Un futuro di uragani della forza di Katrina
Cortesia NASA/JAXA
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Fino a oggi un uragano di forza paragonabile a quella di Katrina si è verificato solo ogni vent'anni. Ma con il previsto aumento delle temperature globali entro la fine del secolo, probabilmente dovremo fronteggiare simili eventi estremi molto più spesso, come ha dimostrato uno studio in cui sono stati confrontati i principali modelli di previsione sullo sviluppo delle tempeste (red)
Entro la fine del secolo la frequenza di uragani con la forza di Katrina, che nel 2005 ha colpito con violenza la costa degli Stati Uniti affacciata sul Golfo del Messico, con effetti particolarmente devastanti su New Orleans, è destinata a decuplicarsi se si verificherà il previsto aumento di 2 gradi Celsius della temperatura media globale. In particolare, per ogni grado di aumento il numero di uragani si moltiplicherà per cinque. E' il risultato di uno studio effettuato da ricercatori del Niels Bohr Institute dell'Università di Copenaghen, che illustrano come sono arrivati a questa conclusione inun articolo pubblicato sui “Preoceedings of the National Academy of Sciences”.
La previsione dell'andamento futuro dei fenomeni ciclonici estremi in seguito al riscaldamento globale in atto si è dimostrata un'impresa ardua perché entrano in gioco fattori che possono avere effetti opposti: l'aumento delle temperature superficiali del mare, per esempio, favorisce la formazione dei cicloni tropicali, mentre l'incremento del gradiente verticale delle velocità dei venti, ovvero l'aumento della velocità dei venti con l'aumentare della quota, potrebbe avere l'effetto contrario.
Montaggio che illustra la potenza che possono raggiungere le onde di tempesta quali quelle della tempesta estrema Sandy, che nell'autunno 2012 ha allagato ampia parte di New York e di altre città costiere della regione. (Cortesia Gordon Tarpley)A causa delle diverse modalità di raccolta dei dati relativi agli uragani, finora non è stato possibile stabilire il reale peso di questi fattori nella genesi di fenomeni meteorologici estremi. Attualmente infatti i modelli si dividono in due grandi categorie: quelli che fanno riferimento alle temperature marittime regionali e quelli che si basano sulle differenze tra le temperature marine regionali e le temperature medie negli oceani tropicali.
Invece di seguire una di queste due metodologie, Aslak Grinsted e colleghi hanno prima sviluppato un modello che analizza la distribuzione di probabilità della genesidi un uragano in funzione degli schemi di riscaldamento regionale. Poi hanno confrontato questa distribuzione con i dati relativi a un insieme omogeneo di rilevazioni di picchi ciclonici a partire dal 1923. I ricercatori hanno quindi potuto confrontare dieci ipotesi concorrenti basate su altrettanti differenti predittori principali dello sviluppo di uragani – come l'Oscillazione del Nord Atlantico, l'Oscillazione Quasi Biennale, El Nino, le precipitazioni del Sahel, il forcing radiativo e così via - e sviluppare quello che si potrebbe definire un “metamodello”.
Analisi dell'evoluzione di Katrina sulla base delle riprese satellitari della Tropical Rainfall Measuring Mission (TRMM). (Cortesia NASA/JAXA)In questo modo, dice Grinsted, "abbiamo scoperto che a un riscaldamento del clima di 0,4 gradi Celsius corrisponde un raddoppio della frequenza dei picchi di tempeste estreme come quella seguita allo sviluppo di Katrina. Considerato il riscaldamento globale verificatosi nel corso del XX secolo, abbiamo già superato la soglia per cui più della metà di tutte le tempeste della forza di Katrina sono attribuibili proprio al riscaldamento globale".
"Se la temperatura aumenterà di un ulteriore grado, la frequenza aumenterà di 3-4 volte", spiega Grinsted e se il clima globale diventasse due gradi più caldo, la frequenza di queste tempeste estreme aumenterà di dieci volte. Dato che dal 1923 c'è stata una tempesta della forza di Katrina ogni 20 anni, questo significa che in futuro ci si può aspettare di doverne fronteggiare una analoga ogni due anni.
2013/3/1 Orleo Marinaro <orleo.m...@gmail.com>
Ciclo di tre conferenze alla Biblioteca Crescenzago, via don Orione, 19, MilanoSul Sistema Solare1. venerdì 22 marzo 2013, ore 182. venerdì 29 marzo 2013, ore 183. venerdì 5 aprile 2013, ore 18tratte dal precedente ciclo su "Le Dimensioni dell'Universo"“Le Dimensioni dell'Universo” è un ciclodi conferenze sui vari oggetti astronomiciche si trovano a varie distanze dalla Terra. Si iniziacon tre incontri basati su alcune delle migliaiadi foto del Telescopio Spaziale Hubble, presentisul suo sito internet. In ogni sessione il relatoremostrerà e commenterà le foto, e risponderàa tutte le domande e le curiosità del pubblico.Aggiornate alle ultime scoperte.:-)Orleo--
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