Riley North una tranquilla madre di famiglia, spesso in contrasto con le altre mamme della scuola frequentata dalla figlia Carly, di dieci anni. La donna vive felicemente con la bambina e il marito Chris, nonostante sia spesso vittima di turni massacranti sul posto di lavoro e l'attivit del compagno stia subendo un periodo di forte crisi, con conseguenti difficolt economiche. Proprio nel tentativo di uscire dalle precarie condizioni, l'uomo ha chiesto aiuto a un amico, invischiato in giri malavitosi, che ha intenzione di derubare il potente boss della droga Diego Garcia, conosciuto anche con il soprannome di Ghigliottina per via dei suoi metodi violenti.
Ci nonostante Chris all'ultimo momento utile cambia idea ma troppo tardi, in quanto il suo sodale gi stato catturato dagli scagnozzi del gangster e sotto tortura ha fatto il suo nome. In Peppermint - L'angelo della vendetta Garcia ordina cos la sua immediata eliminazione, durante la quale perde tragicamente la vita anche la piccola Carly, colpita a morte da uno dei proiettili destinati al padre, anch'esso ucciso.
Riley, che ha assistito in diretta allo spietato omicidio a sangue freddo dei suoi cari, identifica gli esecutori e accetta di testimoniare al processo, ignorando che il boss abbia contatti ovunque e alle sue dipendenze persino il giudice.
La vedova, scoppiata in un comprensibile eccesso d'ira alla lettura della sentenza d'assoluzione, viene condannata a trascorrere alcuni mesi in una struttura psichiatrica ma, durante il tragitto in ambulanza, riesce a scappare. Cinque anni dopo la ritroviamo a Los Angeles, pi determinata che mai a ottenere vendetta in ogni modo e trasformatasi in un'implacabile macchina da guerra sempre pronta a proteggere i pi deboli.
Che Pierre Morel avesse un debole per i revenge-movie di stampo classico lo si era ampiamente capito gi dal primo capitolo della saga di Io vi trover (2008), film che ha rilanciato la carriera di Liam Neeson nel ruolo di implacabile action-hero. Difficile dire se sar lo stesso destino seguito da Jennifer Garner, protagonista di questo Peppermint - L'angelo della vendetta, in uscita anche nelle sale nostrane. Ci troviamo davanti a un'operazione canonica dal punto di vista del genere, con un'esponente del gentil sesso quale vendicativa incarnazione del comune sentimento di giustizia privata, qui aggiornato ai tempi moderni anche tramite l'uso dei social network, sui quali la Nostra diventa una sorta di eroina per la gente comune in quanto colpisce solo membri di gang criminali.
Al netto di una sceneggiatura derivativa che non aggiunge nulla di nuovo a quanto gi visto e rivisto in decine di produzioni a tema, il regista francese opta per una messa in scena solida e senza fronzoli che non disdegna la sanguigna violenza e si appoggia ad alcune soluzioni interessanti nella missione di Riley, intenzionata ad ogni costo a farla pagare al mandante dell'omicidio della propria famiglia.
L'inusuale scelta del titolo (la menta piperita una pianta aromatica dall'azione anestetica, depurativa e antisettica) cos l'unico elemento originale di una pellicola che si adagia su molti luoghi comuni e in cui alcuni dettagli vengono volutamente ignorati per lasciare campo libero all'azione dura e pura, dove la pur magrolina Garner, con armi sempre in mano, se la cava pi che discretamente fino alla definitiva resa dei conti finale.
Un paio di colpi di scena (almeno uno parzialmente imprevedibile), un leggero substrato drammatico e un discorso pi ampio sulle ingiustizie nei confronti dei minori e dei senzatetto delle periferie americane accompagnano cos la storyline principale dove, tra cattivi sempre pi cattivi e poliziotti che nascondono inquietanti segreti, il netto cambiamento della protagonista risulta effettivamente poco credibile: difficile ricordare trasformazioni cos drastiche di una figura, maschile o femminile che sia, che da un giorno all'altro e senza effettivi appoggi scompare per cinque anni e fa ritorno quale infallibile angelo della vendetta.
Proprio su questa mancanza di verosimiglianza poggia forse il maggior limite di un'operazione altrimenti onesta e capace di intrattenere senza troppe difficolt gli amanti del filone.
Niente di nuovo sotto il sole, con la sola (non poi cos innovativa) particolarit di un personaggio femminile quale assoluta protagonista, per questo revenge-movie senza infamia e senza lode diretto dallo specialista Pierre Morel. Il regista francese pone una Jennifer Garner mai cos tosta al centro di un action dal sapore classico, nel quale una moglie e madre ritorna dopo cinque anni di fuga per vendicare il crudele omicidio del marito e della figlia, uccisi a sangue freddo su ordine di un potente boss della droga. Peppermint - L'angelo della vendetta procede su soluzioni abusate ma con una discreta e rocciosa messa in scena, che rende le dinamiche d'azione avvincenti quanto basta per il relativo pubblico di riferimento, a patto che questi chiuda un occhio su alcune incoerenze e lacune narrative che rendono poco verosimili le basi del costrutto narrativo.
Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith (Star Wars: Episode III - Revenge of the Sith) un film del 2005 scritto e diretto da George Lucas. La pellicola la sesta in ordine di produzione e la terza in ordine di cronologia interna della serie fantascientifica di Guerre stellari. Uscito tre anni dopo Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, costituisce l'ultimo episodio della trilogia prequel di Guerre stellari, e anche l'ultimo film live action della saga curato da Lucas prima dell'acquisizione della Lucasfilm da parte della The Walt Disney Company nel 2012.
