La disaffezione per una politica che negli ultimi 25 anni ha pensato solo a se stessa, al proprio consenso e al proprio potere e non all'interesse generale della popolazione, a partire dai più deboli, rende comprensibile la tentazione di non andare a votare alle regionali il 31 maggio, ma non giustifica l'astensionismo.
Vi invito a riflettere sulle dichiarazioni di Renzi all'indomani delle regionali in Emilia-Romagna, caratterizzate dal forte astensionismo. Lui disse che l'astensione non era un problema e per lui non lo era perchè il PD aveva vinto e attualmente governa quella regione avendo raccolto 473.728 voti su 3.460.402 aventi diritto, a seguito di un'astensione superiore al 37%.
Questa non è democrazia, la democrazia è partecipazione e l'astensione non risolve i problemi, ma consente solo a qualcuno di gestire il potere rappresentando solo minoranze e ricordatevi, se non vi occupate di politica, lei senz'altro si occupa di voi.
Noi in Toscana abbiamo cercato di mettere insieme le energie migliori per costruire una lista di sinistra, alternativa Rossi, alla sua idea di fare della Toscana il laboratori del jobs act, di smantellare la sanità pubblica a vantaggio dei privati.
Ma chi siamo?
Siamo donne e uomini con radici in esperienze sociali, d’associazionismo e di movimento. Siamo soggetti collettivi, forze politiche della sinistra e liste civiche nate in realtà importanti della regione, laboratori di nuove politiche locali e nuove pratiche politiche.
Portiamo avanti una proposta di governo alternativa alle politiche del PD e delle destre, che mette al centro il lavoro e la sua dignità, i diritti di tutte e tutti, l'ambiente, i servizi pubblici e i beni comuni.
Siamo un insieme di persone e di soggetti organizzati che vogliono mettere in campo un nuovo progetto per l’ascesa della Sinistra nella nostra Regione, e non solo.
Con la lista “Sì - TOSCANA A SINISTRA” abbiamo avviato un percorso unitario inedito, con l’ambizione di portare nelle istituzioni regionali le idee e i sentimenti autenticamente democratici, il desiderio di pulizia morale, di coerenza politica e di giustizia sociale di tanta parte del popolo toscano. Un cammino per essere utili a chi non ha voce, forza e potere e, pieno di sfiducia, è tentato di non partecipare al voto.
Siamo parte del risveglio della sinistra europea. Condividiamo il tentativo di Syriza e del popolo greco di riportare speranza e dignità nel buio di un'Europa governata dai grandi poteri economico-finanziari, contrastando le politiche di austerità, per un'Europa sociale e solidale.
Siamo quelli che difendono, a fianco dei sindacati e non solo, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dai duri attacchi sferrati ad ogni livello, a partire dal Jobs act.
Siamo a fianco di chi opera nell’associazionismo per affermare il primato dei legami sociali contro la solitudine e l’indifferenza, il primato della solidarietà contro le disuguaglianze; affinché lavoro, salute, diritti, sapere, ambiente - che vogliamo consegnare intatto alle generazioni future - siano beni comuni e base per la costruzione di una comunità politica inclusiva.
Ci rivolgiamo agli elettori della Sinistra, spesso delusi dalla sua frammentazione, e ai tanti elettori del PD, chiedendo loro di riflettere sul fatto che il partito in cui hanno creduto è ormai privo di un’anima di sinistra, in balia del suo capo e di poteri clientelari. Ci rivolgiamo ai delusi del M5S e ai tanti che hanno perso ogni speranza di poter cambiare le cose e si sono rifugiati nell'astensionismo. E diciamo: sì, un’alternativa c’è.
Dobbiamo unirci, mettendo al servizio della collettività tutte le nostre idee, le nostre energie, la nostra esperienza. Il futuro non è scritto, la Toscana può ancora essere una terra di diritti, uguaglianza e solidarietà. Dipende da noi, dal nostro coraggio di dire “Sì” e iniziare, da oggi, una nuova storia.
Quali sono le nostre radici?
La Toscana è un territorio libero, aperto, inclusivo. È una regione che si è forgiata nelle lotte sociali e nei conflitti per i diritti e la libertà, a partire dalla lotta di liberazione.
Una regione di pace, antifascista e antirazzista che ha guardato e deve guardare al mondo sostenendo ovunque i processi democratici e di autodeterminazione dei popoli.
All'origine del sistema di valori e del modello di stato sociale toscano vi sono due fattori: un patrimonio culturale, storico, ambientale, artistico unico al mondo ed la capacità del movimento operaio e delle lotte della sinistra di sedimentare le conquiste sociali, dando loro più ampia prospettiva.
Un intreccio progressivo che, per lungo tempo, ha fatto crescere diritti e solidarietà in questa Regione. La Toscana si è così conquistata nel mondo un posto speciale: il suo nome è stato a lungo identificato con l'immagine della bellezza e del buon vivere.
Questa idea della Toscana, purtroppo, non corrisponde più alla realtà. La crisi di questi anni ha travolto gran parte della realtà materiale della nostra regione. Ha prodotto deindustrializzazione, disoccupazione e precarizzazione della vita, soprattutto per le nuove generazioni, oltre che l'accelerazione dei processi di privatizzazione di beni e servizi pubblici.
Hanno prevalso scelte politiche che hanno cambiato il segno di quell’intreccio progressivo che in passato ha caratterizzato la storia della nostra regione; scelte sbagliate che avvicinano sempre più le politiche locali a quelle nazionali ed europee.
Di fronte ad una politica subalterna alla grande finanza, occorre ribaltare le priorità, tornando al primato di una politica capace di redistribuire la ricchezza e di svolgere una funzione di riequilibrio tra forti e deboli, tra interesse individuale e generale.
Sì - Toscana a sinistra è impegnata a mantenere e valorizzare le peculiarità della Toscana, contro la distruzione del patrimonio collettivo e dei beni comuni che le cittadine e ii cittadini hanno costruito. Per queste ragioni siamo contrari al Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) che, avvantaggiando le grandi multinazionali, soprattutto statunitensi, colpirebbe le produzioni tipiche regionali di qualità e condurrebbe ad un rapido abbassamento degli standard a difesa della salute, dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori.
Noi siamo quelli che dicono: Sì, un’alternativa c’è. Esiste un modo diverso di governare la Toscana, l’Italia, l’Europa, il mondo intero.
L'invito che vi faccio è quello di votare e far votare Tommaso Fattori candidato Presidente e riguardo alle preferenze in Provincia di Firenze vi suggerisco le seguenti indicazioni:
FIRENZE 1: comune di Firenze ANDREA MALPEZZI e DANIELLA VANGERI poiché è possibile esprimere due preferenze purché un uomo e una donna
FIRENZE 3: comuni dell'Empolese Valdelsa MASSIMO SIMONCINI
FIRENZE 4:
piana (Campi, Calenzano, Sesto, Signa, Lastra a Signa, Scandicci) non ho particolari suggerimenti, direi che sono tutte e tutti validissimi i candidati della lista “Sì - TOSCANA A SINISTRA”.
Una particolare menzione va al compagno e amico Andrea Malpezzi che da sempre sostiene la nostra battaglia per i diritti dei lavoratori in appalto, per la reinternalizzazione dei servi con gli addetti operanti.
In allegato troverete un appello a sostegno della sua candidatura che vi invito a sottoscrivere rispondendo a questa mail, anche se non potrete votarlo perchè fate parte di un collegio differente da Firenze.
Sergio Tarchi