Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
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Direzione Nazionale
Milano, 27.11.10
Ha firmato l’appello “Estendere e rafforzare la vigilanza democratica” Francesco Paolo Oreste, consigliere comunale di Boscoreale, nonchè poliziotto intervenuto sui violenti scontri tra polizia e manifestanti antidiscarica a Terzigno. Riportiamo a seguire una sua lettera aperta e l'intervista da lui
rilasciata a "Il Fatto Quotidiano" (per le quali è stato segnalato ai Questori di Roma e Napoli) , auspicando che anche altri all'interno delle Forze dell'Ordine altri dimostrino la sua stessa coscienza. Qualcuno deve scusarsi con Carla, comincio io. In realtà meriterebbero delle scuse anche Angelo e tanti altri, ma per colpirti alle spalle non c’è bisogno di guardarti negli occhi, per colpire Carla sul naso invece qualcuno ha dovuto farlo per forza. Mi scuso a nome di tutti quelli che indegnamente indossano la mia stessa divisa. Io, quando ero piccolo, sognavo di fare il paladino della
giustizia poi, da grande invece volevo semplicemente mettermi al servizio della speranza in un mondo migliore. Altri, evidentemente, non sognavano, e sono rimasti piccoli, piccoli, così piccoli da non conoscere la differenza tra servitore e servo, piccoli e con la schiena curva, Carla, tanto da non arrivarti agli occhi, né al cuore, altrimenti non ti avrebbero mai colpita sul naso. Mi scuso a nome loro. Mi scuso a nome di tutti coloro che potevano trasformare in diecimila le mille persone che erano intorno a te a manifestare pacificamente. Con loro, i dieci lanciatori di pietre sarebbero diventati dieci su diecimila, ieri, invece, erano solo dieci su mille. Gli altri novemila hanno lasciato che Tu fossi lì da sola a subire, oltre la beffa, il danno. Mi scuso a nome loro. Mi scuso a nome di chi continuava a lanciare sassi ed ignoranza contro un nemico che non conosceva mentre tu ci dicevi che quei sassi “sporcavano” la tua protesta, erano altro da te e dal tuo no. Mi scuso a nome loro. Mi scuso a nome di tutti i diritti che ti sono stati negati. Mi scuso per il tuo diritto alla salute, per il tuo diritto a dire pacificamente no, per il tuo diritto a vivere, sperare, esserci, parlare, vedere, ridere, sognare, andartene di sera in giro con il tuo ragazzo a divertirti e a
crescere. I tuoi diritti si sono fatti derogare da leggi e decreti, senza opporsi, senza ricorsi. Ti hanno lasciata li’, al posto loro. Mi scuso a nome della Verità che si è lasciata pagare come una meretrice, che si è lasciata interrare come un escremento, che si è lasciata scaricare e seppellire come il più tossico dei rifiuti, che ti ha lasciato lì da sola a gridarne il nome e le ragioni. Mi scuso a nome suo. E infine, senza meno, mi scuso a nome mio, che dinanzi alla rabbia ed alla vergogna mi ero rifugiato nel silenzio. Mi scuso a nome mio. ******************* A Terzigno un poliziotto con i manifestanti .“La seconda discarica è illegale e criminale”. C’è un poliziotto tra i blocchi stradali di Terzigno. Un poliziotto che sta dalla parte dei manifestanti. E’ in prima linea al fianco dei comitati civici contro l’apertura della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. E critica severamente “l’uso sproporzionato della forza da parte dei miei colleghi: ho assistito coi miei occhi a scene di violenza inenarrabili”. L’agente anti-discarica si chiama Francesco Paolo Oreste, ha 37 anni ed è in polizia dal 1997. Attualmente lavora nei servizi investigativi e di polizia giudiziaria del commissariato di Pompei. Da due anni e mezzo è consigliere comunale del Pd a Boscoreale. Ha fondato un’associazione, ‘Eureka’, che organizza iniziative culturali e presentazioni di libri. “Vivo da barricato”. “Le barricate ce le hanno