© Simon Chavez/dpa/CorbisL'analisi automatizzata delle preferenze segnalate con l'opzione “Mi piace” di Facebook permette di tracciare un identikit delle singole persone anche quando le preferenze non vanno a contenuti direttamente legati a sessualità, politica, religione o stato civile. Sfruttando una strategia inferenziale, l'algoritmo usato nella ricerca è riuscito a individuare con buona accuratezza persino tratti della personalità come l'estroversione, la disponibilità ai cambiamenti e il quoziente intellettivo. Il risultato, sottolineano i ricercatori, pone seri problemi di tutela della privacy (red)
© S. Steinach/dpa/CorbisTestato su oltre 58.000 volontari, tutti utenti statunitensi di Facebook, il programma utilizzato dai ricercatori per eseguire un'analisi automatizzata dei “Mi piace” è stato in grado di distinguere con una precisione del 95 per cento l'origine europea o afroamericana dei soggetti, dell'88 e del 75 per cento l'orientamento sessuale rispettivamente di maschi e femmine, dell'85 per cento la preferenza per democratici o repubblicani, dell'82 per cento la religione cristiana e musulmana. Di poco inferiore - fra il 65 e il 73 per cento - è risultata l'accuratezza con cui l'algoritmo riesce a scoprire se si ha una relazione oppure si è single e se si fuma, si beve alcool o si fa uso di sostanze. La prestazione peggiore ha riguardato la capacità di capire se i genitori di un utente si erano separati prima che questi compisse i 21 anni: il programma ha dato la risposta corretta “solo” il 60 per cento delle volte.
© Simon Chavez/dpa/CorbisI ricercatori sottolineano che l'uso di questo sistema ha grosse potenzialità di applicazione nel campo della personalizzazione del marketing, ma pone anche un problema di rispetto della privacy sia da parte di società private sia di istituzioni governative. Dato che la metodologia presa in esame può essere applicata a tutti i tipi di dati digitali, e non solo a quelli di Facebook, concludono gli autori, “la possibilità di prevedere caratteristiche individuali dalle registrazioni digitali di comportamenti può avere rilevanti implicazioni negative, perché può essere facilmente applicata a un gran numero di persone senza aver ottenuto il loro specifico consenso e senza che se ne accorgano. [...] Si possono immaginare situazioni in cui tali previsioni, anche se non corrette, potrebbero costituire una minaccia per il benessere, la libertà, o addirittura la vita di un individuo. È importante sottolineare che, data la sempre maggiore quantità di tracce digitali che le persone lasciano dietro di sé, diventa difficile per gli individui controllare quali dei loro attributi siano stati rivelati. Per esempio, evitare semplicemente contenuti esplicitamente omosessuali potrebbe essere insufficiente per impedire ad altri di scoprire il proprio orientamento sessuale”.Ciclo di tre conferenze alla Biblioteca Crescenzago, via don Orione, 19, MilanoSul Sistema Solare1. venerdì 22 marzo 2013, ore 182. venerdì 29 marzo 2013, ore 183. venerdì 5 aprile 2013, ore 18tratte dal precedente ciclo su "Le Dimensioni dell'Universo"“Le Dimensioni dell'Universo” è un ciclodi conferenze sui vari oggetti astronomiciche si trovano a varie distanze dalla Terra. Si iniziacon tre incontri basati su alcune delle migliaiadi foto del Telescopio Spaziale Hubble, presentisul suo sito internet. In ogni sessione il relatoremostrerà e commenterà le foto, e risponderàa tutte le domande e le curiosità del pubblico.Aggiornate alle ultime scoperte.:-)Orleo