Il film racconta lo svolgersi delle guerre dei cloni, che vedono opporsi l'esercito della Repubblica Galattica, guidato dai Jedi, e i droidi della Confederazione dei Sistemi Indipendenti. Il maestro Obi-Wan Kenobi viene incaricato di trovare e uccidere il Generale Grievous, a capo dell'armata dei separatisti, la cui cattura potrebbe porre fine alla guerra. Nel frattempo, Anakin Skywalker, compagno ed ex allievo di Kenobi, stringe un rapporto filiale con il cancelliere Palpatine, che lo porter a soccombere al lato oscuro, cambiando le sorti della galassia e conducendo alla nascita dell'Impero Galattico.
Lucas cominci a scrivere la sceneggiatura nel 2002, e le riprese si svolsero da giugno a settembre 2003 nei Fox Studios Australia. Del cast fecero parte Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Christopher Lee, Samuel L. Jackson, Anthony Daniels e Frank Oz. Il film fu presentato fuori concorso al 58 Festival di Cannes, il 15 maggio 2005, per poi essere distribuito nelle sale negli Stati Uniti d'America e nel resto del mondo a partire da mercoled 19 maggio 2005.
Al momento dell'uscita nei cinema, infranse diversi record guadagnando un totale di 848 milioni di dollari in tutto il mondo e risultando, al tempo, il terzo film con il maggior incasso della saga di Guerre stellari. Fu il film pi remunerativo del 2005 negli Stati Uniti e il secondo maggior incasso cinematografico dietro a Harry Potter e il calice di fuoco[1]. Pur con alcune riserve sulla sceneggiatura e sui dialoghi, La vendetta dei Sith ricevette critiche per lo pi positive e venne considerato il migliore dei tre prequel, anche per il modo in cui si riallaccia senza sfasature a Guerre stellari[2][3].
Tre anni dopo lo scoppio delle guerre dei cloni tra la Repubblica Galattica e la Confederazione dei Sistemi Indipendenti, i capi dei separatisti, il Conte Dooku e il Generale Grievous, giungono a rapire il cancelliere supremo Palpatine e a sfidare le forze della Repubblica sui cieli di Coruscant. I Jedi Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker penetrano quindi nella nave ammiraglia dei separatisti, la Invisible Hand, per liberare Palpatine. Qui si ritrovano a combattere contro il Conte Dooku, che Anakin sconfigge e decapita a sangue freddo, sotto gli incitamenti del cancelliere. La nave, frattanto, ha subito gravi danni e sta per precipitare su Coruscant; Grievous ne approfitta per scappare attraverso un guscio di salvataggio, mentre Anakin esegue un pericoloso atterraggio di fortuna sul pianeta. Mentre Palpatine ritorna al Senato galattico e Obi-Wan al consiglio Jedi, il giovane Jedi ritrova in segretezza la moglie Padm Amidala, che gli rivela di essere incinta. Nonostante l'iniziale gioia per la notizia, Anakin in seguito tormentato da incubi in cui vede Padm morire a causa del parto. Palpatine inserisce Anakin come suo rappresentante al consiglio Jedi. Il consiglio, per, a sua volta gli ordina di sorvegliare il cancelliere e gli nega il rango di maestro nonostante le imprese compiute. Frustrato dagli avvenimenti e turbato dal pensiero di perdere Padm, Anakin inizia a perdere fiducia nei Jedi. Intanto, Yoda si reca su Kashyyyk per combattere i separatisti al fianco dei suoi amici Wookiee, mentre Obi-Wan si dirige verso Utapau, dove i cloni hanno localizzato il rifugio personale di Grievous: dopo un lungo duello, il maestro Jedi riesce a eliminarlo.
Palpatine approfitta delle lunghe frequentazioni con Anakin per manipolarlo al suo volere e si offre di insegnargli come prevenire la morte con il Lato Oscuro, gettando infine la maschera e rivelando al giovane che egli il Signore Oscuro dei Sith, Darth Sidious. Anakin vorrebbe subito assicurare il nemico alla giustizia ma, ancora preoccupato per la sorte di Padm e tentato dalla possibilit di riuscire a prevenirne la morte tramite l'apprendimento delle tecniche del lato oscuro, si limita a riportare la scoperta a Mace Windu. Quest'ultimo, insieme a Kit Fisto, Agen Kolar e Saesee Tiin, tenta di arrestare il cancelliere, che ingaggia un duello con loro e in breve uccide Kolar, Tiin e Fisto. Sidious prova a uccidere Windu con i suoi fulmini di Forza, ma quest'ultimo li reindirizza contro di lui con la sua spada laser, deformandogli orribilmente il volto e riuscendo a sopraffarlo. Proprio quando il maestro Jedi sta per dare il colpo di grazia, Anakin si intromette mozzandogli la mano destra e consentendo a Sidious di eliminarlo. Sidious sottomette quindi Anakin al lato oscuro, ribattezzandolo Dart Fener, poi emana l'Ordine 66 su tutta la galassia: i cloni iniziano allora a rivoltarsi contro i loro comandanti Jedi, sterminandoli tutti. In una seduta speciale del Senato, Palpatine accusa i Jedi di alto tradimento e annuncia la trasformazione della Repubblica nell'Impero Galattico, autoproclamandosene imperatore. Fener, intanto, si reca al Tempio Jedi e compie una strage uccidendo tutti i cavalieri e i padawan rimasti, quindi si trasferisce sul pianeta vulcanico Mustafar, per assassinare in una trappola i leader separatisti, che hanno ormai svolto il loro compito.