create intorno lentamente. Un muro di gomma formato in due anni di silenzio. Le proteste non sono iniziate ora: accogliemmo il decreto del 2008 con responsabilità, senza scendere in piazza, ma cercando di dialogare, di esporre le nostre ragioni. Il problema è gran parte dei sindaci di questo territorio è del Pdl. Dovevano essere loro a tradurre le nostre istanze, ma si sono fidati delle promesse verbali del governo del Pdl. Il governo, attraverso i suoi rappresentanti come Guido Bertolaso, diceva loro informalmente che aprire uno sversatoio nel Parco era una soluzione temporanea, che non sarebbe stato conferito il tal quale ma solo rifiuto trattato, che Cava Vitiello non sarebbe stata aperta. Con
questo governo ci volevano invece impegni scritti”. “Ora parla il poliziotto. E il poliziotto Oreste dice che i cittadini stanno manifestando correttamente il loro dissenso. Se dieci facinorosi qualificano migliaia di dimostranti
come facinorosi, allora anche un massone nel governo qualificherebbe il governo come massone… Quanto ai feriti, non ho visto da parte della polizia un uso della forza proporzionale alla resistenza dei manifestanti”. “Manganelli, nomen omen… Parole che sono benzina sul fuoco. Come fa un tutore della legge a non partire dal presupposto giuridico di un uso proporzionale della forza? Se si manganellano le persone sedute per terra… Non si può usare la violenza contro la resistenza passiva, altrimenti si diventa uno strumento del governo incapace di risolvere i problemi attraverso le soluzioni politiche. Invece si preferisce accomunare dieci facinorosi a mille dimostranti pacifici per poter così reprimere tutto il dissenso, violando il diritto costituzionale alla protesta”. “La seconda discarica è comunque illegale e criminale. Lo dicono la commissione europea e la Costituzione. Piazzarla vicina ai centri abitati è un attentato al diritto alla salute. Anche il lodo Alfano era una legge. Ma era incostituzionale ed è stata bocciata”. “Ho lavorato allo sgombero di piazze occupate. Se mi chiedessero di interrompere una manifestazione della
quale condivido i valori, obbedirei comunque. Perché sono un servitore dello Stato. Ma non un servo. E sgombererei secondo i crismi della legge e della Costituzione. Quindi se trovo persone sedute, le sollevo e le sposto: non potrei certo caricare ragazzine inermi e sedute su un muretto come ho visto fare durante le proteste di Terzigno: a una ragazzina hanno spaccato il naso”. “Ho assistito, abbiamo assistito a cose inenarrabili. Ho visto, abbiamo visto lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, uno poche ore fa ha colpito alla testa il mio dentista che passava da lì, hanno suturato la ferita alla nuca con dieci punti. Se da poliziotto nel corso di un arresto lasciassi un livido sulla coscia di uno spacciatore di droga, quello mi denuncerebbe e rischierei di passare un guaio. Qui invece si sta derogando a tutto. Come amministratore comunale ho aderito a un documento col quale chiediamo che cessino le violenze contro le popolazioni, che sono intollerabili”. Fonte: Il Fatto Quotidiano *******************
Lettera aperta di Francesco Paolo Oreste
Mi scuso a nome loro.
Che giornate sta vivendo?
Qui è pieno di barricate.
Parla l’esponente del Pd o il cittadino-poliziotto? Ora la protesta si è inasprita, ci sono stati degli scontri, dei feriti: di chi è la colpa?
Ha letto le dichiarazioni del capo della polizia Manganelli? “Siccome si deve sversare, faremo in modo che sia possibile anche se dovesse costare l’uso della forza”.
La seconda discarica è prevista dalla legge.
Le è mai capitato di dover obbedire a ordini che riteneva ingiusti? In fondo i poliziotti in tenuta antisommossa a Terzigno stanno eseguendo
degli ordini.
Lei ha assistito anche a questo?
