Ance Sicilia
Collegio Regionale Costruttori Edili Siciliani
Comunicato Stampa
In Sicilia si aggrava l’emergenza abitativa: 32% del reddito per avere
una casa
Russo: “Serve un grande Piano Casa: l’inizio è promettente, ma occorre
investire molto di più”
Palermo, 12 giugno 2026 – In Sicilia si aggrava l’emergenza abitativa:
di proprietà o in affitto, la casa è diventata un obiettivo
irraggiungibile non solo per le famiglie a basso reddito, che possono
solo sperare nell’assegnazione di un alloggio popolare, ma anche per
quelle riconducibili alla cosiddetta “fascia grigia”, cioè con reddito
medio di circa 16.500 euro (è il “secondo quintile”, una delle cinque
fasce di reddito in cui sono suddivise le famiglie in base al reddito),
e per quelle del “terzo quintile” che dispongono in media di circa
23.500 euro . Infatti, complice anche la corsa alle locazioni brevi che
fa lievitare i prezzi del mercato immobiliare, in Sicilia per questi
nuclei la rata del mutuo o il canone di locazione richiedono oltre un
terzo del reddito, superando la soglia critica dell’indice di
accessibilità.
L’edizione di quest’anno del rapporto “Scenari edilizi regionali”,
curato dal Centro studi nazionale dell’Ance, in riferimento alla
situazione in Sicilia, lancia l’allarme sul forte aumento della spesa in
Sicilia per comprare o affittare una casa, che colpisce e taglia fuori
dal diritto alla casa anche le famiglie con reddito medio. La rata del
mutuo, che nel 2022 assorbiva il 28% del reddito del “secondo quintile”,
nel 2024 è arrivata a superare il livello critico nelle città di Palermo
(32%) e Catania (31,5%) e il canone di affitto è arrivato al 32,7% del
reddito disponibile a Siracusa, al 31,8% a Palermo, al 30,7% a Catania
e al 30,5% a Trapani.
Citazione a parte meritano le dieci più care località turistiche, tutte
in provincia di Messina: il record assoluto va a Santa Marina Salina
(77,2%), seguita da Malfa (72,5%), Leni (65,3%), Taormina (62,3%),
Giardini Naxos (52,5%), Lipari (51,5%), Castelmola (49,6%), Letojanni
(47,6%), Oliveri (41,2%) e Capo d’Orlando (39,9%).
Secondo Salvo Russo, presidente regionale di Ance Sicilia, “questi dati
evidenziano ancora di più l’urgenza di varare un grande Piano Casa per
la Sicilia che renda disponibili alloggi accessibili e a prezzi
calmierati ai nuclei fragili e disagiati, ma anche alle giovani coppie
e alle famiglie con reddito medio che cominciano a incontrare difficoltà
nell’ottenere un mutuo o nel trovare un affitto sostenibile. Un Piano –
sottolinea Russo – che investa massicciamente sull’edilizia residenziale
pubblica, sulla ristrutturazione ed efficienza energetica di edifici
esistenti, sull’housing sociale e sulla rigenerazione urbana e che
incentivi anche i proprietari privati a manutenere gli immobili sfitti
a condizione di applicare poi canoni agevolati”.
Il presidente di Ance Sicilia ritiene che, dopo la fine del “Pnrr” e dei
bonus edilizi, gli investimenti pubblici sull’edilizia residenziale
“possano essere una buona alternativa per dare continuità alla spinta
alla produttività e all’occupazione nel comparto edile, che nel 2025 ha
inciso sul Pil regionale per il 13,7% in termini di investimenti e per
il 7,5% in termini di occupazione complessiva”.
Russo considera “un inizio promettente il Piano Casa del governo
nazionale che stanzia per tutta Italia 7,4 miliardi fino al 2034, che
con l’aggiunta di fondi Ue e nazionali per il social housing possono
arrivare a 10 miliardi, nonché 1,2 miliardi dalla rimodulazione del
‘Pnrr’ appena definita (è la ‘quarta gamba’ del Piano Casa). Apprezziamo
moltissimo – sottolinea ancora Russo – la decisione del governo
regionale di rimodulare 259 milioni di fondi europei per integrare il
Piano Casa nazionale, unitamente ai 15 milioni in tre anni stanziati
dalla legge di Stabilità regionale 2026-2028 per incentivare le famiglie
a eseguire le ristrutturazioni (è la ‘quinta gamba’ del Piano Casa)”.
“Questa è la strada giusta - conclude Salvo Russo - ma si tratta di
risorse che, sia pure significative, sono purtroppo insufficienti.
Auspichiamo, quindi, che il governo nazionale e l’Esecutivo Schifani
aggiungano risorse adeguate all’obiettivo sociale di un mercato casa
alla portata di tutti e di un diritto all’abitare che non sia più
negato a nessuno”.
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