PAESE DI RESIDENZA: Italia - Piemonte - Biella
LINGUE CONOSCIUTE: italiano, francese (buono, tempo.. fa), inglese (discreto, tempo.. fa)
PROFESSIONE: Cessata attività dal 1° aprile 2004 (Ing. di progettazione hardware informatico)
ATTREZZATURA FOTOGRAFICA: Olympus OM-4Ti (con ottiche fisse Zuiko 24, 50, 100 e zoom Tamron 35-135 e 70-210, flash F280 Full-Synchro, vari schermi di messa a fuoco intercambiabili, filtri, treppiedi, ecc.);
Olympus OM-D E-M1 (con ottiche zoom 9-18 SWD, 12-60 SWD, 14-54, 14-150 II, 50-200 SWD e teleconverte EC-14);
Olympus XA,
Sony DSC-W130, Olympus XZ-1
HOBBY ED INTERESSI: fotografia, lettura (soprattutto tecnica), bricolage, sport a livello distensivo (ciclismo, sci, escursionismo)
La mia presenza in Panoramio la si deve essenzialmente alla fotografia digitale, visto che i moderni mezzi permettono di scattare e condividere immediatamente le immagini. Però non dimentico assolutamente la fotografia analogica, sarei ipocrita, con la quale ho iniziato a coltivare l'hobby fin da quando avevo vent'anni, iniziando con una reflex russa, la
Zenith E. La svolta però è avvenuta quando con sudati risparmi ho acquistato la
mitica Olympus OM-1, vera "pietra miliare" delle reflex di quei tempi, usata da tutti i professionisti del mondo e seconda solo alla Leica M, la quale è stata la vera artefice della della mia passione fotografica, dandomi tantissime e grandissime soddisfazioni, sostituita poi l'
OM-2, prima e unica reflex ad avere l'esposizione in
"tempo reale", ovvero sulla tendina e/o sulla pellicola, per approdare successivamente e definitivamente all'OM-4Ti nel settore analogico. Nel digitale ho iniziato nel 2002 con varie compatte, come la
Nikon 2100,
Nikon E-4300 e successivamente
Sony DSC-V3, compatta si ma di alto rango a quei tempi, con scatto raw e ottica Zeiss Tessar. La mia logica scelta infine non poteva escludere una fotocamera reflex e nemmeno di pensare di buttare alle ortiche l'intero parco ottiche e accessori delle reflex analogiche, quindi sono rimasto fedelmente in famiglia, scegliendo l'
E-System "Four Thirds" di Olympus, con la
E-510 perchè l'Olympus è stata l'unica casa costruttrice che abbia avuto il coraggio di dare un taglio al passato e di buttare in campo novità tecniche specifiche per la fotografia digitale, quando ancora tutti gli altri adattavano i loro vecchi obbiettivi ai nuovi corpi macchina. Tanto per citarne alcune: Il Live view con display orientabile; un'efficace sistema di pulizia del sensore a "onde sonore supersoniche", copiato poi da tutti ma ancora oggi ineguagliabile; i sensori stabilizzati che permettono il fermo immagine con qualsiasi obbiettivo montato (anche quelli analogici) e rendendo molto meno ingombranti, pesanti e costosi i nuovi, rispetto alla concorrenza; le "ottiche telecentriche" che permettono di far arrivare i raggi perpendicolari sui recettori del sensore con notevole guadagno in nitidezza e assenza di riverberi fino all'estremità del fotogramma. Successivamente è arrivata la reflex
E-3, un vero carrarmato in fatto di robustezza. Poi essendo appassionato di lunghe passeggiate in montagna, avevo bisogno di un mezzo fotografico che non mi facesse rimpiangere, tranne che nel peso e ingombro, la reflex, perciò mi sono orientato sull'
Olympus XZ-1, una "compatta" più di nome che di fatto, dalle grandissime prestazioni (raw compreso) automatiche e manuali, grazie anche al luminosissimo obiettivo f/1,8 che molte reflex si sognano e che permette di scattare splendide immagini a mano libera in scarse condizioni d'illuminazione, la quale poi corredata dal mirino elettronico orientabile "a pozzetto" diventa a tutti gli effetti una piccola reflex. Infine, dulcis in fundo, dalla fine del 2013 è arrivata la
OMD EM-1, fotocamera "mirrorless", piccola, leggera e velocissima grazie alla messa a fuoco "ibrida" sul sensore, (a rilevazione di contrasto e/o di fase) da soppiantare le voluminose e budinose reflex. Insomma nuovamente una novità Olympus, a cui hanno poi fatto seguito Panasonic (stesso consorzio), Sony (addirittura con le 35 mm) e ora anche Leica. Perciò il "futuro è già presente", con altri ancora nel passato.