Ricordo il link alla trasmissione di ieri a controradio che Marco Farra
aveva giustamente inviato:
http://www.controradio.it/popx.php?elemento=37816
Chi non avesse seguito la trasmissione puᅵ riascoltarla o scaricare il
file mp3
Sabato c'ᅵ stata una importante manifestazione sullo stretto di Messina
per dire NO al ponte.
A Firenze alcuni hanno sfidato il freddo e fatto un presidio al ponte a
Santa Trinita in solidarietᅵ.
La lotta alle "grandi opere" ᅵ tema importante e non possiamo solo
guardare al nostro pessimo tunnel fiorentino: tante inutili e costose
infrastrutture, dannose per l'ambiente, utili solo per i pochi che
avranno gli appalti, sono un problema nazionale.
Incolliamo sotto un articolo anche del "nostro" Alberto Ziparo.
Evidenziamo alcuni passi che ci paiono importanti.
http://eddyburg.it/article/articleview/14393/0/34/
| Il nuovo capitale sociale del sud
No ponte |
|
Data di pubblicazione: 20.12.2009 |
| Dopo la manifestazione del
19: “No Ponte! significa buttare definitivamente a mare il vecchio
modello di sviluppo meridionale”. Il manifesto, 20 dicembre 2009 |
ᅵ un no con molti sᅵ, quello contro il Ponte sullo Stretto che ha
manifestato a Villa S.Giovanni.
Se la parola capitale non configgesse con il termine sociale, potremmo
dire che il ᅵcapitale socialeᅵ scende in piazza per rivendicare
autonomia e salvaguardia del territorio meridionale e per un altro
modello di ᅵsviluppoᅵ. Piᅵ di 150 associazioni, dai centri sociali alla
Cgil, dalle associazioni culturali, ai comitati locali alle grandi
associazioni ambientaliste, hanno aderito alla manifestazione contro
l'insostenibile ponte sullo Stretto di Messina e sostenuto una
articolata piattaforma programmatica. Messa in sicurezza delle
abitazioni e delle scuole nelle aree sismiche e idrogeologicamente
instabili; bonifica dei territori inquinati e del mare; un sistema di
trasporti leggero, articolato, multimodale e sostenibile (anche in
attraversamento dello Stretto); infrastrutture utili e necessarie, beni
comuni (ad esempio e in primo luogo l'acqua); difesa e riqualificazione
dei patrimoni ambientali e culturali: questi sono alcuni dei punti che
qualificano lo slogan ᅵtanti sᅵ, un solo no - fermiamo i cantieri del
ponte, lottiamo per le vere prioritᅵ.
A questo movimento, che risponde all'iniziativa della ᅵRete No
Ponteᅵ, si sono affiancati partiti della sinistra ed istituzioni
(regione, provincia e comuni). La Giunta Regionale della Calabria ha
aderito alla manifestazione e, finalmente, con coerenza esce dal
consiglio di amministrazione della Societᅵ Stretto di Messina.
ᅵCapitale socialeᅵ, ovvero intelligenza collettiva che crea
coesione e network sociale, a onta di chi sostiene che il Sud ᅵ solo
familismo, clientela e mafia, si schiera contro il capitale finanziario
e la dispossession
(sfruttamento a fini di accumulazione privata) dei territori. Il no al
progetto del ponte non si basa quindi soltanto sulle critiche alla
inutilitᅵ trasportistica di questa assurda infrastruttura, al
devastante impatto ambientale in un'area - quella tra Scilla e Cariddi
- rivendicata come patrimonio dell'umanitᅵ, allo sperpero di danaro
pubblico che, secondo una logica di ᅵkeynesismo all'incontrarioᅵ,
passerebbe dalle mani degli abitanti e dei contribuenti a quelle di
poche corporation private. Il no al ponte - che peraltro ancora non
dispone di progetti definitivi e esecutivi e presenta inoltre gravi
carenza tecnico-strutturali e enormi rischi dal punto di vista
geologico e sismico - ᅵ un no a un obsoleto concetto di
modernizzazione, che si vorrebbe imporre come modello all'intero paese.
Il movimento e la rete sociale e istituzionale che sono scesi in piazza
affermano la prioritᅵ dei sistemi locali sostenibili e la loro
autonomia a fronte dei devastanti processi di globalizzazione, la
prioritᅵ della partecipazione diretta e della iniziativa dal basso a
fronte della pericolosa crisi della democrazia, l'importanza della cura
dei luoghi e dei patrimoni ambientali e culturali, una appartenenza
riflessiva, aperta e solidaristica, strettamente connessa alla
ricchezza dei milieux meridionali.
Nel denunciare l'imbroglio del presunto avvio delle opere connesse
al Ponte i manifestanti di Villa si oppongono non solo e non tanto a
cantieri che probabilmente non si vedranno mai, ma alla colossale
truffa che si sta perpetrando ai danni dei cittadini italiani, non solo
siciliani e calabresi: si accelera la procedura di riaffido del
progetto ad Impregilo proprio perchᅵ in mancanza di progetto esecutivo
- come spiegano diversi amministrativisti in queste ore- cosᅵ verranno
pagate operazioni che l'impresa potrᅵ non eseguire e tra l'altro si
riattiveranno le penali a carico dello stato, e quindi di tutta la
comunitᅵ nazionale, a suo tempo congelate dal governo Prodi.
Nemmeno il finto avvio dei lavori del ᅵbinario morto di Cannitelloᅵ
puᅵ essere effettuato, almeno con procedura regolare: il progetto cui
esso appartiene (che non ᅵ quello del ponte) ᅵ tuttora sotto verifica
di ᅵottemperanza delle prescrizioni ambientaliᅵ che non si potrᅵ
concludere prima del febbraio 2010 e che blocca l'avvio, anche solo
formale, dell'iter. Siamo all'imbroglio nell'imbroglio.
E allora “No Ponte! significa buttare definitivamente a mare il
vecchio modello di sviluppo meridionale” - tra l'altro rivelatosi
fallimentare -che ha prodotto i disastri economici e ambientali di cui
sono marcati i contesti siciliani e calabresi.