COMUNICATO STAMPA MARCIA NO TAV 17 OTTOBRE
Il
Tav è un'opera costosa lo sappiamo, ma che peserà sulle prossime
generazioni in maniera indelebile non è un dato chiaro a tutti: solo
per la Brescia-Verona è stato preventivato un costo di 4 miliardi di
euro, di cui al momento ne sono disponibili meno di 800 milioni.
1.000 milioni dovrebbero arrivare nel 2016 e la restante parte, più
di 2.000 milioni, in “futuro”.
Come
si può iniziare un' opera avendo meno della metà dei soldi
necessari alla sua realizzazione e, soprattutto, non sapendo quando
saranno disponibili quelli mancanti?
Stiamo
parlando tra l'altro di un' infrastruttura dal costo altissimo, più
di 50 milioni di euro al chilometro (10 milioni la media europea),
che inciderà sul debito pubblico utilizzando denaro pubblico.
Tutti
soldi che potrebbero essere usati altrove: per evitare ulteriori
tagli al servizio sanitario nazionale, per mettere in sicurezza i
territori dal rischio idrogeologico, per ristrutturare e far
funzionare asili e scuole, per rifinanziare la ricerca e per
rimpinguare le casse delle amministrazioni comunali perennemente in
rosso.
Oppure potrebbero offrire un presente dignitoso a chi
oggi viene colpito dalla crisi, garantendo casa e reddito.
Stiamo
parlando anche di un’infrastruttura assolutamente inutile: non
toglierà, infatti, il traffico dalla strada come confermato dallo
stesso amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Michele Mario
Elia (il TAV è esclusivamente passeggeri e le merci non viaggeranno
sulle linee ad alta velocità perchè a livello mondiale non ci sono
carri compatibili visti gli altissimi costi che nessuno vuole
sostenere).
Inoltre solo il 5-6% dell'utenza totale di RFI è
interessata a utilizzare il TAV (in deficit in tutta Europa, Francia
compresa); la costruzione di quest’opera peggiorerà ulteriormente
le condizioni di viaggio per studenti e pendolari, infatti,
nonostante più dell'80% dei viaggiatori utilizzino treni "normali",
gli investimenti di RFI per le linee ordinarie sono solamente il 37%
del totale.
La sua inutilità è dimostrata anche dal fatto
che attualmente sulla linea storica nella tratta Brescia-Verona
transitano giornalmente solo 131 dei 250 treni possibili e sulla
Verona-Vicenza ne transitano solo 144 su 250. Esiste quindi un ampio
margine di potenziamento, ad un costo nettamente inferiore e evitando
così i rischi ambientali che il progetto prevede e centinaia di
espropri tra case, terreni e attività economiche di svariato
tipo.
Consapevoli che non saranno gli scandali legati alle
grandi opere e nemmeno le 22 prescrizioni che il Ministero
dell’Ambiente ha recentemente imposto a Cepav2 a fermare
quest’opera, torniamo in piazza per dire “ORA BASTA!”
precisando che non vogliamo altre prescrizioni o ritardi, vogliamo
FERMARE DEFINITIVAMENTE IL TAV!
Chiediamo
il ritiro immediato del progetto e una presa di posizione chiara da
parte di tutti gli amministratori locali! Chiediamo che i sindaci si
oppongano ad un'opera inutile, imposta e costosa, destinata ad avere
un impatto tremendo sui vari territori, manifestando insieme al
movimento No Tav alla marcia del 17 ottobre. Per questo abbiamo
inviato un invito ufficiale a tutti i comuni interessati alla tratta
(oltre 40) al presidente della provincia di Brescia, al presidente
della regione Lombardia.
Allo stesso tempo stiamo promuovendo una
petizione, indirizzata al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro
delle Infrastrutture Delrio, e ai presidenti delle regioni Lombardia
e Veneto, per chiedere il ritiro del progetto Tav e optare per
l'ipotesi alternativa di utilizzo e riqualificazione della linea
storica.
SABATO 17 OTTOBRE
ORE 14.30
PIAZZALE STAZIONE FERROVIARIA - DESENZANO DEL GARDA