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Un paio di noi sono stati alla visita al cantiere TAV che c'è stata
stamani sotto una bella pioggia. Cicerone l'ingegner Paolo Morozzi,
molto gentile
Hanno realizzato il grezzo del piano terra della stazione, il
solaio a livello del terreno, hanno iniziato quello del piano -1
e altri manufatti alle estremità del camerone che ospiteranno
infrastrutture di servizio (sistemi di sicurezza ed elettrici).
Abbiamo visto l'estrazione di terre dal camerone della
stazione dove ruspe in fondo al cantiere caricano grandi
contenitori di terra che poi viene scaricata dalle grandi gru
navali (vengono da Genova) direttamente sui treni. Tutto il
trasporto si svolge con treni, dei camion Vangi spostano terra
dentro il cantiere se non ci sono vagoni disponibili. Dalla
stazione sono da rimuovere ancora circa 200mila m3 di terre.
Abbiamo chiesto dove vanno le terre, risposta vaga: sono
riciclate, quindi dovrebbero essere sottoprodotti non rifiuti,
"nella zona di Prato e Livorno". Sulla stampa erano apparse
altre destinazioni, dovremo approfondire con altri canali
(osservatori ambientali FI e S Barbara). Interessante il fatto,
per noi novità, che proprio il trasporto delle terre è un collo
di bottiglia: le capacità di scavo sarebbero superiori alle
possibilità di trasporto per il numero limitato di treni e di
tracce orarie; questa cosa ci suona un po' strana, il collo di
bottiglia era sicuramente S Barbara dove le piazzole di
stoccaggio erano insufficienti, ma adesso più che i treni ci
parrebbe che siano le destinazioni delle terre stesse il
problema.
Le terre non vanno più a S Barbara, comune Cavriglia, perché i
tempi di maturazione sarebbero lunghi e abbiamo intuito anche
perché non resisterebbero al dilavamento delle piogge. È ancora
allo studio la possibilità di aggiungere alle terre calce per
tenere su una collina fatta sostanzialmente di fango. Hanno
detto che questo è un procedimento normale di recupero delle
terre, ma non hanno detto che è tale per terrapieni e siti
industriali, non per un parco cittadino come era progettato. Qui
è il totale fallimento del progetto di collina per evitare la
discarica come era stato acclarato all'allora dirigente del
settore VIA della Regione Fabio Zita che fu rimosso dalla sua
funzione e insultato da vari politici alcuni dei quali poi
finirono nell'inchiesta della magistratura nel 2013-15
La segretaria dell'infopoint ci ha comunicato verbalmente che
nei prossimi giorni dovremmo ricevere nomi e schede tecniche
degli additivi usati nel cemento che riempie gli spazi tra il
terreno e i conci delle gallerie, nonché i lubrificanti della
TBM. Importante per capire se ci sono rischi da Pfas come sta
accadendo nelle gallerie della Pedemontana.
Abbiamo ricordato che il cronoprogramma ufficiale prevede la
consegna dell'opera il 4 maggio 2029, non nel 2028 come è stato
sbandierato fin'ora soprattutto da Giani, e abbiamo chiesto come
pensano di recuperare il ritardo esistente di almeno un anno.
Per fortuna non hanno negato né la fine prevista nel 2029, né il
ritardo; sperano di recuperare, ma c'è da immaginare che non ce
la faranno; almeno così abbiamo intuito dalle parole. Possiamo
dire chiaramente che Giani, Nardella prima e la Funaro adesso
hanno mentito o non hanno capito nulla dei tempi di
realizzazione; ma ormai è chiaro che più che di informazione si
è fatta tanta propaganda per far digerire alla città il cantiere
più invasivo, costoso e inutile che interessa la città.
Lo scavo nel camerone della stazione dovrebbe terminare tra
circa 5 mesi, fino ad allora la fresa TBM Marika, a pochi metri
dalla stazione, e l'altra Iris non potranno attraversare il
camerone per iniziare lo scavo delle gallerie nord. La fresa
Iris ha iniziato di nuovo a scavare lunedì scorso; per quello
che ci hanno detto hanno tempi abbondanti per scavare i circa
1200 metri di galleria sud rimanente: finché il camerone non
sarà scavato non potranno attraversarlo. Anche da questo
ipotizziamo che i ritardi saranno difficilmente recuperabili,
probabilmente aumenteranno (nostra ipotesi!).
Stanno realizzando il bypass del Mugnone sotto la Ferrovia
esistente. Alla domanda sui problemi idrogeologici per la
stazione Foster, visto che la zona è ad altissimo rischio, hanno
risposto che con il bypass e la messa in sicurezza del Mugnone
tutto dovrebbe essere risolto. Il bypass dovrebbe migliorare la
situazione a monte della ferrovia esitente Il problema è che i
rischi di allagamento per la stazione non sono solo dal Mugnone,
ma anche da eventuali bombe d'acqua.
Alla richiesta dei problemi dovuti all'impatto sulla falda
hanno parlato, come era già noto, dei sistemi di mitigazione
attivi esistenti adesso (pozzi drenanti a valle e a monte
collegati da pompe) e di quelli futuri ad ultimazione dell'opera
(tubi nel solaio che collegano i pozzi a monte e a valle).
Richieste notizie su people mover e fermate di bus attorno
alla stazione, abbiamo ricevuto risposte molto vaghe confermando
che ancora non c'è un progetto né per il trenino, tanto meno per
le fermate dei bus; "c'è un tavolo aperto da molto tempo". È
incredibile che una infrastruttura di queste dimensioni e con
questi costi ancora non abbia una pianificazione per il suo
inserimento nel tessuto urbano, si avanza pezzo per pezzo senza
un progetto di mobilità e urbanistico.
Danni dallo scavo; quasi un anno fa furono dichiarati 40
appartamenti danneggiati, adesso sarebbero tra i 50 e i 70;
risposta molto vaga, troppo vaga. Danni per meno di 100mila
euro. Mah!
Sperando di non aver dimenticato cose importanti auguriamo buona
giornata