Questa è una vera e propria storia di ordinaria follia (italica).
In una
lettera inviata a
Il Sole 24 Ore l'imprenditore barese Dino Marseglia ci racconta della sua iniziativa di aprire un impianto a biomasse a Verona. Un investimento da
80 milioni di euro che avrebbe portato ricchezza un po' a tutti.
Dopo aver richiesto tutti i permessi si è visto recapitare una lettera secondo cui
la commissione che doveva dare l'ok al progetto era decaduta. Nessuna altra informazione, nessuna altra spiegazione:
deve semplicemente accettare il fallimento del suo progetto per banali questioni burocratiche!
Ma non è finita... Per poter arrivare a poter chiedere i permessi ha dovuto spendere
due milioni di euro, che sono finiti letteralmente al macero, e svolgere un'immensa e insensata mole di lavoro
necessaria per rispondere alle richieste delle burocrazie di questo paese.
Un solo numero dice molto più di mille parole: per poter richiedere tutti i permessi hanno dovuto apporre sui documenti
ventitremila firme! In più di centomila fogli.
Finantochè IMPEDIREMO alle aziende di fare business (e quindi di produrre ricchezza) il paese continuerà ad impoverirsi. Poi però non possiamo lamentarci che i soldi sono finiti, che bisogna tagliare le spese pubbliche, o che non si trova lavoro...
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Postato da Blogger su
Pro-Business Borgaro il 12/09/2010 06:00:00 PM