Siccita e crisi idrica; dibattito alla Festa di Radio Onda d'Urto

1 view
Skip to first unread message

Bendinelli Marco

unread,
Aug 16, 2022, 6:42:55 AM8/16/22
to bastaveleni, antinoc...@googlegroups.com, sosscuol...@googlegroups.com, notavmo...@googlegroups.com, co...@gnumerica.org

Presso lo Spazio Dibattiti alla XXX Festa di Radio Onda d'Urto ( via Serenissiama zona fermata Metro Sant'Eufemia-Buffalora) Giovedì 18 agosto 2022 alle ore 19.30 si svolgera' l'incontro , presso lo Spazio Dibattiti, dal titolo “Siccità e crisi idrica. Quali opzioni per il futuro?”
Intervengono: Alice Pomiato, Green Content Creator & formatrice; Maurizio Gritta, agricoltore della Cooperativa biologica Iris; Roberto Saleri, Associazione AlterNative; Alessandro
Scattolo, Tavolo Ambiente Garda.
Un tema che è stato al centro negli ultimi mesi degli spazi approfondimenti di Radio Onda d'Urto. L'Italia, come gran parte dell'Europa centro-meridionale, sta soffrendo da mesi un
connubio inedito di siccità e caldo estremi con gravi ripercussioni negative a diversi livelli su ecosistemi naturali, ghiacciai alpini, agricoltura, produzione idroelettrica, benessere umano
e animale, e al contempo favorisce la propagazione di numerosi e vasti incendi boschivi oltre ad eventi estremi simili come alluvioni, bombe d'acqua e altro.
Anomalia climatica che iniziata a dicembre 2021, ha caratterizzato tutto l'inverno, protraendosi poi nella primavera 2022 solo con temporanei e modesti sollievi da parte di alcuni
episodi piovosi diffusi giunti sul Nord Italia tra fine aprile e inizio maggio, infine si è ulteriormente intensificata con l'instaurarsi di condizioni precocemente estive fin da metà maggio.
E che vede ora fenomeni estremi di pioggia e vento che servono ben poco al bilancio idrico.
A livello nazionale stiamo assistendo a una siccita' senza precedenti. Secondo le analisi del CNR-ISAC di Bologna, la quantità d'acqua cumulata a livello nazionale dal 1° gennaio al 31
luglio è inferiore del 47% alla media del trentennio di riferimento 1991-2020 (-52% al Settentrione), e per ora il 2022 - relativamente ai primi sette mesi - risulta l'anno più secco nella
serie storica italiana con inizio nel 1800.
Parallelamente alla scarsità di precipitazioni, la prevalenza di situazioni anticicloniche associate a risalite di masse d'aria subtropicale ha determinato anomalie calde pressoché
ininterrotte e particolarmente evidenti dalla metà di maggio in poi. Il 2022 finora risulta dunque l'anno insieme più caldo e secco mai registrato in Italia.

Il 2022 risulta essere anche l'anno peggiore per i ghiacciai. Il 31 gennaio , nel pieno dei cosiddetti giorni della merla, che nella tradizione contadina sono i piu' freddi dell'anno, in tutto l'arco alpino da est a ovest e in ben 20 stazioni metereologiche si sono toccati i 20° con zero termico a 3000 m di altezza. Zero termico che nel corso dell'estate è arrivato gradualmente sopra i 5000 m di altezza. Il 25 luglio 2022 il radiosondaggio eseguito dalla stazione aerologica di Payerne, sull'altipiano svizzero, ha rilevato lo zero termico a una quota di ben 5184 m, massimo dell'intero periodo di misure cominciato nel 1959 in questa località, ma record anche per tutto il territorio elvetico.


Cosa significa questo. Un processo di fusione dei ghiacciai senza precedenti. Il famoso Pian di neve dell'Adamello ai primi di luglio era gia sparito, significa che la fusione sta ora
interessando il ghiaccio storico, quello perenne. Chi va in montagna mostra fotografia di cascate di acqua che scendono dalla Val Adame' e dalle altre valli perpendicolari al ghiacciaio
di una intensita mai vista. Chi va in montagna come me avra' notato la morte e l'ingiallimento precoce in abeti, pini, carpini, roveri fino a 700 m di altezza e rododentri insecchiti anche
ad altezze sopra 1000 m . Un fenomeno quello delle piante morte visibile anche in citta': secondo i dati forniti dall'Assessore Cominelli sono morte oltre 1200 giovani piante a causa della siccita' solo nel tessuto urbano.
All’inizio di luglio, l’Italia ha dichiarato lo stato di emergenza in 5 delle regioni più colpite. Nel bacino del fiume vivono circa 17 milioni di persone, quasi il 30% della popolazione
italiana. Circa il 41% del bacino del fiume Po è utilizzato per l’agricoltura che, secondo i dati pubblicati dalla Commissione europea, sostiene 3,1 milioni di capi di bestiame (metà del
patrimonio nazionale) e 6 milioni di suini (quasi i due terzi del patrimonio nazionale). La siccità, secondo dati Coldiretti, ha ridotto i raccolti del 30% in Italia.
E’ assodato che il cambiamento climatico causato dall’uomo sta amplificando l’intensità, la frequenza e la durata degli eventi di caldo estremo e sta anche esacerbando la gravità e gli
impatti della siccità. Serve un cambio di paradigma , ora , adesso , subito.

Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages