Buongiorno,
per prima cosa se si tratta di organi e pezzi anatomici
provenienti dal macello questi dovrebbero essere scortati da ddt e ,
se contenuti in confezioni o in contenitori provvisti di etichettatura
riportante gli estremi del bollo sanitario. Il fatto che non fossero
ancora stati preparati per la vendita non è un motivo che ne
giustifichi la mancanza di bollatura.
A questo punto se privi di bollatura e di documentazione è automatico
che l'organo di vigilanza possa nutrire qualche dubbio sulla
provenienza e proceda nell'interessa generale al sequestro...ed alla
distruzione del prodotto.
Per quanto riguarda la bontà formale del sequestro è corretto che sul
verbale vi siano tutti i riferimenti al sequestro stesso, ovvero
l'indicazione delle modalità con cui si è operato il sequestro (tipo e
numero di sigilli e dove sono stati posti), il riferimento alla
disposizione di Legge in forza del quale si è operato il sequestro,
l'organo a cui fare riferimento per opporsi al sequestro,
l'ammonizione al detentore temporaneo del sequetro degli oneri
inerenti la custodia, ecc. ecc.
Converrà con me comunque che lo scopo del sequestro è quello di
privare della disponibilità del prodotto il detentore, cioè di
impedire che un prodotto "potenzialmnete pericoloso" possa giungere al
consumatore finale o comunque entrare nella filiera.
La mancata rintracciabilità delle frattaglie è quindi la causa del
sequestro.
E' probabile quindi che il macellaio venga sanzionato per mancato
rispetto dell' art. 18 del reg. CE 178/02 ai sensi del D.lgs 190/06
(art. 2, Euro 1500).
Data la rilevanza del fenomeno della macellazione clandestina in certe
aree del nostro Paese (vedi ad es.
http://www.lifegate.it/alimentazione/articolo.php?id_articolo=1057)
può essere che il C.U. ipotizzi anche una ipotesi di reato , ma
ovviamente si tratta di supposizioni, non avendo altri elementi.
Per quanto riguarda eventuali irregolarità formali compiute dal CU non
so che dirle, nel senso che non cancellano di fatto l'illecito
amministrativo e, in caso di contestazioni penali possono essere
utilizzate in quanto la difesa può sostenere di non essere stata messa
in condizioni di difendersi (mancata possibilità di esercitare il
diritto di difesa). Della mancata indicazione del numero dei sigilli
non mi sembra particolarmente rilevante (dal punto di vista della
difesa) in quanto sarebbe stato un particolare rilevante casomai
nell'ipotesi di una mancata custodia del prodotto sequestrato. Il suo
cliente potrebbe eventualmente contestare la mancata indicazione della
causa del sequestro sul verbale qualora si fosse opposto, ma mi
sembra di capire che poi lui stesso abbia chiesto la distruzione
(poteva congelare altrimenti). Personalmente suggerirei al suo cliente
degli difensivi generali (il fatto che comunque tutti gli altri
alimenti presenti sono rintracciabili, eventuale fattura di vendita
delle frattaglie, ecc.) ,ma non insisterei più di tanto sugli errori
formali del sequestro ormai terminato con la distruzione del prodotto.
Gli errori formali andavano contestati subito per ottenere
eventualmente il deissequestro della merce, ma a questo punto mi
sembrerebbero ininfluenti. Può utilizzare l'appiglio relativo alla
mancata difesa se le dovessero contestare un reato penale.
MDC