APPELLO A SOSTENERE CHI E’ INQUISITO PERCHE’ DIFENDE LE LIBERTA’ DEMOCRATICHE
ESTENDERE E RAFFORZARE LA VIGILANZA DEMOCRATICA
REALIZZARE LA COSTITUZIONE
SMASCHERARE E DENUCIARE I PICCHIATORI, I PROVOCATORI E I LORO MANDANTI, RENDERE NOTI I LORO VOLTI E NOMI
SBARRARE LA STRADA ALLA DERIVA REAZIONARIA
Nel nostro paese Berlusconi e tutta la destra più eversiva e criminale sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne (“la lotta tra padroni e operai non esiste più, dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo”): leggi razziali, nuovi campi di concentramento (CIE), politica dei respingimenti, distruzione di campi rom, coprifuoco, cariche al presidio di Brescia in sostegno alla lotta degli immigrati contro razzismo e sanatoria-truffa; pestaggi, arresti e processi contro i cittadini che lottano per la difesa del territorio in cui vivono (dalla Val Susa a Terzigno, passando per L’Aquila); omicidi di Stato (Cucchi, Aldrovandi, Lonzi, Giuliani sono i nomi che la lotta per la verità ha reso noti, rompendo la cappa del silenzio e l’omertà di Stato); leggi ad personam; impunità per mandanti e autori delle stragi di Stato (piazza della Loggia docet); tentativi di mettere a tacere la stampa “non allineata” (Legge bavaglio) e di far fuori i giornalisti scomodi; limitazioni al diritto di sciopero, rappresaglie e attacchi nei confronti dei sindacati che non si piegano al Piano FIAT-Marchionne, primi tra tutti la FIOM ; militarizzazione del territorio, aumento della videosorveglianza, promozione delle ronde razziste; sostegno e copertura ai gruppi fascisti come Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore che cercano di insediarsi nei quartieri popolari per alimentare l’odio e la violenza nei confronti del “diverso”, il razzismo e l’omofobia… Assieme alla disoccupazione, alla devastazione ambientale, al razzismo, al peggioramento generale delle condizioni di vita e al degrado sociale e culturale, si moltiplicano i soprusi, le aggressioni, le violenze, le intimidazione, le minacce, le operazioni di infiltrazione e provocazione che le forze dell’ordine regolari e irregolari (fascisti, infiltrati, spioni, polizie parallele, ecc.) sono chiamate a compiere per soffocare la protesta e la ribellione delle masse popolari italiane e immigrate.
La lotta per i “diritti per tutti”, per “riprendersi la democrazia”, per “realizzare la Costituzione ” è parte integrante della lotta per non pagare la crisi dei padroni!
Non basta gridare all’“emergenza democratica”, bisogna estendere e rafforzare la vigilanza democratica!
Una prima elementare forma di vigilanza democratica è denunciare, smascherare e rendere noti volti e nomi di quegli “agenti provocatori pronti a tutto” che Kossiga indicava come strumento della “ ricetta democratica”, e dei loro mandanti. In questo modo è possibile ostacolare fino a rendere impossibile ai picchiatori dei manifestanti, ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto, agli aguzzini degli immigrati rinchiusi nei CIE, agli assassini di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, ai rapitori di Abu Omar di continuare impunemente a svolgere la loro opera protetti dall’anonimato, e magari fare anche carriera.
E’ uno strumento pratico per sbarrare la strada ai progetti eversivi e alla deriva autoritaria promossa dalla destra reazionaria. E’ un’operazione di democrazia e trasparenza, che riguarda anche quella parte delle forze dell’ordine che non vuole prestarsi al lavoro sporco contro le masse popolari italiane e immigrate. E’ una forma di autodifesa per chi resiste alla crisi e ai suoi effetti.
Per questo esprimiamo la nostra protesta contro il processo che il PM Morena Plazzi (della Procura di Bologna) sta cercando di orchestrare nei confronti di Angelo D’Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Roma no Rosalba (dell’Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito “Caccia allo sbirro” realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano. Ci auguriamo che l’udienza preliminare che il 22 dicembre si terrà presso il Tribunale di Bologna metta fine a questa montatura dal carattere repressivo e intimidatorio verso chi si batte per la salvaguardia delle conquiste e dei diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione.
