Tutta questa "manfrina" dimostra che basta poco per migliorare una foto: se c'è un problemino magari non è necessario buttare tutto o pubblicare un lavoro che può essere migliorato! Adesso abbiamo una serie di programmi segnalati e testati, quindi ci vuole solo un minimo di voglia di provarli!! Lalla
Lalla, i miei sono file JPG (proverò il mio Paint con diversi tipi di file, vediamo che succede). Grazie mille della visita alla galleria, mi fa
piacere condividere con te, che ammiro molto, la passione per... l'umile Paint, compagno di imprese
apparentemente impossibili nelle ore piccole con del buon jazz in cuffia. Io da
parte mia sono in guerra dichiarata in particolare contro i... pali superflui!!! :)))
Grazie davvero per la visita, per la competente analisi e per i preziosi consigli, Stefano,
con te c'è solo da imparare! Mi rendo conto che quella foto aveva
bisogno proprio di una "scurita" al cielo, ma all'epoca (appena un paio
d'anni fa) notavo molto meno un cielo così smaccatamente "bruciato"...
insomma, ero più sprovveduto di quanto non sia adesso, ed è tutto
dire... :).
A colori originale, linee cadenti raddrizzate B/N originale, linee cadenti raddrizzate B/N ottenuto convertendo il colore: cielo più piatto
Ciao, Lalla
Lalla,
posso provare a spiegare come avrei fatto io a produrre l'immagine che Sistuccio ha proposto nel CSP di Novembre.
Dalla foto, il luogo sembra in una valletta, in realtà è sulla cima di un costone (vedi http://www.panoramio.com/photo/32995612), e non ci sono montagne e guglie intorno. Chi ha google earth può posizionarsi sul luogo, scendere di quota fino alla superficie e guardarsi intorno, vedendo una scena simile a quella della foto innevata (la casetta ovviamente apparirà piatta sul terreno).
L’immagine è composta da almeno 3 o 4 foto diverse:
La prima include tutta la parte di prati verdi e la casetta. La foto è in direzione quasi Sud, molto probabilmente è stata fatta di sera, con la luna (ma non nella data dell’exif perché sarebbe sorta solo 3 ore dopo) o in pomeriggio, dopodiché scurita (-luminosità, + contrasto, - vividezza, - saturazione, oppure con un pattern di sfumatura nera miscelata opportunamente). In questo caso sarebbe stata necessaria una seconda foto notturna da sovrapporre, per carpire le luci interne che si vedono dalle finestre. Son più propenso per luno scatto diurno, perché ci sono delle ombre, successivamente decontrastato con una sfocatura. Infatti se salvate la foto originale e la aprite con un programma di correzione, aumentando la luminosità, diminuendo il contrasto vedrete comparire i colori, ma i dettagli rimangono impastati. Dietro la casa, a sinistra c’è una macchia saturata nera, segno che una correzione di luminosità/contrasto è stata comunque effettuata.
La seconda foto è una foto notturna, fatta nella stessa posizione ma pressochè tutta nera tranne le finestre della casetta illuminata.
La terza foto è relativa al profilo delle guglie.Anche questa contiene diverse informazioni di colore che non sarebbero contenuta in una foto fatta a notte fonda.
Tra le due foto sulla destra si vede una zona bluastra, tra il profilo nero dei monti e il prato, espandendo si vedono segni di ritocco/fusione (righe orizzontali sull'estremità sinistra della zona blu e onde al di sopra del profilo del prato). Probabilmente nella foto delle guglie li c’era qualcosa che non andava bene .
La quarta foto è quella del cielo. Le nuvole che si vedono non sono nuvole, ma bensì ammassi di polveri infrastellari, visibili solo attraverso a telescopi o ad immagini fatte da satelliti (esempio Hubble telescope). Ci sono anche troppe stelle rispetto a quelle che si vedono sulla superficie terrestre, seppure in una zona con basso inquinamento luminoso. Se notate il cielo è lo stesso della foto http://www.panoramio.com/photo/93494196, solo ruotato leggermente e ritagliato alla dimensione giusta. Il differente colore del cielo dove incontra le montagne, non è un problema, basta selezionare un giallo e ruotare la fase dei colori e portarlo sul violetto con il controllo di saturazione. Se invece è riuscito a fare una foto di li con un mega tele...tanto di cappello!!
La data e ora della foto? Molto probabilmente sono della foto che ritrae la casetta in notturno, di cui si vedono solo le finestre illuminate.
Chi usa Photoshop sa che gli exif sono relativi all’immagine che si usa come background, mentre le immagini sui layer sovrapposti non concorrono a modificarli.
Come ricavare l’immagine complessiva? Utilizzando i layer (strati), con opportune maschere, controllo dei bordi e tipi di miscelazione, in modo che per ogni livello si veda solo ciò che si vuole, oppure con taglia e incolla di pezzi di foto, metodo sicuramente molto più laborioso e meno flessibile al ritocco. Mascherare e smascherare un bordo con il colore di maschera (tipicamente nero) è molto più semplice che ritagliare i bordi, e si ottiene una giunzione più naturale.
La foto è poi stata contrastata con maschera di contrasto con un raggio di alcuni pixel (3-4) e lo si vede dalla luminescenza che circonda il bordo delle montagne, le stelle più grandi, le pietre della casetta., L’immagine complessiva potrebbe essere ottenuta per esempio (è quello più semplice, ma non è l’unico) con:
Background; foto della casetta notturna.
Layer 1: copia del background, con tutto mascherato, tranne le finestre illuminate. Quando si elaborano foto, non si modifica mai la foto originale, che rimane in background, ma si opera su uno strato che ne contiene la copia.
Layer 2: foto delle guglie:
Layer 3: foto della casetta e prati circostanti, con il cielo completamente mascherato.
Layer 4: foto del cielo, con maschera ottenuta invertendo la
selezione del cielo della foto del layer 2
Io penso che l'immagine sia stata composta in questo modo, (io l'avrei fatta così), ma per me contenendo elementi non presenti in realtà (le guglie e la montagna sullo sfondo), è un immagine e non più una foto.
Dai Sistuccio, dicci come hai fatto, svela il segreto. Nessuna polemica, creare immagini è comunque un'arte.
Saluti
Le correzioni delle
foto sono sempre state fatto in funzione dei mezzi disponibili alla tecnologia
utilizzata (grazie Stefano per aver citato le maschere usate nello sviluppo/stampa del B/N) e attualmente quella digitale offre la possibilità di correzione in
tempi brevi, senza aver la necessità di avere attrezzature; bastano un PC e
qualche programma specifico e un po’ di preparazione. Tutto questo è possibile
grazie proprio ai SW preparati originariamente per la creazione di immagini. Da sempre
vengono create immagini per scopi diversi; pubblicitari, illustrazione libri e
riviste, le quali in passato richiedevano capacità e tecniche davvero speciali,
con uso di ingranditori, reprocamere, ritocchi con colori, pennelli, aerografo,
componendo l'immagine con diverse foto, scontornando, retinando, etc, etc per
arrivare a preparare le matrici per stampa in poli-cromia.
La differenza tra quando si corregge una foto a quando si crea un'immagine è secondo me, l'obbiettivo che ci si pone.
Per me una foto rappresenta la realtà come percepita da chi la scatta, incluso il taglio, l'uso di B/N o altri monocromatici, l'enfasi di particolari, luci, contrasti etc etc, mentre un'immagine non necessariamente riproduce la realtà, può contenere elementi addizionali e viene creata per trasferire un messaggio specifico.
L’uso dei layer, o strati o livelli (anche se i livelli sono in realtà le distribuzioni dei colori primari) come li si voglia chiamare, permette correzioni diverse sulle differenti zone di una foto, sia per correggere l’esposizione sia per esaltare o attenuare determinati elementi che la costituiscono.
Come citato da Stefano in un post precedente, la latitudine di posa e la dinamica di una macchina foto sono molto limitate rispetto all’occhio umano, che è in grado di percepire dettagli di una zona scura anche quando si guarda contro il sole, o viceversa vedere i dettagli di zone chiare, che altrimenti sarebbero saturate bianche, quando il soggetto è mediamente scuro.
La correzione con i layer permette di evidenziare entro certi limiti (l’informazione dei dettagli deve essere presente), i dettagli delle zone sottoesposte o sovraesposte, ma per aver avere una foto che rappresenta più da vicino la visione dell’occhio, occorre fare più foto con esposizioni diverse per ottenere tutti i dettagli. Le camere digitali, anche molte delle compatte, permettono di scattare in bracketing 3 o 5 immagini in sequenza, con un delta di esposizione costante ed impostabile a step (esempio 0 eV quella con esposizione nomale, +2 eV e – 2 eV nel caso di bracketing con 3 esposizioni). L’effetto è che quando si va in giro per far foto se ne fanno 3 o 5 volte tante e si torna a casa con un mare di scatti, ma in ogni caso avere esposizioni diverse è utile perché a volte ci si accorge di aver sbagliato l’esposizione e si riesce a recuperare una foto che altrimenti sarebbe stata troppo chiara o troppo scura.
Con il bracketing si ottiene una foto con latitudine di posa superiore a quella dell'apparecchio fotografico (nell’esempio di 4 stop). La sovrapposizione delle foto può avvenire con i layer menzionati prima, utilizzando maschere e fusioni. Il procedimento da dei risultati stupefacenti ma è molto laborioso e richiede il perfetto allineamento delle foto, estremamente difficile se gli scatti non son stati fatti con il treppiede (comunque indispensabile per foto scattate con del tele). Un'altra tecnica è quella di fusione delle foto in HDR attraverso a programmi ad hoc, che sono in grado anche di allineare (entro certi limiti), le foto anche in condizioni di variazione di puntamento della camera durante gli scatti successivi e di fondere le foto traendo da esse i dettagli la dove essi sono presenti, ovvero i dettagli degli elementi chiari dalle pose sottoesposte e quelli delle zone scure dalle pose sovraesposte.
La scelta dell’esposizione per la foto di riferimento avviene sempre con i criteri tipici della fotografia e l'esposizione è il giusto bilancio tra tempi, apertura diaframma e profondità focale ottenuta, con un occhio a sensibilità e rumore, mentre la selezione del delta per il bracketing deve essere fatta in funzione del contrasto presente in ciò che si vuole ritrarre.
La fusione in HDR può essere fatta con algoritmi matematici diversi e selezionabili, secondo i programmi utilizzati.
Spesso si disprezza questa tecnica per via delle immagini eccessivamente esasperate che si vedono sul web, a volte la si disprezza semplicemente perché non la si vuole utilizzare (la vecchia favola della volpe e dell’uva) a volte perché lo si ritiene complicato e non si ha il SW, ma in realtà questa tecnica se usata con grano salis, permette in poco tempo di ottenere risultati che si avvicinano a ciò che vede l’occhio umano, che in fondo è quello che un fotografo vorrebbe far vedere al prossimo, salvo casi in cui per scelta si voglia volutamente far vedere una situazione di esposizione, luminosità, contrasto, dinamica, saturazione etc.etc diversa dalla realtà.
In conclusione, ritengo che le correzioni e l’uso di layers, di bracketing e HDR, se non spinti per ottenere risultati al di la della realtà, non siano da stigmatizzare, in quanto correggono i limiti dei ns apparecchi fotografici ed a volte anche i ns errori di esposizione. Produrre belle foto e creare belle immagini sono entrambe forme d'arte e tanto di cappello a chi lo sa fare, a prescindere dalle possibilità e dei mezzi utilizzati, ma le foto vanno nei concorsi fotografici, le immagini altrove!
Ciao, Andrea
Salve a tutti , durante il periodo natalizio si è tutti più buoni : voi lo siete diventati pertanto farò lo stesso anch’io. Anche in questo caso se non era per la segnalazione di un amico non avrei saputo che si parlava della mia foto e leggendovi ho notato uno spirito costruttivo e non da battaglia come nella precedente occasione. Vi spiego la mia foto.
Sono salito una notte con mia moglie e alcune torce elettriche portatili nei pressi di Malga Garda con l’intenzione di fare una foto abbastanza difficoltosa nella sua realizzazione.
La notte era di totale assenza di luna in modo da prendere la via Lattea ed in questo contesto inserirvi una casetta inspiegabilmente illuminata (Si tratta di una vecchia stalla sprovvista di collegamenti elettrici) e un simpatico fantasmino.
Per l’illuminazione della casetta ho semplicemente posizionato 3 torce elettriche nelle finestre della parte nascosta (Non ci sono scuri e neppure vetri alle finestre) in modo che la loro luce fioca illuminasse le 3 finestre visibili .
Con una 4 torcia mia moglie illuminava per qualche secondo il prato e la casetta, infine una quinta torcia serviva a me che , dopo aver impostato la fotocamera per lo scatto di mia moglie, mi mettevo sotto il lenzuolo a fare il fantasmino. Questa è stata la parte più difficile della foto in quanto non è stato facile indovinare il posizionamento della torcia: se troppo nascosta il fantasmino non si vedeva , viceversa risultava troppo bruciato se fosse stata solo sotto il lenzuolo. Abbiamo dovuto pertanto effettuare vari scatti per ottenere un risultato soddisfacente (Vincente la scelta della patta dei pantaloni , come sempre del resto!!!!). Devo dire che quella serata è stata molto divertente sia per me che per mia moglie e credo che ce la ricorderemo a lungo.
Il tutto è stato effettuato con scatti da 30 secondi perché, utilizzando un grandangolo come il mio (16 mm. per il pieno formato), questi sono i secondi di scatto massimi che servono per evitare il mosso (La scia) delle stelle. Con una fotocamera APSC i 30 secondi possono essere utilizzati per un grandangolo da 10 mm.
Ovviamente il completamento del risultato finale è stato fatto in post con PhotoShop: per far risaltare le stelle e le nebulose della via Lattea ho aumentato il contrasto ; per rendere ancora più visibile la casetta e il prato ho utilizzato il comando Luci e ombre. Naturalmente nelle foto notturne con secondi di esposizione il rumore nel cielo è presente , inoltre aumentandone il contrasto questo si amplifica ulteriormente pertanto si è reso necessario l’intervento con i livelli per toglierlo almeno in parte.
Infine ,siccome a mio gusto la composizione così com’era non mi soddisfaceva completamente , ho inserito il profilo delle Pale da un’altra mia foto. Questo si po’ ottenere in 2 modi : operando con il lazo magnetico oppure ,ed è questo il caso ,operando con la maschera di livello.
Questa è la mia foto creativa ; sono d’accordo che le opinioni possano essere discordanti ; per svariati motivi che non stiamo ad analizzare c’è chi le detesta ,chi le apprezza , chi le ignora e infine chi effettua solo foto creative. L’importante è il risultato finale che può essere o meno apprezzato in base al gusto personale. La foto in generale è ,comunque , quello che si vuole rappresentare ,ben sapendo che la realtà nella foto non esiste : basti pensare ai semplici comandi di impostazione della fotocamera, ai semplici lavori di post (più o meno contrasto , luminosità , saturazione…) per arrivare infine alla più grande manipolazione della realtà che è il bianco e nero ,… o viviamo per caso in un mondo in bianco e nero?!
Non è la prima volta che una foto creativa vince uno di questi contest [(Vedi il contest Rumeno dicembre 2012 Yozarsif)](http://www.panoramio.com/photo/71380843) ; nel mio caso non mi sono posto assolutamente il problema di segnalare la cosa riguardo al contest ( Non mi è proprio passato per l’anticamera del cervello) perché quello sopra appena esposto è il mio pensiero riguardo al mondo fotografico ; e poi parliamoci chiaro, non stiamo parlando di un contest in cui ci sono premi di valore in palio. Infine , onde evitare polemiche e discussioni, ha fatto bene Andrea nel suo ultimo contest ha inserire la postilla.
Vi saluto augurando a tutti voi un mondo di bene per il 2014.
Ciao, Dino
Ah bè, io ho un portatile e non posso farci niente.
Non per.. contraddirti Stefano, ma... non ci sono... "SANTI DI MONITOR" che tengano, perchè per... giudicare bene se una foto è riuscita bene, bisogna stamparla o... meglio, farla stampare da un laboratorio professionale con dimensioni adeguate, in quanto i monitor (per ora) saranno sempre lontani dalla risoluzione minima dei "300 DPI" per avere una visione decente. Si provi a stampare una foto a 100-120 DPI (come la risoluzione di un monitor, di quelli... "buoni") e... poi si vedrà che... schifo farà!.