ahi ahi..immaginavo di suscitare queste reazioni.. pero' speravo anche
in qualche considerazione piu' ragionata!
@ Fabrizio: sono d'accordo che sono lo strumento ideale per
infinocchiare gli sprovveduti; basta vedere le pubblicita' barbine di
piu' di un broker con sede a Cipro o simili. Tuttavia non escludo che
possano essere interessanti se usate correttamente. La ragione per cui
le trovo potenzialmente attraenti sta nel fatto che e' relativamente
facile analizzare payoff binari o, piu' in generale, discreti. Non a
caso le varie regole di allocazione ottima (Kelly rule, Vince's
Optimal f, etc.) tipicamente lavorano in questo setting.
E' pure discutibile affermare che sono "care", in generale. IG quota
ad inizio settimana opzioni binarie weekly a 48-52 il che e' grosso
modo in linea con i metodi di pricing classici basati su BS;
considerando che un broker cerca un guadagno risk free sulla base di
static and dynamic hedging in considerazione di volatilita' incerta
uno spread di 4 non e' poi cosi' tanto (il mio progetto finale del CQF
era su questo argomento).
@ Umberto: credo che affermare che giocare al rosso e nero "è la
stessa cosa" sia sbagliato al di fuori di ogni ragionevole dubbio. Se
giochi alla rulette le probabilita' sono a tuo sfavore e non c'e'
molto altro da dire. D'altra parte se una persona razionale fa trading
lo fa sull'assunzione di poter battere il mercato, altrimenti non lo
farebbe. Se questa persona riesce a battere il mercato
sistematicamente e applica money management guadagnera' a prescindere
dallo strumento di trading, che siano CFD, vanilla option, binary
option o quant'altro.
Facciamo un esempio concreto. Assumiamo che si acquisti un opzione
binaria del tipo "prezzo indice in 1 week maggiore (/minore) del
prezzo odierno" al prezzo di 52 (prezzo tipico di mercato). Supponiamo
anche che si sia corretti nel 58% dei casi e che si investa il 2% del
capitale corrente ogni settimana. Non e' difficile vedere che dopo 40
settimane il guadagno netto medio e' tra il 9 e il 10%; il Conditional
Value At Risk (CVaR) ("Mean Shortfall" o "Tail VaR") al 10% e' tra l'
11% e il 12%; in alte parole: la perdita' attesa nel 10% dei casi
peggiori e' tra l' 11% e il 12%, che non e' affatto male.
Con questo non voglio dire che la suddetta strategia sia una buona
idea. Infatti e' piuttosto irrealistico assumere di poter essere
corretti nel 58% dei casi. Tuttavia non credo si possa escludere di
poter guadagnare componendo opportunamente un portafoglio di opzioni
binarie su uno o piu' indici sulla base di altre assunzioni
(probabilistiche). Come dicevo Il fatto che il payoff e' discreto
presenta una serie di vantaggi.
In generale credo (ma non sono sicuro al 100%) che sia impossibile
guadagnare con questo sistema (portafoglio di opzioni binarie) se si
assume lo stesso modello di evoluzione dei prezzi su cui si basa il
metodo di pricing (cioe' il geometric brownian motion, il "random
walk"). In altre parole: ci vuole un qualche metodo sulla base del
quale ottenere probabilita' accurate e diverse da quelle usate dal
metodo di pricing.
Ciao
Marco
--
--
dr. Marco Signoretto
FWO research fellow,
ESAT - STADIUS,
Katholieke Universiteit Leuven,
Kasteelpark Arenberg 10, B-3001 LEUVEN - HEVERLEE (BELGIUM)
Tel:
+32 (0)16 328651
Fax:
+32 (0)16 321970
Homepage:
http://homes.esat.kuleuven.be/~msignore/
Email :
marco.si...@esat.kuleuven.be