Buongiorno,
da qualche mese con mia moglie abbiamo scelto di non comprare più l'acqua al supermercato, ma di raccoglierle in una fontana a due isolati da casa.
Da quel giorno, quando bevo, mi sembra di bere una granita di limone di Messina. Perché è una gran soddisfazione vedere come con poco, si possa fare una cosa con un impatto misurabile da subito in termini di plastica non messa in giro e in termini economici.
E su questo sto facendo un passaparola da "tavola", per cui la prima cosa che mi viene detto è "beh, è facile, tu ce l'hai a due isolati, io invece chissà dove ..." oppure "io invece vivo molto lontano ...".
E allora subito ho cercato sul sito del comune il file con la posizione delle fontane con acqua potabile, ma non l'ho trovato. Ho cercato su
OpenStreeMap, ma ce ne sono 32, pochine. Ho cercato sul sito di AMAP, la municipalizzata pubblica che gestisce l'acqua in città, ma di fretta e non le avevo trovate.
Allora ho scritto loro a luglio una prima PEC, in cui chiedevo di pubblicare sul portale opendata queste info. Nessuna risposta. Mi sono allora confrontato con Ciro (che è responsabile opendata del comune), che mi ha consigliato di riscrivere la PEC e mettere in CC l'ufficio innovazione del comune.
Negli stessi giorni ne ho inziato a parlare con Gianni Vitrano e Totò Fiandaca. Gianni ha cercato meglio di me, ha trovato sul sito AMAP i dati delle fontane e ha pubblicato una
mappa molto utile, perché finalmente posso dire "amico mio, guarda che anche tu hai una fontana di acqua potabile a qualche isolato, basta plastica".
La seconda PEC ha esito diverso e ottengo risposta in pochi giorni. La risposta in realtà non è per me, io sono in CC, ma per l'ufficio innovazione: contiene i dati sulle 150 fontane e il benestare alla pubblicazione nel portale opendata.
È un dataset di grande valore. Oggi più che mai.
Si trasforma facilmente in un servizio utile ed è essenziale per sostenere una campagna di sensibilizzazione sul tema.
Butto dei numeri rapidamente. Ognuno di noi beve circa due litri di acqua al giorno, ma riduciamo a 1, quindi mezza bottiglia da 2 litri al giorno. Se per ogni fontana 50 persone scelgono di non comprare più acqua, in un giorno sono 50x150x0.5 bottiglie, ovvero 3750. In un anno 3750x365, ovvero 1368750 di bottiglie all'anno.
E una persona che raccoglie l'acqua in una fontana, la porta probabilmente in una casa in cui non vive sola, quindi sarebbero di più.
E l'esempio è su 7500 persone, che è circa l'1% della popolazione. L'1% ha un impatto di 1368750 di bottiglie all'anno.
E ci sono altre "misure"/azioni, che finalmente grazie ai dati si possono immaginare: la distribuzione delle fontane consente di rinunciare alla plastica facilmente in tutta la città? Se no, ci sarebbe da fare anche un'attività "politica", indirizzata all'amministrazione della città.
Totò allora ha iniziato a prendere le prime misure (sotto un esempio "muto").
Abbiamo creato un repo, ancora poco comprensibile con:
Sono lavori "in corso" e scriviamo qua per condividervi la cosa, perché ci sembra importante e replicabile in ogni comune, per fare salire a bordo chi vuole aggiungere "forza lavoro", per raccogliere idee.
Sono stato lungo.
Baci
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Andrea Borruso
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"cercare e saper riconoscere chi e cosa,
in mezzo all’inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio"
Italo Calvino