Video sulla "visione politica di Internet" italiana...

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Marco Ciampa

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Jun 26, 2009, 7:17:27 AM6/26/09
to open_...@googlegroups.com
Postato sulla ml del LinuxTrent da Giuliano.

Video molto interessante e illuminante (e corto) sul rapporto tra PA
(italiana), libertą di informazione e Interntet.

Da vedere!

----- Forwarded message from Giuliano Natali <dia...@diaolin.com> -----

Subject: [Linuxtrent] Re: Invito
From: Giuliano Natali <dia...@diaolin.com>
To: linux...@freelists.org


On Gio, Giugno 25, 2009, 11:13 am, Roberto Resoli wrote:
> si tratta di una fiammella che noi prima di tutti dovremmo cercare di
> non far spegnere.

Vogliamo gettare un sasso e partire da qualche considerazione?

http://www.youtube.com/watch?v=eMkMFOysD3c

Ascoltatelo fino in fondo per cortesia.

Poi parliamo...
le lacrime sono quasi d'obbligo.

Diaolin

----- End forwarded message -----

--

Marco Ciampa

+--------------------+
| Linux User #78271 |
| FSFE fellow #364 |
+--------------------+

Giuliano Natali

unread,
Jun 26, 2009, 7:50:59 AM6/26/09
to open_...@googlegroups.com

On Ven, Giugno 26, 2009, 1:17 pm, Marco Ciampa wrote:
>
> Postato sulla ml del LinuxTrent da Giuliano.
>
> Video molto interessante e illuminante (e corto) sul rapporto tra PA
> (italiana), libertà di informazione e Interntet.
>

Vorrei che si comprendesse come viene percepito il problema
semplicemente ascoltando fino in fondo questo video.

Da qui partirei, assieme al LinuxTrent e a CentrOS a discutere
sulla via da seguire.

Saltiamo pari pari la questione software come oggetto ma portiamo
invece avanti la libertà come fine.

Da qui al Software/Dati liberi non manca poi tanto.

Ma se manca questo il software non serve a niente.

Diaolin

> Da vedere!
>
> ----- Forwarded message from Giuliano Natali <dia...@diaolin.com> -----
>
> Subject: [Linuxtrent] Re: Invito
> From: Giuliano Natali <dia...@diaolin.com>
> To: linux...@freelists.org
>
>
> On Gio, Giugno 25, 2009, 11:13 am, Roberto Resoli wrote:
>> si tratta di una fiammella che noi prima di tutti dovremmo cercare di
>> non far spegnere.
>
> Vogliamo gettare un sasso e partire da qualche considerazione?
>
> http://www.youtube.com/watch?v=eMkMFOysD3c
>
> Ascoltatelo fino in fondo per cortesia.
>
> Poi parliamo...
> le lacrime sono quasi d'obbligo.
>
> Diaolin
>
> ----- End forwarded message -----
>
> --
>
> Marco Ciampa
>
> +--------------------+
> | Linux User #78271 |
> | FSFE fellow #364 |
> +--------------------+
>
> >
>


--
col sò capèl de sàs
sentàdi ‘n mèz al bosc’
i ghe fà vegia ai ghìmpeni
che i ghe fà ‘l nìo ‘n la gaida

Giuliano

Paolo Francesco LENTI

unread,
Jun 26, 2009, 9:18:14 AM6/26/09
to open_...@googlegroups.com

On 26/giu/09, at 13:50, Giuliano Natali wrote:

>
>
> On Ven, Giugno 26, 2009, 1:17 pm, Marco Ciampa wrote:
>>
>> Postato sulla ml del LinuxTrent da Giuliano.
>>
>> Video molto interessante e illuminante (e corto) sul rapporto tra PA
>> (italiana), libertà di informazione e Interntet.
>>
>
> Vorrei che si comprendesse come viene percepito il problema
> semplicemente ascoltando fino in fondo questo video.
>
> Da qui partirei, assieme al LinuxTrent e a CentrOS a discutere
> sulla via da seguire.
>
> Saltiamo pari pari la questione software come oggetto ma portiamo
> invece avanti la libertà come fine.
>
> Da qui al Software/Dati liberi non manca poi tanto.
>
> Ma se manca questo il software non serve a niente.


+1 per il pacchetto completo

Paolo

Guido Brugnara

unread,
Jun 27, 2009, 1:35:48 AM6/27/09
to open_...@googlegroups.com
La questione di fondo è proprio sui formati e sui protocolli.

Non può esserci sviluppo di una E-Society democratica se fondata
sull'adozione/utilizzo di formati e protocolli proprietari.

Sta a noi far compendere ai "non addetti ai lavori" questo per noi
semplice teorema che trova dimostrazione pratica nei fatti degli ultimi
decenni.

Secondo il mio parere una legge dovrebbe sancire il diritto di chiunque
a ricevere informazioni in un formato non proprietario attraverso una
comunicazione realizzata con un protocollo non proprietario.

Ciò implicherebbe il dovere di chiunque, pubblico o privato, ad adottare
formati e protocolli aperti, anche al proprio interno (pensate ad
esempio agli obblighi fiscali di conservazione dei dati che devono
essere resi disponibili alle Autorità, oppure all'obbligo di
conservazione dei dati nel, ad esempio per i notai e per la P.A. in genere)

Che lo si faccia con software proprietario o libero è anche questa una
libera scelta che però non deve imporre al prossimo l'utilizzo obbligato
di un determinato software per accedere e/o gestire l'informazione.

Un qualsiasi formato o protocollo aperto, per essere tale, deve anche
essere universalmente accettato. Se non fosse così qualunque azienda
potrebbe costruire un protocollo mutevole nel tempo quanto basta per
tenere lontana la concorrenza che non riuscirebbe a stare al passo
nell'implementare il software compatibile.

Un caso eclatante lo vediamo con il formato PDF del quale esistono
svariate versioni storiche di cui le più recenti sono implementate solo
nei prodotti dei soliti noti, aggiornate a ritmo vertiginoso e spesso
per esigenze per nulla utilizzate dagli utenti o comunque utilizzabili
solo su alcuni sistemi operativi (proprietari). Quando è una azienda a
proporre una nuova versione di un formato o protocollo state certi che
la soluzione software è già pronta; un vantaggio per quell'azienda non
indifferente che non è però conveniente per la collettività.

cordiali saluti
Guido Brugnara


Giuliano Natali ha scritto:

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