Video molto interessante e illuminante (e corto) sul rapporto tra PA
(italiana), libertą di informazione e Interntet.
Da vedere!
----- Forwarded message from Giuliano Natali <dia...@diaolin.com> -----
Subject: [Linuxtrent] Re: Invito
From: Giuliano Natali <dia...@diaolin.com>
To: linux...@freelists.org
On Gio, Giugno 25, 2009, 11:13 am, Roberto Resoli wrote:
> si tratta di una fiammella che noi prima di tutti dovremmo cercare di
> non far spegnere.
Vogliamo gettare un sasso e partire da qualche considerazione?
http://www.youtube.com/watch?v=eMkMFOysD3c
Ascoltatelo fino in fondo per cortesia.
Poi parliamo...
le lacrime sono quasi d'obbligo.
Diaolin
----- End forwarded message -----
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Marco Ciampa
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| Linux User #78271 |
| FSFE fellow #364 |
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Non può esserci sviluppo di una E-Society democratica se fondata
sull'adozione/utilizzo di formati e protocolli proprietari.
Sta a noi far compendere ai "non addetti ai lavori" questo per noi
semplice teorema che trova dimostrazione pratica nei fatti degli ultimi
decenni.
Secondo il mio parere una legge dovrebbe sancire il diritto di chiunque
a ricevere informazioni in un formato non proprietario attraverso una
comunicazione realizzata con un protocollo non proprietario.
Ciò implicherebbe il dovere di chiunque, pubblico o privato, ad adottare
formati e protocolli aperti, anche al proprio interno (pensate ad
esempio agli obblighi fiscali di conservazione dei dati che devono
essere resi disponibili alle Autorità, oppure all'obbligo di
conservazione dei dati nel, ad esempio per i notai e per la P.A. in genere)
Che lo si faccia con software proprietario o libero è anche questa una
libera scelta che però non deve imporre al prossimo l'utilizzo obbligato
di un determinato software per accedere e/o gestire l'informazione.
Un qualsiasi formato o protocollo aperto, per essere tale, deve anche
essere universalmente accettato. Se non fosse così qualunque azienda
potrebbe costruire un protocollo mutevole nel tempo quanto basta per
tenere lontana la concorrenza che non riuscirebbe a stare al passo
nell'implementare il software compatibile.
Un caso eclatante lo vediamo con il formato PDF del quale esistono
svariate versioni storiche di cui le più recenti sono implementate solo
nei prodotti dei soliti noti, aggiornate a ritmo vertiginoso e spesso
per esigenze per nulla utilizzate dagli utenti o comunque utilizzabili
solo su alcuni sistemi operativi (proprietari). Quando è una azienda a
proporre una nuova versione di un formato o protocollo state certi che
la soluzione software è già pronta; un vantaggio per quell'azienda non
indifferente che non è però conveniente per la collettività.
cordiali saluti
Guido Brugnara
Giuliano Natali ha scritto: