NAZIONE 14 02 2026

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Fernando Romussi

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Feb 14, 2026, 7:33:40 AMFeb 14
to no tav, ReTe dei Comitati

Il denaro muove tutto. Servono politici illuminati. Tutela è anche dignità"

Direttore Antonio Natali – tra ’cubo nero’, vecchie e nuove trasformazioni, vendita del patrimonio storico-immobiliare ai grandi gruppi finanziari –...

Antonio Natali

Direttore Antonio Natali – tra ’cubo nero’, vecchie e nuove trasformazioni, vendita del patrimonio storico-immobiliare ai grandi gruppi finanziari – che cosa sta succedendo a questa città?

"Eviterei le generalizzazioni. Bisogna avere chiaro, a parer mio, che non è Firenze ma il Paese ad aver perso identità, perché c’è un’incapacità nel capire che la tutela, ammesso che si faccia, deve contemplare soprattutto la dignità. Non si tratta di salvaguardare un palazzo, un luogo o anche aree con architetture formate in un determinato momento storico, ma conoscerne la storia, il percorso, e salvarli. Oggi tutto è mosso dal denaro".

Sembra che lei, per certi versi, assolva la politica urbanistica del Comune.

"No, non l’assolvo. Sono stato il primo ad attaccare quello che viene chiamato ’cubo nero’ così come ho preso posizione contro altre trasformazioni e altri malanni di questa città. Dico semplicemente che c’è ’una marmellata’ di soldi che coinvolge tutte le città. Ci possono essere quelle più ’illuminate’ ma l’importante è che arrivi denaro. Posso capire che il privato lavori in tal senso ma lo Stato deve pensare alla memoria, al passato e al futuro: questo è il suo compito. Se non si ragionerà così, tutto l’impalcato prima o poi crollerà".

Per quanto riguarda la tutela crede che a Firenze ci sia stato un cortocircuito?

"Per salvare la storia, come ho detto, bisogna conoscerla, e per conoscerla c’è bisogno che qualcuno ce la insegni. Le amministrazioni pubbliche ignorano tanti luoghi importanti per concentrarsi su quelli che sono economicamente più redditizi. Firenze, negli anni passati, non ha brillato nei confronti del rispetto per le Soprintendenze. Ricordo ancora quando al governo della città c’era un politico che definiva le soprintendenti, per denigrarle, ’le zie’, o che ha utilizzato la controriforma di Franceschini per dire: ’Meno tutela e più valorizzazione’. Qualche volta forse c’è stato un eccesso di tutela, ma meglio un eccesso di tutela che un eccesso di mancanza di rispetto. Renzi, per non fare nomi, è stato uno di questi. E i suoi seguaci hanno fatto di tutto per sfaldare le Soprintendenze".

Parliamo del ’cubo’ di corso Italia. A chi va addebitata la responsabilità?

"Non sta a me dirlo, spetta agli organi preposti. Da cittadino però voglio sapere di chi è la responsabilità di quella struttura, e mi aspetto una posizione chiara e possibilmente coraggiosa. Voglio che ci sia giustizia per il popolo e per questa città. Non giudico, ma è sotto gli occhi di tutti che qualcosa non abbia funzionato".

Direttore, lei pensa che questa città si stia snaturando?

"Dipende. Vorrei conoscere approfonditamente, ad esempio, quali saranno le modifiche che verranno apportate al patrimonio immobiliare. La maggior parte delle cose sono fatte in funzione, ancora una volta, di quello che ne verrà alla città in denaro. E mi riferisco al turismo. Allora mi chiedo: che cosa si fa per proteggere Firenze? Che cosa si fa per evitare che ci sia un asse ingolfato Uffizi-Accademia? Si indirizza la gente a vedere i cenacoli o il Chiostrino dei Voti della Santissima Annunziata dove è nata la ’maniera moderna fiorentina’ con tre giovanissimi artisti, come Andrea del Sarto, Rosso e Pontormo? La risposta è: niente di tutto questo".

È innegabile, infine, che a Firenze ci sia un assalto speculativo e della finanza immobiliare...

"La verità è che lo Stato non è abbastanza ricco da sostituirsi al privato e non è in grado di provvedere alla salvaguardia della nostra memoria storica. Per questo, mai come ora, c’è bisogno di regole".

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