Conoscevo già la storia, e per qualche verso il successo, di Randy Pausch, morto lo scorso anno.
Esemplare la sua vita e altrettanto ammirevole la sua “ultima lezione”, chi ha vissuto con malati terminali sa che non è riscontrabile tale positività se non in casi veramente eccezionali.
Anche Gesù, sebbene Dio, pur sapendo che sarebbe risorto, ha tentennato sulla propria condizione di “terminale”... non è quindi deplorevole aver paura di morire e non è solo debolezza umana il rattristarsi a causa di ciò.
La vita è bella e ce ne rendiamo ancor più conto quando ne abbiamo meno, questo è il messaggio.
Occorre perciò dare maggior senso alla vita finché siamo in tempo e abbiamo tempo (è sempre il tempo che ricorre!): già la Bibbia, prima di Randy, ci insegna questa virtù.
Nonostante ciò, uomini (e donne) così sono effettivamente rari, e bene si fa nell’imitare la filosofia di vita (non era cattolico e questo non significa nulla, anche Gandhi non lo era...), le gesta un po’ meno.
La mia opinione riguardo l’uomo è che lui abbia vissuto le sue esperienze facendole quadrare con i suoi mezzi (si è sempre occupato di “divertimento” e “mondi virtuali”: ricercatore alla EA games, consulente di Google, fondatore di Bulding Virtual Worlds) che sono poi diventati i suoi fini.
Rispetto ad alcune sue opinioni, una in particolare, mio trova in disaccordo: è l’ingannevole atteggiamento di noncuranza che Randy ha avuto delle cose.
Dice nel filmato: “ mi reputo fortunato perché mia madre mi ha insegnato l’importanza delle persone rispetto alle cose”.
Accettabile, ma la formula non la condivido se le “cose” a cui si fa riferimento sono addirittura maltrattate, ancor più se queste sono frutto di sacrifici o sono funzionali al bene della collettività e quindi delle persone: dipingere una parete della propria stanza o rovesciare una lattina di birra sul sedile della propria automobile per dare “una lezione di vita” (?) è altra cosa dal compiere le stesse azioni su un bene altrui o collettivo: non credo lui abbia mai avuto un atteggiamento così poco riguardoso verso le pareti della sua aula universitaria o i sedili degli autobus di Pittsburgh, dove andava a insegnare.
Prima le persone e poi le cose; “poi” inteso come conseguenza, non come esclusione.
Come credente non accetto neppure il sottointeso messaggio che trapela dal video secondo il quale per forza si deve vincere, e vincere da soli. Arrivare primi dove gli altri non arrivano, perché non sono in grado di superare “il muro” della prova, o si arrendono prima. Penso che valga per una sfida personale
Il senso della vita è altro! Credo.
Per essere così “staccato” dalle cose come sembra voler dimostrare, mi interroga il sapere che la Disney abbai pagato quasi 7 milioni di dollari per i diritti di pubblicazione di un libro dal titolo, guarda caso “The Last Lecture”, dove lui era anche co-autore.
A meno che il denaro non rientri nelle cose a cui non vada data importanza.
Queste considerazioni sono ovviamente opinabili in quanto personali, ma fa piacere partecipare a uno scambio collettivo di opinioni sui temi più rilevanti del nostro vivere.
Alla prossima
Claudio
-----Messaggio originale-----
Da: parrocch...@googlegroups.com [mailto:parrocch...@googlegroups.com]Per conto di Claudio
Inviato: martedì 24 febbraio 2009 19.17
A: Parrocchiale Gruppo
Oggetto: Randy Pausch
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