FIRMA E FAI FIRMARE L’APPELLO,
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INDICANDO: NOME E COGNOME, PROFESSIONE, CITTA’, EMAIL/TELEFONO
Adesioni di associazioni, partiti, personalità pubbliche
Francesco Paolo Oreste, poliziotto e consigliere comunale PD a Boscoreale
Margherita Hack, professore emerito Università di Trieste, Trieste
Sandro Targetti, Comitato Politico Nazionale PRC, Consigliere comunale Campi Bisenzio - FI
Simone Oggionni, portavoce nazionale Giovani Comunisti
Roberto Passini, Portavoce Federazione della Sinistra/Toscana, costituzionalista
Alessandro Leoni, CPN PRC/FdS Responsabile nazionale PRC “Apparati dello Stato”
Alessandro Bellucci, circolo ferrovieri Spartaco Lavagnini PRC/FdS, Sesto Fiorentino
Renato Darsiè, PdCI di Mestre
La Piazzetta Comunista , a cura dell'Avv. Salvatore Ferlisi
Collettivo Comunista piemontese
Rosario Attanasio, collettivo " Iqbal Masih " di Lecce
Miriam Pellegrini, partigiana, Associazione GAMADI
Spartaco Ferri, partigiano, Associazione GAMADI
Consulta dei Giovani di Quarto, Napoli
Collettivo Casoria Antifascista, Casoria (Napoli)
Adesioni dall’estero
Loreto Tapullima, responsabile del Settore Relazioni Internazionali del Partito Proletario del Perú
Liga de la Juventud Clasista (LIJUC), Messico
Abdellah Elmajdi presidente dell'Associazione Nazionale dei Diplomati disoccupati in Marocco
Vladimir Kapuralin, Responsabile Relazioni Esteri del Partito Socialista di Lavoratori di Croazia
Sushovan Dhar, Radical Socialist, India
Sir Baz Khan, Labour Party Pakistan(LPP)
Progressive ve Youth Front (PYF)
Bushra Khaliq, General Secretary Women Workers Help Line, Lahore, Pakistan
Bushra Khaliq, General Secretary Women Workers Help Line, Lahore , Pakistan
Comité Pérou
ATIK – Confederazione dei Lavoratori Turchi in Europa
Yeni Kadin – Organizzazione delle Donne Turche in Europa
New Democratic Youth
Adesioni individuali
Mirko Pusceddu, operaio Thyssen Krupp
Marco Elia , Dottorando Sapienza, Roma
Luciano Ricci, disoccupato (ex operaio), Casoria (Napoli)
Andrea Daniele Di Pinto, operaio, Napoli
Luisa Marro
Sacchi Marco, Milano
Cavatorti Mattia, Studente, Reggio Emilia,
Roberto Villani, insegnante, Roma ,
Aida Trentalance, pensionata ,Campobasso,
Luigi Guerrizio pensionato, Campobasso
Pasetti Luciano Luca, Milano
Mauro Callegher, operaio
Marco Da Ros educatore, Torino
Umberto Ruggiero, Torino, impiegato
Eblovi Maria Grazia , pensionata , Rocca Canavese , Torino
Dario Francese - Vercelli
Carlo Curti
Dr. Paolo Osman Teobaldelli, filosofo, scrittore,Tolentino (Macerata)
Michela Mosconi, impiegata, Roma
Cristiano Gianetta, Borgofranco d'Ivrea
Niccolò Benvenuti, precario, Grosseto
Antonio Della Penna, Ingegnere Bologna
Luca Manunza, Dottorando di ricerca Università di Genova
Giulio Bonali (medico) Fiorenzuola (PC)
Arianna Ballotta, traduttrice, Ravenna
Fabio Grubesich, impiegato, Genova
Marco Caciagli, architetto, Rosignano S. (LI)
Anna Giannattasio, insegnante, Napoli
Eduardo Rea, operaio, San Cipriano Picentino (VA)
Carmine De Matteu, operaio, San Cipriano Picentino (VA)
Cioffi Gianluigi, impiegato statale, San Cipriano Picentino (VA)
Giuseppe Musella, operaio, Salerno
Erika Rea, impiegata, Salerno
Roberto Sarnicola, disoccupato, Salerno
Daniele Nicoletti, operaio, Salerno
Eugenio Seuno, operaio, Salerno
Silvia Carone, commerciante, Salerno
Stefania Rea, impiegata, Salerno
Teresa Autuori, casalinga, Salerno
Nando Grassi, insegnante, Palermo
Salato Luigi, pensionato, Leinì (TO)
Gianmarco Esposito, Ferroviere, Messina
Davide Rosci, impiegato, Teramo
Guido Sinimberghi, Pistoia
Vera Cesari, impiegata, Roma
Megi Pepeu, pittrice e grafica, Trieste
Loretta Mussi, medico in pensione, Roma
Annamaria Mori, insegnante, Firenze
Gabriella Grasso,operaia, Milano
Umberto Bardella, pensionato, Moncalieri (TO)