto mediatore capace di aprire a una circolarità dove l’immaginario individuale si arricchisce, e si rimette in gioco, poggiandosi su presenze tangibili allo sguardo, che liberano il pensiero e fluidificano un discorso partecipato capace di fondare una coscienza intersoggettiva.
Antonio Costanzo (1958). Sagittario avventuroso di Rovigo, ammette di avere il mal d'Africa che condivide con la moglie Rosaria. L'arte lo accompagna da sempre e rimane nel tempo la sua passione che esprime con articoli su mostre collettive territoriali e presentazioni di artisti. Antonio riconosce all’espressione artistica un potere sociale e non solo, infatti è un sociologo dell’arte, anche se la sua vita lavorativa si è svolta negli uffici delle Poste Italiane, prima come impiegato e infine direttore: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (2022) gli ha conferito la “Stella al merito del Lavoro”, onorificenza di cui va fiero, assegnata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dal 2020 si occupa di intervistare artisti del territorio veneto per interpretare il processo creativo attraverso un’analisi micro sociale che considera l’intreccio tra oggetti artistici e sguardo (percezione e identificazione) in un contesto storico-sociale caratterizzato da costanti stratificazioni socio-demografiche.